Chi conosce l’Agenda 2030? Pochi, siamo troppo pochi

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

agenda 2030
Foto di Anemone123 da Pixabay

Alzi la mano chi conosce l’Agenda 2030. E chi sa cosa sono i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile che nel settembre del 2015 i Paesi membri delle Nazioni Unite hanno sottoscritto.
Sono passati 6 anni da quella storica firma. E mancano poco meno di 10 anni alla “data di scadenza” fissata per raggiungere i traguardi stabiliti goal dopo goal.
Se sappiamo di essere molto indietro con gli obiettivi dell’Agenda 2030, il problema è anche un altro. Poche persone sanno di cosa stiamo parlando. E il mondo dell’informazione ne parla sempre troppo poco.

Chi conosce l’Agenda 2030? I dati di un’indagine

Quello che è emerso dall’indagine “Pensare il futuro” condotta dall’Unione Cattolica Stampa Italiana insieme alla Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma è davvero preoccupante. La ricerca era rivolta soprattutto ai più giovani, per comprendere il grado di conoscenza del documento. Ma anche ai media mainstream, per capire quanto il tema fosse trattato e divulgato a un pubblico ampio. E i risultati sono decisamente deludenti. Solo un giovane su due, infatti, afferma di conoscere l’Agenda 2030.

La ricerca è stata realizzata per la 49esima Settimana sociale dei cattolici italiani di Taranto, dal titolo “Il pianeta che speriamo“. Mentre i dati sono disponibili nel volume “Pensare il futuro. I 17 obiettivi dell’Agenda visti dai giovani e raccontati dai giornalisti” (Ed. LAS 2021).

obiettivi agenda 2030
Photo by Markus Winkler on Unsplash

I giovani e la sostenibilità

Sono 451 i giovani che hanno risposto al questionario. Quando si parla di sostenibilità, è come sempre l’aspetto ambientale a prevalere. Seguito da quello economico e poi dall’ambito sociale, con temi come equità, giustizia, lotta alle disuguaglianze.
I temi che interessano maggiormente i più giovani sono quelli che possono riguardarli in prima persona: Istruzione di qualità (49,2%), Salute e benessere (36,6%) e Parità di genere (29,4%). Sono però convinti che le persone siano più interessati a tematiche come Lavoro dignitoso e crescita economica (61,5%), Salute e benessere (52,7%), Parità di genere (29,1%), Lotta alla povertà (28,4%) e Cambiamento climatico (26,4%).

Quando invece si chiede loro cosa renda oggi difficile raggiungere i traguardi prefissati per lo sviluppo sostenibile, al primo punto, in una scala da 1 a 10, troviamo il comportamento delle persone (8.97), la politica (8,89 su 10), le azioni compiute dalle multinazionali (8.71), guerre (8.57), criminalità organizzata ed economia (a pari merito con l’8,52).
I giovani si dicono però disposti a cambiare le abitudini per cambiare il mondo, come seguire le buone regole per fare la raccolta differenziata (9,09 su 10), evitare l’uso della plastica (8,89), muoversi in bicicletta (8.45), mangiare prodotti locali (8,44), usare poco l’auto e condividerla (8.39).

sostenibilità
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

L’agenda 2030 e l’informazione in Italia

Quando agli intervistati è stato chiesto quanto si parli da 1 a 10 nei media dei temi legati all’Agenda 2030, i giovani hanno indicato un punteggio medio di 4,45. I giornalisti affermano che questo argomento dovrebbe avere più spazio nella trattazione quotidiana, come affermato da 9 direttori, 8 giornalisti e 7 fonti di informazione che hanno partecipato all’indagine.
Se nelle più grandi testate c’è stato un profondo cambiamento, con tanto spazio e progetti dedicati e investimenti anche in risorse umane, nelle testate più piccole ci si limita alla normale programmazione ordinaria, che però riguarda principalmente le notizie di cronaca e poco altro.

Sulla stampa si dà più spazio solo ad alcuni obiettivi, a scapito di altri che vengono lasciati in secondo piano, poco sviluppati e poco trattati. Di solito si parla di energia, transizione ecologica, welfare, parità di genere, educazione, perché sono argomenti che possono intrecciarsi facilmente con notizie di cronaca, nazionale e anche locale.
Le testate laiche, inoltre, puntano soprattutto ai temi ambientali. Mentre le testate cattoliche si soffermano principalmente su temi come la povertà, le disuguaglianze, la pace, la solidarietà.

Di sicuro bisogna lavorare di più, in ogni settore. Perché gli obiettivi dell’Agenda 2030 sono sempre più lontani e il tempo stringe.

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