Donare alberi alla Terra e alle comunità locali per salvarci. ZeroCO2 e l’impegno per un mondo migliore

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Redazione i404
i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.

Tempo di lettura stimato: 3 minutiLe attività umane stanno distruggendo la Terra.
Ogni nostro gesto ha conseguenze non indifferenti sul pianeta che ci ospita e che dovremmo imparare a rispettare e amare di più.

Secondo gli ultimi dati del World Resource Institute e del Global Forest Watch, l’impatto maggiore sulla deforestazione deriva da allevamento e agricoltura. Il suolo viene sfruttato e abusato, senza tenere in considerazione gli effetti disastrosi che ne derivano. Agiamo come se fossimo i padroni della Terra, quando siamo solo ospiti, talvolta sgraditi. Le aree più colpite del mondo sono quelle che oggi rappresentano una risorsa preziosa per la biodiversità e per la vita stessa, come l’America Latina. La situazione non è più sostenibile.

Ci vogliono azioni concrete per salvare il pianeta

L’Agenda 2030 invita nazioni e singoli cittadini a cambiare rotta, con diversi punti dedicati al tema. Dal goal 13, volto a promuovere comportamenti e azioni per combattere il cambiamento climatico, all’obiettivo 15, che mira a proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre. Passando anche per l’obiettivo 6, dedicato alla gestione sostenibile dell’acqua. Perché se non proteggiamo gli ecosistemi legati a questa risorsa, foreste in primis, è a rischio lo sviluppo sostenibile. E la vita stessa sulla Terra.
Tutti possiamo contribuire. Anzi, è nostro dovere agire.

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Piantare alberi per aiutare il pianeta

ZeroCO2 è un’idea nata nel nord del Guatemala, nel dipartimento del Petén, dove il fondatore della start up, Andrea Pesce, si trovava per un progetto umanitario. Con Virgilio, un ragazzo guatemalteco, hanno iniziato a pensare di fare qualcosa in più per la comunità locale, per il paese e in senso lato per tutto il mondo.
In quella regione si sentiva forte il bisogno di agire per migliorare l’ecosistema. La zona aveva sempre ospitato grandissime monoculture (banani, cacao, olio di palma), che hanno impoverito il terreno rendendolo arido. A causa dell’intervento dell’uomo, dal ‘900 in poi sono andate distrutte intere foreste e la terra si è impoverita.

Tutto è partito da un piccolo vivaio di piante da frutto e alberi, per recuperare il tempo perduto e rendere di nuovo verde questa zona del Guatemala. Ma l’iniziativa è ben più ambiziosa.

Donare alberi, non solo per la riforestazione

Ogni albero da frutto, infatti, viene donato alle famiglie contadine della zona, creando un impatto sociale notevole. Dopo 3-5 anni quei piccoli arbusti si trasformano in supporto alimentare ed economico. La start up si impegna anche a formare le comunità locali secondo logiche di agricoltura biologica e gestione sostenibile della terra. Così gli abitanti non avranno solo gli strumenti ma anche le capacità di portare avanti un’attività green in totale autonomia.
In poco più di due anni si è passati da un vivaio molto piccolo a 180mila alberi regalati alle famiglie del luogo.

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Chi sceglie di piantare o regalare un albero, attraverso lo shop, può sempre seguirlo a distanza, grazie a un sistema di tracciamento e di trasparenza che funziona tramite un’etichetta, una sorta di carta di identità. Tramite il sito web si possono vedere le foto della pianta, ricevere aggiornamenti sulla crescita e sul contributo che quel dono sta fornendo alla comunità locale. Viene anche condivisa la posizione GPS, così chi si trova da quelle parti può andare a vederla dal vivo.
Non solo i singoli cittadini, ma anche le aziende possono contribuire con progetti di sostenibilità, volti anche a creare consapevolezza. Perché gli imprenditori hanno un ruolo primario nella crescita sostenibile. Possono sensibilizzare dipendenti e stakeholders, grazie alle iniziative di formazione che la start up garantisce a chi decide di mettersi in gioco per creare un futuro migliore per tutti.

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Progetti futuri per aiutare il pianeta e sensibilizzare sul tema

Dal 2020 la start up opera anche nella Foresta Amazzonica peruviana, per recuperare anche sementi in via di estinzione e favorire la biodiversità.
Mentre in Italia sono altri i progetti che il gruppo porta avanti, in particolare supportando le cooperative sociali e le realtà che operano insieme a persone in difficoltà e donando alberi da frutto. Proprio recentemente a Roma sono stati regalati 100 ulivi alla cooperativa Capodarco, che lavora insieme a persone con disabilità e con disturbi dello spettro autistico. Nel nostro paese l’intervento si concentra sulla formazione e sulla sensibilizzazione, per aiutare a comprendere quanto è importante difendere il ricco patrimonio che l’Italia ospita. Partendo magari dai più giovani.

Cos’è Pachamama?

Pachamama, che per gli Inca era la Madre Terra, è un’idea nata per caso per spiegare la lotta ai cambiamenti climatici. Giocando a un gioco da tavolo, i fondatori della start up hanno pensato quanto l’attività ludica fosse uno strumento didattico fondamentale per apprendere nozioni anche importanti divertendosi e cooperando insieme. ZeroCO2 ha così deciso di realizzare un gioco di ruolo in cui un gruppo di giocatori cerca di combattere il climate change insieme. Ogni persona rappresenta uno stato, un gruppo di nazioni o una parte del mondo e non si vince se non si collabora e si lavora uniti. Il tabellone, che rappresenta il cambiamento climatico, ci proietta nel 2050 e affronta le stesse questioni ambientali che siamo costretti a combattere nella realtà.

La divulgazione e la sensibilizzazione sono fondamentali per realizzare qualcosa di concreto per evitare che si vada verso lo scenario peggiore, l’estinzione. Il giocatore è spinto a porsi delle domande, per capire cosa fare concretamente e in maniera urgente contro i cambiamenti climatici. Ed è costretto a comprendere l’importanza della collaborazione.
Il gioco è destinato a chi ha più di 14 anni, ma non è detto che possano arrivare versioni anche per i più piccoli, per raggiungere sempre più persone e cominciare fin dalla più tenera età a prendersi cura della Madre Terra.

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Perché tutti ogni giorno siamo invitati a compiere delle scelte consapevoli destinate a proteggere il pianeta che ci ospita. Per adottare il più possibile uno stile di vita sostenibile. Piantare alberi per ricordarci che una piccola goccia di acqua, in un oceano di gocce che cercano di fare la differenza, può compiere grandi imprese. E per non dimenticare che ogni nostra azione, nel bene e nel male, ha conseguenze sulla Terra che non possiamo più far finta di non vedere.

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