La tecnologia al servizio dell’inclusione sociale, l’app di Mygrants per promuovere il talento dei migranti

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 5 minutiMygrants

In Italia l’inclusione sociale procede a rilento. Eppure dovrebbe essere un obiettivo fondamentale per il nostro Paese, nel quale tutti dovrebbero contribuire a combattere ogni forma di discriminazione.
La parola inclusione in italiano intende l’atto di includere un elemento all’interno di un insieme o di un gruppo. In ambito sociale significa essere parte di qualcosa, sentirsi accolti, trovare il proprio posto nella società, anche dal punto di vista lavorativo. Spesso, purtroppo, gli individui sperimentano l’altro lato della medaglia, l’esclusione sociale, per fattori diversi che possono riguardare il genere, la religione, la disabilità, la nazionalità.

Essere discriminati significa vivere ai margini della società. E non poter godere di tutti quei diritti che dovrebbero essere alla base di uno Stato moderno.

Inclusione e diritto alla formazione e al lavoro nell’Agenda 2030

L’Agenda 2030 dell’Onu è stata scritta per promuovere un modello di società basato su cinque pilastri fondamentali: People, Planet, Prosperity, Peace, Partnership.
Le persone sono al centro insieme al concetto di collaborazione, che deve spingere ogni individuo a fare tutto il possibile per rendere il pianeta più equo e sostenibile non solo dal punto di vista ambientale.

Di questo tema si parla nell’obiettivo 10 (Ridurre l’ineguaglianza all’interno di e fra le Nazioni), destinato a “promuovere l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, a prescindere da età, sesso, disabilità, razza, etnia, origine, religione, stato economico o altro“. Ma anche al goal 8, che mira a “incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti“. Nessuno escluso.
Senza dimenticare l’obiettivo 16, finalizzato alla “promozione di società pacifiche ed inclusive ai fini dello sviluppo sostenibile”.

Aiutare a trovare opportunità anche nelle difficoltà e promuovere un’inclusione sociale che parta da un lavoro dignitoso è la mission principale di un’azienda che grazie alla tecnologia è al fianco di chi è alla ricerca della propria strada lavorativa.

Mygrants

L’app per promuovere l’inclusione sociale attraverso il lavoro

Mygrants è nata come S.r.l. il 23 febbraio 2017 e da fine 2020 è anche Società Benefit. L’obiettivo del progetto era semplice, come ci racconta Chris Richmond Nzi, fondatore e CEO dell’azienda: grazie all’app realizzata si voleva individuare il talento dei migranti sbarcati in Italia post Primavera Araba, che avevano trovato ospitalità nei centri di prima e seconda accoglienza. Nel 2016 l’Italia aveva registrato un picco di migranti sbarcati sulle coste italiane (più di 183mila persone, il 90% aveva meno di 35 anni). In media rimanevano in attesa 600 giorni per avere una risposta alla loro richiesta di uno status. Un tempo troppo lungo, considerando anche che meno del 3% dei titolari di uno status trovava un’occupazione professionale legale.

«Abbiamo pensato che fosse giunto il momento di sfruttare meglio il tempo di attesa per mappare le competenze pregresse, aggiornarle sulla base del fabbisogno occupazionale nazionale, individuare le aree di forza, debolezza, interessi, motivazione, perseveranza, dedizione e in seguito, fare il matching tra competenze disponibili e competenze richieste da parte del mercato del lavoro ». E così è nata Mygrants.

Mygrants

Come funziona l’app e cos’è il microlearning

Chris ci spiega nel dettaglio come funziona il sistema messo a punto dall’azienda. Si parte dal concetto di microlearning, una metodologia didattica che colloca il Trainee al centro dell’esperienza di apprendimento, facendo in modo che la formazione sia un processo inclusivo ed integrato nella sua daily journey. Si basa sulla formazione autodiretta, una formazione “liquida” che si può inserirsi nei piccoli spazi vuoti dell’esperienza quotidiana della persona.

I contenuti sono brevi, leggeri e ciascuno di essi richiede uno sforzo limitato per la fruizione.
I contenuti sviluppati sono pensati e progettati per l’uso anche da dispositivi mobile.

L’app è andata oltre il microlearning

«Con Mygrants non ci siamo fermati al microlearning ma abbiamo voluto spingerci oltre. L’app è basata sull’adaptive microlearning. I nostri Trainees possono personalizzare il loro percorso di formazione, quando e dove desiderano validare le loro conoscenze e competenze pregresse, oltre a quelle acquisite. Tutto avviene in modo semplice per tracciare l’evoluzione del loro profilo di competenze, conoscenze e attitudini e monitorare la loro posizione nella classifica generale e nella classifica per la destinazione professionale che hanno scelto. Il loro CV è dinamico: si aggiorna in tempo reale e possono scaricarlo e condividerlo con chi desiderano».

Mygrants

L’app offre oltre 8.500 moduli quiz tematici in 3 lingue su diversi temi:

  • informazione su diritti, doveri, funzionamento del sistema italiano ed europeo di asilo, educazione finanziaria e al risparmio, diritto del lavoro, orientamento al lavoro, sicurezza sul lavoro;
  • formazione professionale su competenze tecniche e trasversali, ma anche su competenze digitali e validazione della padronanza linguistica in inglese, francese e italiano (arabo e spagnolo saranno presto disponibili);
  • formazione sull’imprenditorialità.

Attraverso il sistema di microlearning e quiz, la web-app consente di validare le competenze professionali, l’esperienza lavorativa e le aspirazioni individuali. Inoltre, fornisce informazioni su diritti di cui spesso non sono a conoscenza. L’analisi dei dati raccolti serve anche a facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro.

L’innovazione di Mygrants

La principale innovazione è stata quella di aver reso il più oggettiva possibile la misura delle performance dei Trainees, creando benchmark e cluster omogenei di valutazione. Attraverso l’analisi dei dati raccolti i partecipanti (e non solo loro) possono rimanere aggiornati sui propri progressi: un modo per stimolarli e coinvolgerli in un apprendimento attivo e continuo.

La potenza dell’adaptive microlearning è in grado di dare risposte efficaci ai fabbisogni occupazionali di organizzazioni pubbliche e private. «Il nostro obiettivo è innalzare il livello di qualità della formazione e l’efficienza dell’apprendimento affinché sia disponibile a tutte e a tutti, a vantaggio sia delle PMI e corporate che dei singoli Trainees».

Mygrants

Quante sono le persone raggiunte dal progetto?

Chris ci racconta che hanno raggiunto più di 120.000 utenti iscritti a fine Q1-2021, anche grazie a Cashme, il servizio di financial rewarding che stanno testando da due mesi. “Soltanto” l’85% dei Trainees è in Italia. Negli anni, tramite il passaparola, infatti, si sono aggiunti partecipanti in Grecia, Tunisia, Costa d’Avorio, Ghana e Senegal. Grazie ad un progetto avviato lo scorso anno con un partner internazionale, sono presenti anche in Nigeria, Kenya e Sud Africa.

«Ad oggi collaboriamo con circa 70 tra PMI, corporate e agenzie interinali, principalmente operanti nei seguenti settori: informatica e telematica, meccanica e meccatronica, traduzione e interpretariato, ristorazione, hotelleria e hospitality, installazione e riparazioni di impianti, pulizie e sanificazione. Stiamo implementando delle nuove verticali di destinazioni professionali, tra cui analisi finanziaria, facchinaggio, servizi alla persona. Lavoriamo principalmente con corporate e agenzie interinali in quanto hanno la necessità di soddisfare un fabbisogno occupazionale più omogeneo e maggiore in termini di volumi».

Mygrants

Collaborazioni e partnership con aziende ed enti italiani e internazionali

Oggi Mygrants ha molti progetti in cantiere in collaborazione con start up, PMI, big corporate, pubbliche amministrazioni, organizzazioni non-for-profit, istituti bancari, acceleratori d’impresa e università. Sia italiani che internazionali.

A fine 2020 hanno chiuso un progetto con ItaliaCamp e TIM sull’alfabetizzazione digitale. Mentre a inizio 2021 ne hanno avviato un altro con Deloitte sull’orientamento al lavoro. Recentemente hanno lanciato in collaborazione con Wella e Unicef, Wella Making Waves, progetto con Wella Professionals Italia per selezionare 30 giovani migranti tra Catania e Roma appassionati che intendono crescere nel mondo delle acconciature. Da qualche mese ha preso anche il via una collaborazione con Grameen Bank per supportare altri Entrepreneurs migranti ad accedere al capitale, in questo caso microcredito imprenditoriale.

Mygrants

Tanti i progetti per il futuro di Mygrants

Mygrants il primo maggio ha avviato il secondo mese di Beta Test di Cashme, il servizio di financial rewarding che permette ogni mese ai Trainees di guadagnare denaro grazie alla qualità del percorso di formazione svolto. «Nel primo mese (aprile) Diallo è riuscito a portare a “casa” ben €500. Il tutto rafforzando e validando le sue competenze. Con Cashme andremo a determinare il potenziale creditizio dei nostri Trainees e massimizzare il loro accesso a diversi servizi tra cui la banca, l’assicurazione, la casa».

Ai primi di giugno l’azienda sarà tra gli ospiti di Education4 organizzato dalla Banca Mondiale, ovvero la MENA EDTech conference. Una super maratona di 3 giorni dedicata a tre temi: Future of Education, Future of Work, Building Forward Better. E sempre a giugno verrà inaugurata formalmente la nuova sede legale e operativa in Palazzo Biscari a Catania, al centro del Mediterraneo.
«Da Catania inizierà lo scale-up di Mygrants. E da Catania continueremo a trasformare le migrazioni in un’enorme opportunità, per i migranti, per gli stati di origine e per le comunità ospitanti».

Mygrants

Idee semplici, innovative, all’avanguardia, che sfruttano la tecnologia per permettere a tutti, nessuno escluso, di trovare la propria strada lavorativa nel mondo. Un bellissimo esempio di inclusione e integrazione, che aiuta a trovare opportunità anche nelle avversità, come recita il claim dell’azienda.

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