Moda sostenibile e senza tempo, Wuuls prova a cambiare le regole del settore fashion

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 4 minutiWuuls

L’industria fashion è famosa per i suoi eccessi. Ma anche per avere nel suo DNA la sana abitudine al cambiamento repentino. Non è mai uguale a se stessa. E non stiamo parlando delle collezioni che brand del lusso e del fast fashion propongono di continuo.
Il riferimento è al modello di business che si adatta all’andamento della società, svelando pregi e difetti. Oggi la moda sostenibile è il leit motiv che accompagna molti marchi in una transizione ecologica che il settore non più rimandare.

Cos’è la moda sostenibile

Con il termine si intende quell’evoluzione in grado di trasformare modalità di produzione e di consumo in atteggiamenti green e attenti alla salute non solo del pianeta, ma anche delle persone. Senza dimenticare il lato sociale.
La moda sostenibile ed etica chiede a gran voce un cambiamento di paradigma e di cultura. Eliminare ogni sostanza tossica dai capi e dagli accessori che indossiamo, per il bene della Terra e degli individui che realizzano quelle creazioni o che le sfoggiano. Utilizzo di materie fibre organiche green, che si possono riciclare, e uso di materiali provenienti dall’economia circolare. Rispetto delle risorse. E rispetto dei lavoratori. Oltre che del territorio in cui si opera.

Il futuro della moda è inevitabilmente la sostenibilità. La Terra lo chiede a gran voce. E i consumatori sono sempre più consapevoli. Tanto che le grandi case del lusso, ma anche i brand di moda low cost hanno iniziato a invertire una rotta che altrimenti potrebbe causare danni irreparabili.

Garantire modelli di produzione e consumo green è la priorità

Lo ribadisce anche il Goal 12 dell’Agenda 2030, in cui si sottolinea quanto sia fondamentale un modello di produzione e consumo che promuova l’efficienza delle risorse e dell’energia, lavori dignitosi e rispettosi dell’ambiente, per garantire a tutti una migliore qualità della vita.
Un obiettivo centrale che si sviluppa in ognuno dei 17 Sustainable Development Goals sottoscritti dai Paesi membri dell’Onu nel 2015, che oggi diventa di vitale importanza. In particolare all’ultimo punto del documento, il numero 17 volto a creare una rete per promuovere in ogni settore lo sviluppo sostenibile, dando vita a collaborazioni inclusive che si basano su principi e valori comuni, per avere una visione del futuro che possa mettere al centro persone e pianeta.

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Anche l’industria fashion deve fare la sua parte. E le nuove generazioni di brand di moda provano a cambiare le regole fin qui utilizzate per la produzione e il consumo di capi di abbigliamento e accessori.

La moda sostenibile non è un’utopia

Lo dimostra alla perfezione Wuuls, giovanissima start up, che cerca di cambiare le regole. Con un prodotto sostenibile e senza tempo.
L’idea nasce intorno al 2019, grazie a due fratelli cresciuti in Abruzzo e legati alle proprie origini, che hanno deciso di reinvestire nel loro territorio e di riscoprire la lana come materia prima per collezioni di moda che comprendono capi di maglieria moderni, divertenti e fatti per durare nel tempo.
L’obiettivo era realizzare prodotti qualitativamente migliori in un mercato saturo di pratiche sbagliate, non rispettose del pianeta e delle persone.

L’80% circa dell’impatto ambientale di un prodotto è frutto della sua progettazione. I designer hanno una grande responsabilità, stabilendo gli elementi costitutivi che influenzeranno tutte le fasi di produzione. Se si sceglie una fibra mista è inevitabile che quando finirà in discarica il capo non potrà essere riciclato.

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L’industria della moda oggi produce 90 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno. E solo il 15% viene riciclato. L’85% finisce in discarica, dove rimane anche per moltissimi decenni. Tessuti naturali come lana e cotone impiegano solo 5 mesi a decomporsi.
La lana è una fibra totalmente naturale e rinnovabile, è biodegradabile. Ed è amica del pianeta. Anche perché risolve un altro problema, quello della durata dei capi di abbigliamento. In una società in cui l’usa e getta riguarda anche il nostro guardaroba, un tema da non sottovalutare.

Si è scelto di ripartire da materiali organici antichi e molto semplici, come la lana utilizzata al 100% senza mischie, che rende i prodotti delle collezioni del brand riciclabili nella post consumer life, ma anche biodegradabili in natura, grazie alla creatina che ne permette la decomposizione.

Investire nel territorio per promuovere la moda sostenibile

La start up investe nel territorio grazie a una collaborazione con l’associazione Pecunia, che produce e raccoglie lana nel rispetto dell’ambiente e delle pecore. A Campo Imperatore è una tradizione davvero molto antica. E il viaggio di questo giovane brand di moda inizia proprio nel borgo di Santo Stefano, dove nel Cinquecento i Medici furono molto influenti, grazie al commercio della lana qui prodotta e lavorata poi a Firenze.

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Da questa riscoperta sono nate le due collezioni del marchio abruzzese.
Timeless basic è una linea di capi basici uomo-donna, pullover da usare ogni giorno e durevoli nel tempo. Creazioni di alta qualità che possono essere conservati, anche di generazione in generazione.
La capsule Genderless è nata dall’esigenza di creare indumenti che facessero sentire bene chi li indossa, che permettessero di esprimere la propria personalità, liberi da particolari ruoli che la società può imporre. Anche al fine promuovere un’accettazione di se stessi anche attraverso quello che scegliamo di vestire.

Il brand ha partecipato a due importanti eventi di moda sul territorio nazionale, promuovendo la sua idea di moda sostenibile. Prima al White di Milano (nell’edizione in presenza di febbraio 2020, partecipando al contest dedicato al green fashion, arrivando nella top 10, e in quella successiva online) e poi alla vetrina digitale di AltaRoma AltaModa. Manifestazioni che hanno permesso alla start up di conoscere il settore e ampliare il proprio networking.

L’impegno della start up per il pianeta

La sostenibilità passa anche attraverso gesti concreti volti ad aiutare il pianeta sofferente, principalmente a causa delle attività umane. Wuuls dona il 5% dei capi venduti, consapevole del fatto che vivere in un ambiente sano, grazie ai principi dell’economia circolare in cui nulla va sprecato o perduto, è fondamentale per migliorare la qualità della vita di tutti gli esseri viventi. Il marchio collabora con il progetto “Let’s take action for the bear“, per salvaguardare l’orso bruno. E aiutare le associazioni che ogni giorno difendono gli animali a rischio estinzione, un problema che dovrebbe stare a cuore a tutti, dal momento che 2,5 specie al mese nel 2020 sono state dichiarate estinte.

Agire insieme, cooperare, aiutarsi, condividere obiettivi e mission, rispettare il pianeta e ogni essere vivente che lo abita: solo in questo modo i 17 SDG’s dell’Agenda 2030 potranno essere utili a creare un mondo davvero più vivibile, in cui la sostenibilità è la principale fonte di ispirazione per ognuno.

Wuuls logo

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