Cyberbullismo, il dialogo tra genitori e figli è fondamentale. Kaitiaki in aiuto di famiglie e scuole

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 3 minutiBullismo e cyberbullismo, due fenomeni in crescita anche in Italia.
I più recenti dati dell’Osservatorio Indifesa 2020 informano che il 61% dei ragazzi ha confessato di esserne stato vittima. Mentre il 68% ne è stato testimone. 6 teenager su 10 non si sentono sicuri online. Dopo droga e violenza sessuale, è una delle minacce più temute dai giovanissimi. A preoccupare maggiormente le ragazze, spesso gli utenti più colpiti online, è il Revenge porn (52,16%), la condivisione di immagini o video intimi di una persona senza il suo consenso. Ma preoccupa anche l’hate speech, l’incitamento all’odio, all’intolleranza, al pregiudizio.

Come aiutare i giovani a usare correttamente i social?

Nati e cresciuti con la tecnologia, ma non formati per usarla in maniera corretta, i nativi digitali non hanno guide di riferimento nella gestione di qualcosa che è più grande di loro. Perché genitori e insegnanti non dispongono spesso delle competenze base per aiutarli ad affrontare la socializzazione, anche online, in maniera sana.

I ragazzi hanno il diritto di imparare come si usano i social. E il dovere di capire che sono responsabili di ogni loro gesto e di ogni loro parola e che ci sono dei limiti che non possono essere superati. L’educazione e l’istruzione del futuro dovrebbero tenerne fortemente conto, per un’alfabetizzazione non solo primaria, ma anche digitale, accessibile a tutti (come sottolineato dal Goal 4 dell’Agenda 2030). Per combattere disparità di genere, creare ambienti dedicati all’apprendimento sicuri, non violenti e inclusivi. In cui ragazzi e ragazze possano vivere serenamente la propria crescita, eliminando ogni forma di violenza soprattutto nei confronti delle adolescenti (punto fondamentale del Goal 5 dell’Agenda 2030).

L’applicazione contro il cyberbullismo utile a genitori e figli. E anche alle scuole

Kaitiaki è un’app utile a proteggere i nostri figli online. E può essere d’aiuto anche alle scuole per educare i ragazzi a riconoscere linguaggi e situazioni di cyberbullismo.
La tecnologia è davvero molto semplice. Lo strumento legge e comprende il testo pubblicato dai ragazzi online (post, ma anche commenti e messaggi), rilevando comportamenti di rischio e possibili anomalie. Con la stessa modalità si possono analizzare anche le immagini e l’applicazione è in grado di apprendere continuamente nuovi modelli di comportamento, per poter intervenire in ogni caso. L’avviso arriva in tempo reale, per allertare e consigliare su come comportarsi. E su quello che si rischia.

Kaitiaki app

Kaitiaki Safe

È l’app destinata ai genitori per combattere il cyberbullismo e proteggere i propri figli 24 ore su 24. Il servizio online permette di analizzare tutti i profili social dei minori, inviando un allarme solo in caso di pericolo e contestualizzando l’alert. Non ha bisogno di software per funzionare online e vengono monitorati i social network più utilizzati (ma la piattaforma è in continuo aggiornamento in tal senso). Esiste anche un’app mobile per configurare il sistema con più facilità direttamente sul telefono dei minori, accedendo così con più semplicità ai social network utilizzati, così come i servizi di messaggistica (sms, Whatsapp).

I genitori hanno diritto e dovere di educare e vigilare. E Safe li aiuta in un mondo del quale spesso sono all’oscuro, come recenti casi di cronaca hanno purtroppo svelato. Ma li guida a scoprire anche cosa dice la legge italiana e cosa rischia chi si macchia di comportamenti di bullismo o cyberbullismo, nelle sue mille sfaccettature.

Kaitiaki Edu

È una suite in cloud che aiuta le scuole a verificare il livello di rischio all’interno dei propri istituti, permettendo ai ragazzi di riconoscere cosa sono bullismo e cyberbullismo e come si manifestano. Ogni dirigente ha tra le mani uno strumento molto utile per capire la situazione nella sua scuola, ma anche nelle singole classi e organizzare lezioni e incontri ad hoc per sostenere una corretta formazione sul tema, destinata non solo agli allievi, ma anche a tutto il corpo docente. Così da avere una mappa completa del suo istituto.

L’app Edu consente anche di avviare discussioni a scuola, sfruttando l’intelligenza artificiale e coinvolgendo gli studenti in prima persona, permettendo loro di capire quali comportamenti sono appropriati e quali inappropriati anche attraverso brevi video informativi, sulle conseguenze etiche, morali, fisiche e anche giuridiche delle loro azioni.
Una pratica che il Miur ha fortemente incentivato (anche grazie alle “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo” del 2017), per prevenire situazioni di violenza e di autolesionismo di cui spesso leggiamo sulle pagine di cronaca. Partendo proprio dalle scuole e dall’educazione che i ragazzi ricevono nelle aule scolastiche.

Il fine ultimo è promuovere una società in cui tutte le forme di violenza possono essere ridotte, anche grazie a strumenti educativi preventivi e di controllo come Kaitiaki. Per dare a tutti le stesse possibilità di esprimersi, proteggendo le libertà fondamentali e contrastando fenomeni di odio, anche online (Goal 16 Agenda 2030).

kaitiakiapp app

La privacy dei ragazzi è rispettata

Non devono assolutamente temere un’invasione nella loro privacy da parte dei genitori, perché il servizio difende il loro mondo. Il sistema funziona tramite intelligenza artificiale, con un Bot che entra in azione solo quando rivela un possibile problema, inviando un alert per segnalare che c’è qualcosa che non va. Nessuno può accedere ai profili social personali o leggere quello che è stato condiviso.
I ragazzi autorizzano l’applicazione in tutta autonomia, agendo nel pieno rispetto della privacy dei minori. Non sono all’oscuro di quello che accade perché è importante che siano consapevoli e responsabili.

Il sistema di intelligenza artificiale risponde a problematiche relative alla riduzione della violenza fornendo strumenti educativi preventivi e di controllo, permettendo a tutti i protagonisti (studenti, genitori, insegnanti e dirigenti) di essere al corrente delle conseguenze che atti di bullismo e cyberbullismo hanno su vittime e “carnefici”. Anche a livello di Codice penale.

Kaitiaki lavora come un “guardiano”. Il nome in lingua Maori significa proprio quello. E il servizio svolge proprio il ruolo di custode, garantendo ai ragazzi di vivere la propria vita senza interferenze, sicuri di essere protetti da un sistema in grado di aiutarli a capire quando c’è qualcosa che non va. Incentivando ovviamente il dialogo tra genitori e figli e la fiducia tra le parti, aspetti che non devono mancare mai. La collaborazione è fondamentale. Offline e online.

logo Kaitiaki

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