Il medicinale scaduto è un rifiuto pericoloso: no allo smaltimento nel water o nel lavandino

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

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Photo by Volodymyr Hryshchenko on Unsplash

I medicinali scaduti fanno parte di quella tipologia di rifiuti definita pericolosa, quindi da non smaltire insieme alla comune spazzatura. Pur trattandosi di rifiuti urbani, il loro conferimento segue linee guida differenti rispetto alla normale raccolta differenziata. I farmaci scaduti si gettano negli appositi contenitori che, di solito, si trovano nelle vicinanze delle farmacie. In questi cassonetti possiamo conferire fiale per le iniezioni, sciroppi, pastiglie, compresse, flaconi con residui di medicinali, disinfettanti e pomate. Le siringhe monouso (ricordatevi di richiudere l’ago con il suo cappuccio!) vanno conferite invece nell’indifferenziato.

Nella raccolta differenziata che si fa a casa è possibile però smaltire la scatola e il bugiardino nel contenitore della carta, nell’alluminio il blister quando non è in plastica ed è vuoto, nella plastica il flacone se non contiene più pillole. Assolutamente da evitare lo smaltimento di sciroppi, pillole o medicine liofilizzate nei servizi igienici.

I rifiuti sanitari regolati da un Dpr

Ogni anno in Italia consumiamo più di 20 miliardi di euro di farmaci domestici, cui bisogna aggiungere i consumi dei rifiuti sanitari prodotti da strutture ospedaliere, cliniche, studi medici, ambulatori e laboratori. A regolamentare lo smaltimento dei rifiuti sanitari è il Decreto del Presidente della Repubblica del 15 luglio 2003 numero 254. Rientrano nella categoria dei rifiuti sanitari disciplinati dal DPR 254/2003 anche i rifiuti speciali prodotti al di fuori delle strutture ospedaliere, che risultano analoghi ai rifiuti pericolosi a rischio infettivo, con l’esclusione degli assorbenti igienici.

Si tratta di tonnellate di farmaci che ogni anno finiscono nell’ambiente sotto forma di escrementi, urina o smaltimento improprio. Attraverso gli scarichi delle acque bianche o delle acque nere, queste sostanze arrivano fino alle falde acquifere. Molti farmaci impiegano anche un anno a sciogliersi e a degradarsi. Il pericolo per l’ambiente è rappresentato soprattutto da antibiotici e sostanze ormonali.

Foto di Manfred Richter da Pixabay

Medicinali scaduti, un rischio per l’ambiente e per la salute

A stabilire la data di scadenza dei medicinali è la ditta che mette in commercio il farmaco e approvata dall’AIFA (Agenzia italiana del farmaco) o dall’EMA (Agenzia europea dei medicinali) in base agli studi di stabilità condotti su ogni tipo di farmaco. L’uso di un medicinale scaduto è assolutamente sconsigliato. Le sostanze contenute nel farmaco potrebbero subire delle modificazioni chimiche (fenomeno della degradazione) con conseguente produzione di sostanze tossiche nocive per l’organismo umano e rischio di reazioni allergiche. In altre medicine, invece, il superamento del limite certificato di scadenza comporta la diminuzione della quantità di principio attivo, che renderebbe il farmaco inefficace.

Dobbiamo tenere sotto controllo la cassetta dei farmaci proprio come si fa con il frigorifero di casa: un occhio a quello che manca e l’altro ai prodotti scaduti.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

È stato utile questo “spicchio” di sostenibilità? Se ti va, prova a lasciare un commento. Le indicazioni che riguardano le corrette modalità di differenziare i rifiuti sono state realizzate con la consulenza di Junker app.

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