Raccolta differenziata anche in villeggiatura: organizzarsi è d’obbligo

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Luigi Di Fonzo
Direttore responsabile. Giornalista professionista, poeta, saggista, esperto di musica pop-rock, ama leggere e viaggiare. Due azioni complementari: spesso grazie alla lettura viaggia anche se è a letto e spesso legge mentre è in viaggio. Colleziona fumetti, in primis quelli di Andrea Pazienza e Hugo Pratt.

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Se c’è una cosa che non può andare in ferie è la raccolta differenziata dei rifiuti. Qualunque sia la destinazione scelta per la villeggiatura – mare, collina o montagna – la sostenibilità non va mai in vacanza. È necessario organizzarsi affinché la ricerca del nostro benessere non si trasformi in un problema per l’ambiente.

L’impatto del turismo, soprattutto nelle località di mare, è fortissimo. Il buon funzionamento dei depuratori messo a dura prova dall’aumento delle utenze, l’acqua potabile non sempre disponibile a tutte le ore del giorno e una raccolta dei rifiuti a volte rallentata a causa del personale ridotto possono rendere “insostenibili” le vacanze già prima che prendano inizio. Se poi si viaggia con un’automobile o una moto alimentate con combustibili fossili, allora la vacanza rischia di essere “grey” e non “green”.

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La gestione dei rifiuti in vacanza

Il primo consiglio – se si affitta un appartamento – è quello di studiare per bene la località scelta per la villeggiatura e informarsi, attraverso il sito istituzionale del Comune o gli articoli dei giornali locali, sul funzionamento della raccolta differenziata dei rifiuti e sui giorni di conferimento. Fatto questo, non resta che studiare anche cosa metteremo nella nostra borsa o nel nostro zaino. Ad esempio, se siamo fumatori non dimenticheremo il nostro posacenere tascabile che, una volta riempito di mozziconi ben spenti, svuoteremo nel mastello del residuo secco o indifferenziato.

Ricordiamo di riempire le nostre borracce con l’acqua di rubinetto, così come mettiamo in frigo una buona bottiglia di vetro piena d’acqua. Rinunciare alla bottiglietta di plastica è difficile, ma sapere che ogni giorno finiscono nel Mar Mediterraneo 33.000 bottiglie di plastica al minuto – l’equivalente di 570.000 tonnellate all’anno – può rendere l’idea di come sia importante cominciare a dire “basta” a questo accessorio.

Raccolta differenziata efficace: riciclare tutto correttamente

Sia se andiamo al mare che in montagna, dobbiamo avere con noi il flacone di crema solare protettiva, possibilmente con ingredienti naturali e bio per proteggere al meglio la nostra pelle. Una volta terminata la crema, il flacone vuoto andrà gettato nella raccolta differenziata della plastica. Nello zaino non potranno mancare i costumi e il telo da mare. Se rispetto alla stagione passata sono cambiate le misure, quindi siamo dimagriti o ingrassati, si può conferire il vecchio costume nel raccoglitore degli abiti usati. Stesso discorso vale per i teli da mare, i cappellini, i bermuda, le felpe e le t-shirt usate.

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Il rifiuto che inganna: no imballaggio, no plastica

Se nel corso del soggiorno dovessero rompersi i classici oggetti da vacanza, come canotti, bracciali gonfiabili, palloni, racchettoni, secchielli, palette, rastrelli, occhiali da sole e seggiolini, tutti questi oggetti vanno conferiti nel secco residuo. Palloni, secchielli e palette potrebbero indurre a gettare tutto nella plastica, ma non si tratta di imballaggi e contenitori come le bottiglie. Quindi vanno nell’indifferenziato. Molte spiagge in Italia sono diventate “plastic free”, e nei bar degli stabilimenti non si vendono più bibite in bottiglie di plastica. Evitate di portare bicchieri e piatti di plastica. Usate i vostri bicchieri di vetro o in plastica Pet lavabile, le vostre posate e i vostri piatti da lavare, oppure chiedeteli in prestito al bar o al ristorante del vostro lido. La vostra attenzione verso l’ambiente sarà sicuramente apprezzata.

Se poi dovessero rompersi l’ombrellone o la sdraio, allora sarà necessario informarsi sul ritiro degli ingombranti, oppure portare gli oggetti direttamente a un centro di raccolta comunale. Un altro tipico rifiuto da vacanza proviene dai gelati, quelli confezionati. Se il gelato è un ghiacciolo, un cremino o un magnum, l’involucro va nella plastica e lo stecchetto di legno nell’umido. Se preferite la coppa o il cornetto, l’involucro va conferito nel secco residuo. Mentre se mangiate un cono artigianale la tovaglietta che avvolge la cialda può essere gettata nella carta.

E in montagna?

Se al mare si preferiscono le escursioni in montagna, ricordiamoci di portare sempre nello zaino una busta dove inserire tutti i residui delle nostre scampagnate. Quando rientreremo a casa o in albergo, provvederemo a dividere correttamente. E poi a conferire, tutti i rifiuti nei rispettivi mastelli. Naturalmente mai accendere fuochi liberi, a meno che non ci troviamo in uno spazio appositamente attrezzato e autorizzato con ordinanza.

Piccole attenzioni per un ambiente sotto stress

Si tratta di piccoli gesti di attenzione che possono fare la differenza, e aiutare l’ambiente a “sopportare” l’invasione dei turisti. Migliaia di persone concentrate in un posto in un periodo di poche settimane non fa certo bene ai nostri paesi e alle nostre città. Per questo è importante utilizzare il meno possibile, in tutto il periodo delle vacanze, il veicolo a motore (nel caso non si possa raggiungere la località in treno o su un’auto elettrica), per poi muoversi a piedi, in bicicletta o in monopattino. Limiteremo così al minimo la produzione di CO2 nell’ambiente che ci ospita. E renderemo più “green” la nostra vacanza.

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