Spicchi di sostenibilità: la serie dedicata alla conoscenza dei rifiuti. Per fare la differenza con la differenziata

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

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Foto di Catherine Sheila da Pexels

Siamo certi di sapere cosa sia un rifiuto? E quando siamo di fronte a uno scarto, sappiamo come smaltirlo? Queste due domande d’acchito potrebbero apparire pletoriche, ma se andiamo a vedere i dati Ispra 2020 sulla raccolta differenziata fatta in Italia nel 2019, ci accorgiamo che qualcosa non va.

Intanto la differenziata supera di poco il 61% sul totale dei rifiuti urbani prodotti, mentre in base a quello che prevede la normativa ambientale avremmo già dovuto raggiungere il 65%. Questo gap è essenzialmente legato al comportamento delle aziende e delle persone. Ancora oggi molte imprese non indicano con precisione le modalità di smaltimento, mentre gli utenti ignorano elementi basilari in tema di raccolta differenziata, anche se non tutti i Comuni sono attrezzati per poterla attuare compiutamente.

La conoscenza è quindi l’arma principale per salvaguardare l’ambiente

Conoscenza del rifiuto, conoscenza delle regole, conoscenza del metodo di smaltimento utilizzato nel proprio territorio. Nasce da questo bisogno di conoscenza la nuova iniziativa di i404, che da venerdì prossimo avvierà la pubblicazione di dieci articoli nell’ambito di un percorso intitolato “Spicchi di sostenibilità”.

La classificazione dei rifiuti

Ogni italiano produce all’incirca 500 chilogrammi di rifiuti urbani all’anno, e di questi il 40% rappresenta sostanzialmente imballaggi e contenitori inutili, soprattutto di plastica. A loro volta i rifiuti si dividono in rifiuti urbani e in rifiuti speciali. A determinare la loro classificazione è il Decreto Legislativo 3 aprile 2006 numero 152, che prevede norme in tema ambientale. Di tutto il decreto, ciò che ci interessa per questo articolo è soprattutto la parte quarta, quella che prevede norme in materia di gestione dei rifiuti. Cominciamo quindi dalla classificazione dei rifiuti, divisi in urbani e speciali.

Rifiuti urbani

I rifiuti urbani sono quelli domestici (provenienti da luoghi adibiti a civile abitazione, anche ingombranti); quelli non pericolosi (provenienti da locali non adibiti ad abitazione); i rifiuti provenienti dallo spazzamento di strade e aree pubbliche; gli scarti di qualsiasi natura giacenti su strade, aree pubbliche, spiagge e rive; gli scarti vegetali provenienti da strade, parchi e cimiteri e i rifiuti da esumazioni ed estumulazioni.

Rifiuti urbani pericolosi

I rifiuti urbani pericolosi sono quelli di origine civile, ma che a causa della presenza di sostanze pericolose, non possono essere trattati come normali rifiuti urbani (ad esempio pile e medicinali scaduti).

Rifiuti speciali

I rifiuti speciali comprendono diverse tipologie di scarto: dai rifiuti derivanti dall’agricoltura a quelli derivanti dall’attività edilizia, di demolizione o di scavo; dai rifiuti di lavorazione artigianale e industriale a quelli derivanti da attività commerciale; dalla depurazione di acque reflue a macchinari e apparecchiature non funzionanti; da veicoli a motore e rimorchi al combustibile derivato dai rifiuti (CDR).

Rifiuti speciali pericolosi

I rifiuti speciali pericolosi sono quelli derivanti da attività industriale che contengono al loro interno sostanze inquinanti (una volta erano definiti “rifiuti tossico-nocivi”): raffinazione del petrolio, processi chimici, industria fotografica e metallurgica, olii esausti, solventi, produzione conciaria e tessile, impianti di trattamento dei rifiuti, ricerca medica e veterinaria.

Foto di meineresterampe da Pixabay

C’è anche il codice di identificazione

A loro volta i rifiuti divisi per classe devono essere identificati attraverso un codice (guarda qui). Questo codice si chiama Codice Europeo dei Rifiuti (CER) e permette di conoscerne la fonte o il componente principale per ottimizzarne il processo di gestione integrata dei rifiuti. Ad esempio, all’interno dei rifiuti urbani non pericolosi, con il codice CER 02 01 06 individuiamo feci animali, urine e letame, comprese le lettiere dei gatti o di altri animali. Nella raccolta differenziata i rifiuti vengono così suddivisi: carta e cartone, plastica, vetro, alluminio e metalli, frazione umida o organica, secco indifferenziato, rifiuti ingombranti, rifiuti elettrici e rifiuti speciali.

Smaltire con l’intelligenza artificiale 

Una volta conosciuto il tipo di rifiuto con cui abbiamo a che fare, possiamo smaltirlo nel migliore dei modi. Una buona raccolta differenziata inizia da casa, ma le regole da seguire per lo smaltimento sono diverse da Comune a Comune. Fino a poco tempo fa, l’unica soluzione sarebbe stata quella di rivolgersi informarsi all’ufficio Ambiente o all’Ufficio relazioni con il pubblico (Urp) del proprio Comune di residenza, con risultati spesso infruttuosi.

Oggi invece, grazie all’innovazione tecnologica, tutti i cittadini hanno a disposizione un’alternativa facile, comoda e soprattutto affidabile al 100%. Si chiama Junker (dall’inglese “junk”, spazzatura) ed è un’app scaricabile gratuitamente sia per Android che per iPhone, che funziona come un assistente personale smart per la raccolta differenziata.

Come funziona l’app Junker

Junker è l’unica app in Europa in grado di riconoscere oltre 1 milione e 600mila prodotti, identificare le materie prime di cui sono composti e, geolocalizzando il device da cui proviene la ricerca, indicare in quali bidoni vanno gettate le varie parti secondo le regole del Comune in cui ci si trova.

L’app Junker è tradotta in 10 lingue e offre ben 4 modalità di ricerca. Gli utenti possono infatti scansionare il codice a barre del prodotto da gettare, ma, se l’etichetta non c’è, possono semplicemente scattargli una foto. Grazie a un’innovativa funzione basata sull’intelligenza artificiale, Junker riconosce gli oggetti anche dalla loro immagine. In alternativa, i cittadini possono accedere a un sistema di ricerca testuale facilitata o identificare un imballaggio dal suo simbolo. Tutte le informazioni fornite da Junker sono classificate e verificate. E quotidianamente aggiornate grazie al contributo degli utenti, che possono segnalare eventuali prodotti mancanti, da inserire in database a beneficio di tutti.

Non solo. Negli oltre mille Comuni abbonati alla piattaforma, i cittadini hanno a portata di smartphone tutte, ma proprio tutte le informazioni utili per gestire in modo responsabile i propri rifiuti: dal calendario del porta a porta alla mappa dei punti di raccolta, dalla Bacheca virtuale per favorire il riuso e lo sharing di oggetti ancora in buono stato, fino alla possibilità di segnalare in modo rapido e preciso rifiuti abbandonati o altre situazioni di degrado.

I rifiuti domestici da differenziare con attenzione: nasce Spicchi di sostenibilità

È dai rifiuti di casa – o meglio, di cucina – che prende il via “Spicchi di sostenibilità”. Dieci gli “spicchi” che saranno pubblicati a partire dalla prima puntata in programma venerdì prossimo, 11 giugno, e che sarà dedicata ai tappi di sughero. A seguire tratteremo olio di cucina (14 giugno), pirottini dei dolci (18 giugno), cialde e capsule di caffè (21 giugno), carta (25 giugno), contenitori e bottiglie di plastica (28 giugno), contenitori e bottiglie di vetro (2 luglio), farmaci scaduti (5 luglio), pile e piccoli elettrodomestici (9 luglio), per finire con le bombolette spray (12 luglio).

Seguiteci e seguite i consigli di Spicchi di sostenibilità!
Insieme, uno spicchio alla volta, possiamo davvero fare la differenza.

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