Cialde, capsule e filtri: c’è chi torna alla vecchia caffettiera e agli infusori di metallo

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

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Photo by NATHAN MULLET on Unsplash

In molte cucine di casa, l’immancabile macchina automatica per il caffè ha preso oramai il posto della moka, portando con sé un carico di rifiuti non trascurabile. Fino a pochi anni fa le capsule in plastica e alluminio erano quelle che letteralmente riempivano i contenitori dell’indifferenziata e solo le cialde in filtro di carta potevano essere smaltite nell’umido, come se si trattasse della normale posa del caffè.

Oggi il materiale poli-accoppiato plastica/alluminio può essere differenziato, e va smaltito nella raccolta del materiale prevalente. Dopo lo scarso successo delle capsule ricaricabili, il mercato del caffè mono-porzionato sta premiando i produttori che realizzano capsule compostabili. E non solo perché i consumatori di caffè sono sempre più attenti alle istanze della sostenibilità e del riciclo, ma per un fatto di comodità.

Photo by Crema Joe on Unsplash

Anche se gran parte dei produttori si è impegnata a realizzare cialde compostabili, quindi da smaltire nell’umido, diversi marchi producono ancora le capsule in plastica e alluminio. Bisogna quindi sempre controllare le indicazioni presenti sulla confezione (qui i codici del riciclo dei rifiuti, dove ALU sta per alluminio), dando la preferenza alle cialde in filtro di carta e alle capsule compostabili. Quante settimane occorrono a una cialda per biodegradarsi? Se la cialda ha la certificazione EN 13432, il prodotto si disintegrerà nell’arco di 3 mesi.

La sostenibile lentezza della moka

Perché allora non usare le macchine che funzionano con il caffè macinato come al bar, o addirittura tornare alla lentezza e alla pulizia della caffettiera? Parliamo dell’intramontabile moka, comunque sempre più veloce della caffettiera napoletana. La preparazione non sarà rapida come quella della macchina a cialda, dovendo riempire il filtro e attendere l’ebollizione dell’acqua, ma di certo lasceremo meno rifiuti nell’ambiente. E sarà molto più semplice conservare la posa del caffè. Posa che può essere riciclata sia per rinvigorire le piante dei nostri vasi che per sgrassare a fondo piatti e bicchieri. E perché no, anche per pulire la nostra pelle.

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Filtri da tè: rivalutiamo il colino di acciaio 

Discorso a parte per le bustine del tè e degli infusi, che molti smaltiscono nell’indifferenziato, altri nell’umido, spesso senza neanche togliere il quadratino di carta e la graffetta metallica che lo regge al filo.

Il filtro del tè – solitamente realizzato in canapa o in cellulosa, e quindi materiale biodegradabile – è un rifiuto compostabile. Il problema si pone con le bustine piramidali, incollate con polipropilene, un materiale termoplastico che serve a sigillare i filtri che, a contatto con l’acqua bollente, rilasciano Bisfenolo A (BPA), un interferente endocrino che non fa bene alla salute, soprattutto se si tratta di mamme in attesa. Le materie termoplastiche non sono compostabili, e tanto meno biodegradabili. Quindi i filtri del tè così confezionati vanno conferiti nel mastello dei rifiuti indifferenziati, o residuo secco.

Da qualche anno un’azienda ha iniziato a produrre i filtri con le bustine in garza di seta, un materiale biodegradabile che può essere tranquillamente smaltito nell’umido. Altrimenti un’altra alternativa all’indifferenziato è acquistare le bustine in cellulosa e il tè sfuso, e realizzare i filtri in proprio, oppure – meglio ancora – mettere le foglie di tè a bollire negli appositi infusori metallici.

Ti è stato utile questo “spicchio” di sostenibilità? Se ti va, prova a lasciare un commento. Le indicazioni che riguardano le corrette modalità di differenziare i rifiuti sono state realizzate con la consulenza di Junker app.

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