Il variegato mondo della carta. Ecco come salvare gli alberi, ma bisogna ridurre da subito i consumi

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

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Riciclare la carta è più facile a dirsi che a farsi. Oggi, infatti, trattiamo di un rifiuto che rappresenta il 30% della spazzatura che produciamo: la carta. È importante sapere che questo materiale deriva dalla cellulosa, che viene estratta dagli alberi. Si tratta di una sostanza molto semplice costituita da due molecole di glucosio, che a sua volta è un prodotto della fotosintesi delle piante, che assorbono e trasformano l’anidride carbonica mediante la luce solare. Essendo concentrata soprattutto nel legno e nelle strutture vegetali delle piante, la cellulosa è presente in tutto ciò che ci circonda.

Quando mangiamo un ortaggio, indossiamo un jeans o una t-shirt, abbiamo a che fare con la cellulosa.

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Riciclare la carta: tanti tipi da smaltire

La carta che possiamo riciclare è quella dei giornali, delle riviste, delle stampe, dei dépliant, delle buste per gli alimenti e per il pane, dei sacchetti di carta con i manici, dei fogli di carta di ogni tipo e dimensione, delle scatole e degli imballaggi in cartone ondulato (vedi qui i codici di riciclaggio). Anche il coperchio del cartone della pizza, se rimasto pulito, può essere smaltito con la carta. Mentre ci sono cartoni compostabili che, anche se unti o con residui di pizza, una volta tagliati a pezzetti, possono essere smaltiti nell’umido.

Ogni volta che recuperiamo una tonnellata di questo materiale, salviamo tre alberi alti 20 metri. Gli alberi più utilizzati per estrarre la cellulosa sono gli abeti, i pini, i castagni e i faggi. Anche se si tratta di piante provenienti da coltivazioni appositamente realizzate per la produzione della cellulosa, riciclando la carta riduciamo l’impatto ambientale e risparmiamo energia.

I codici di riciclaggio in una confezione di merendine

In Italia ogni anno vengono consumati circa 9 milioni di tonnellate di prodotti cellulosici. E di questi il 64% viene RICICLATO, il 14% BRUCIATO per produrre energia, il 22% PER ALTRI USI (tipo imballaggio, pulizia o accensione camino) o finisce in discarica.

Grazie ai processi di macerazione, trattamento e sbiancamento, dal rifiuto carta è possibile estrarre la cellulosa anche tre o più volte, dopodiché il riciclo diventa impossibile a causa della perdita di consistenza delle fibre. Riciclare la carta significa quindi avere minori costi per lo smaltimento e per la produzione, oltre che salvaguardare le risorse forestali.

I nuovi scontrini della spesa riciclabili insieme alla carta

Consumare meno carta possibile

La carta di cellulosa non ha nulla a che vedere con la carta fotografica o con la carta oleata, mentre i tovaglioli di carta che usiamo a tavola sono da smaltire a parte. Anche quando acquistiamo la carta igienica o i tovaglioli di carta, diamo preferenza ai prodotti realizzati con carta riciclata, e non a quelli di pura cellulosa.

Dallo scorso anno alcune catene di supermercato – e in particolare Ikea che in Italia ha iniziato da novembre 2020 – hanno sostituito la carta chimica degli scontrini (da smaltire nell’indifferenziato) con la “carta blu”,  ovvero un materiale che si può gettare nella carta.

Il consiglio è sempre quello di consumare meno carta possibile, di sfruttare al meglio i fogli su cui scriviamo, di fare meno fotocopie possibile, di usare il meno possibile la stampante e di smaltire con attenzione la carta destinata al riciclo.

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Se ti va, prova a lasciare un commento. Le indicazioni che riguardano le corrette modalità di differenziare i rifiuti sono state realizzate con la consulenza di Junker app.

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