Cosa significa veramente riciclare i rifiuti: Grycle rivoluziona il sistema

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 4 minutiLa raccolta differenziata com’è concepita oggi non è sufficiente. Vivere in un mondo a zero rifiuti è ancora un’utopia molto lontana. Dovremmo prima comprendere cosa significa veramente riciclare i rifiuti, cambiare mentalità e adottare sistemi innovativi, all’avanguardia e realmente sostenibili.

Il problema dei rifiuti è sentito in tutto il mondo. I dati a disposizione parlano di un fenomeno di difficile gestione.
2 miliardi di tonnellate di rifiuti indifferenziati prodotti ogni anno nel mondo: il loro trattamento produce 1,6 miliardi di tonnellate di CO2. Il 33% non è trattato. Entro il 2050 è previsto un aumento della produzione globale del 70%.

Raccolta differenziata in Italia: si può fare meglio

Nel 2019 è cresciuta al 61,3% (18,5 milioni di tonnellate, con un incremento di 913mila rispetto all’anno precedente). Il Rapporto rifiuti urbani 2020 dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) illustra il quadro.
In un anno abbiamo prodotto 30 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, con una lieve flessione dello 0,3%. Dal Nord arriva quasi la metà degli scarti prodotti (14,4 milioni di tonnellate).
Ogni italiano ne produce 500 chili all’anno. La provincia di Treviso detiene il record di capitale della raccolta differenziata (87,7%), seguita da Mantova (86,8%) e Belluno (84,4%). Indietro Palermo (29%), Crotone (30,8%), Messina (32,8%) e Foggia (34,1%).

Il 21% dei rifiuti finisce in discarica (6,3 milioni di tonnellate). Metà dei rifiuti è spedita ad impianti di recupero di materia, con una quota di riciclaggio che supera di poco il 50%. 5,5 tonnellate finiscono in cenere nei 37 impianti che sono attivi nel nostro paese.

Traguardi da raggiungere in un futuro non troppo lontano

L’Agenda 2030 parla di gestione di rifiuti in diversi goal, potendosi obiettivi fondamentali per uno sviluppo sostenibile e green. L’obiettivo 11, con l’intento di rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili, riducendo l’inquinamento e migliorando la qualità dell’aria e la gestione dei rifiuti. Ma anche il goal 12 (Consumo e produzioni sostenibili), per avere un approccio rispettoso dell’ambiente per quello che concerne prodotti chimici e rifiuti, mirando al recupero di questi ultimi. E l’obiettivo 13: mettere in campo misure urgenti per combattere i cambiamenti climatici e le loro conseguenze, riducendo le emissioni di CO2.

Servono innovazione, idee, progetti a lungo termine per cambiare modalità di pensiero e di approccio alla gestione dei rifiuti.

Grycle gruppo

L’intelligenza artificiale al servizio della gestione dei rifiuti

Grycle è una start up che si pone come obiettivo l’ambizioso traguardo di eliminare il problema dei rifiuti. La tecnologia messa a punto è in grado di trasformare i rifiuti indifferenziati, ottenendo nuovi materiali che possono essere riutilizzati.
Tutto merito dell’intelligenza artificiale, che impara a riconoscere nuovi materiali attuando la raccolta differenziata in maniera impeccabile. Un sistema sostenibile che vuole ridurre l’impatto ambientale del nostro stile di vita, mirando a riusare il 100% di quello che consumiamo ogni giorno, sia a livello domestico sia nel settore industriale.

La start up parte da due presupposti: portare a monte della filiera la trasformazione dei rifiuti e garantire un vantaggio economico, non considerando più gli scarti come oggetti privi di valore. Ma opportunità, anche economiche, da cogliere al volo.

La raccolta differenziata che pratichiamo oggi è un gioco di responsabilità un po’ ipocrita

Quando gettiamo una bottiglia di plastica nel bidone apposito non rendiamo un servigio sufficiente all’ambiente. Perché questi oggetti possono essere composti da materiali plastici differenti, ciascuno dei quali va trattato in maniera idonea e ha un valore economico diverso. Dovremmo praticare una raccolta differenziata più sofisticata, in grado di separare la plastica del tappo da quella della bottiglia. Una volta buttato via ci scordiamo di quello scarto, che viene prelevato da aziende che si occupano dello svuotamento dei bidoni trasportandone il contenuto a decine di chilometri di distanza (e producendo molte emissioni di CO2), verso impianti specializzati in specifiche sottocategorie di materiali. Un sistema davvero complesso, che implica un gioco di responsabilità: si sensibilizza il cittadino, che fa del proprio meglio, ma è la modalità di raccolta che è inefficiente.

La start up è convinta che la chiave di volta sia nella trasformazione in materie riutilizzabili, attraverso la gestione dei rifiuti in maniera intelligente. Dagli scarti si ottengono scaglie di materie prime e mission del gruppo è portare questa trasformazione il più possibile a monte della filiera, non a valle. Dovrebbe iniziare dove gli scarti sono generati, abbattendo così i costi di un procedimento che altrimenti sarebbe lungo e macchinoso. Così si ridurrebbe l’impatto sia economico sia ambientale della gestione dei rifiuti.

Il rifiuto non dovrebbe essere più considerato uno scarto

Qualcosa che avanza e che reputiamo inutile, trattandolo in maniera inefficiente e portandolo il più lontano possibile da casa nostra. Dovremmo invece considerarlo come un’opportunità, un oggetto ricco di valore. Esiste anche un mercato secondario di materie prime, con prezzi dettati dalla domanda e dall’offerta. Non ha senso liberarsi di qualcosa che potrebbe avere un grande valore: se potessimo trasformare i rifiuti in denaro, nessuno li getterebbe più via.

Partendo da questi due pilastri su cui si fonda il progetto (portare a monte della filiera la trasformazione dei rifiuti e trattarli come oggetti di valore) è nato il sistema di riciclo di Grycle. La macchina ha dimensione ridotte, che garantiscono la facile introduzione anche in impianti esistenti senza dover costruire nuovi capannoni. Idealmente si vorrebbe portarlo in ogni casa o in ogni condominio. Al momento però la legge italiana non lo permette, perché i rifiuti devono essere smaltiti in centri specifici. Le normative attuali non consentono di sfruttare pienamente le potenzialità della tecnologia progettata, dovendo sempre passare attraverso una procedura che deve essere svecchiata per ridurre l’impatto sull’ambiente. Abbiamo bisogno di un grande cambiamento alla base.

Grycle

Grazie all’intelligenza artificiale la tecnologia evolve

Non è statica, ma in continuo apprendimento. È in grado di evolvere nel tempo, in termini di capacità crescente di riconoscere sempre nuove categorie di materiali. La tecnologia usa l’autoapprendimento. Così da durare a lungo e lavorare incessantemente per migliorarsi.
Il brevetto è stato anche supportato da una campagna di crowdfunding di grande successo, nonostante l’anno della grande pandemia: hanno partecipato soprattutto persone singole, sostenendo una campagna a forte partecipazione popolare. Del resto il tema dell’ambiente sta a cuore a tutti e, anche in seguito al lavoro di Greta Thunberg e degli attivisti per il clima e all’emergenza sanitaria che ha messo in evidenza uno stile di vita non più sostenibile, la problematica ha ottenuto quella visibilità necessaria a trovare soluzioni idonee per la sua risoluzione.

Oggi, purtroppo, c’è ancora una distanza enorme tra il dire e il fare. Si parla molto di gestione di rifiuti, di ambiente, di sostenibilità, di cambiamenti climatici, ma poi all’atto pratico, soprattutto lato istituzioni e politica, non si fa nulla. E solo con le parole non si va molto lontano. Servono azioni tangibili e innovazioni utili a trattare ogni tema legato alla difesa dell’ambiente con quella concretezza che ci consentirà di risolvere finalmente i problemi che finora abbiamo sottovalutato o gestito malamente. Anche grazie all’impegno di start up che credono fortemente nel cambiamento.

Grycle logo

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