Alla (ri)scoperta del vero spirito natalizio. Che non vuol dire solo fare regali

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Alessia Cocca
Fotografa, artista e persona caotica.

Tempo di lettura stimato: 3 minutivero spirito natalizio

Chi ha rubato il vero spirito natalizio? Potremmo dire il Grinch, ma sarebbe banale dare la colpa a un personaggio inventato, che in realtà riflette la nostra attitudine a dimenticare il significato di feste importanti, che il consumismo ha ridotto a un mero scambio di regali, sorrisi falsi, felicità artefatta. E potremmo anche affermare che è tutta colpa della pandemia, quando in realtà lo abbiamo perso già molto tempo prima dell’avvento di un virus che ha cambiato aspetto al mondo e al nostro modo di vivere.

Riscoprire lo spirito del Natale per vivere meglio

Il vero spirito natalizio è un concetto molto ampio, che non ha nulla di materiale o tangibile, ma solo di emozionale. Un vissuto che è bene riscoprire, soprattutto in un momento storico come quello che stiamo vivendo.
Condivisione, empatia, mettersi nei panni degli altri, regalare sorrisi gratuitamente senza aspettarsi nulla in cambio, credere che un cambiamento sia possibile, lavorare nel silenzio per creare un ambiente migliore per tutti, a partire dai bambini. Il vero spirito natalizio è questo e molto altro ancora. Peccato averlo dimenticato.

Cos’è il vero spirito natalizio

Lo spirito del Natale è un sentimento che ci spinge a provare empatia. E che dovremmo sentire tutto l’anno, non solo durante le feste comandate e nei giorni rossi del calendario.
Un’atmosfera quasi magica, illuminata dalle lucine che vengono accese sempre prima, come se fosse una gara a chi fa presto. E abbellita da decorazioni di cui abbiamo perso il significato, utilizzandole solo perché “così si fa”, senza chiederci il vero senso di alberi addobbati, presepi e altri simboli natalizi.

L’atmosfera del Natale è sempre uguale a se stessa. Ma è quello che si prova a essere differente. Non c’è più trasporto, non vediamo più in quelle luci accese una speranza per il futuro, le decorazioni dorate e luccicanti non sono più quel modo per affrontare con positività la vita. È tutto un rincorrersi di gesti privi di concretezza, quasi fossimo degli automi che l’8 dicembre, se non prima, decoriamo le case, per smontare tutto alla Befana.

Di fronte all’albero decorato e magari al camino acceso, dovremmo tornare a chiederci quando, come e perché abbiamo perso il senso del Natale, a prescindere dal suo valore religioso, che rimane immutato per chi crede. Ma il Natale è di tutti, credenti e non. Una promessa che dovremmo ripeterci ogni anno per fare in modo che sia davvero un momento di rinascita, in cui si accoglie l’altro, chiunque esso sia. Senza falsi buonismi, ma con sincerità e voglia di aprirsi al prossimo.

Come ritrovare il vero spirito del Natale?

Al di là della religiosità di questa festività, tutti, credenti e non, possiamo sfruttare questa occasione che il calendario ci dà alla fine dei 12 mesi, anno dopo anno, qualsiasi cosa succeda, per poter ritrovare il vero spirito del Natale. E farlo nostro giorno dopo giorno. Per porre le basi per una società più empatica, inclusiva, accogliente. Lo avevamo promesso durante il primo lockdown di uscirne migliori. Non ce l’abbiamo ancora fatta. Ma mai disperare.

Dobbiamo rimboccarci le maniche. Al di là delle feste. Tutto l’anno dovremmo tentare di uscire un po’ da quel guscio che ci siamo creati intorno, per poter aprire il nostro cuore agli altri. Metterci a disposizione, senza volere nulla in cambio. Perché lo scambio di doni sotto l’albero ci insegna proprio questo: donare, anche solo del tempo e la nostra presenza. Per sentire giorno dopo giorno le campanelle e vedere le luci accese, anche quando Natale non è. Perché dobbiamo  ricordarci che è uno stato d’animo, un modo di affrontare la vita, una possibilità e un’opportunità che non dobbiamo sprecare.

Non sembra affatto Natale. Se ti sei ritrovato a pensare questa frase, nonostante casa tua, la tua via, il tuo quartiere sembra essersi trasformato dall’oggi al domani in quello che il Grinch odiava, allora forse è meglio adottare delle strategie per portare il Natale nel tuo cuore e nella tua anima. E non solo sui tuoi balconi con i tanto odiati Santa Claus che si arrampicano (chissà poi perché, visto che lo sanno anche i bambini che il vecchietto con la barba bianca passa dal camino…).

Se anche il Grinch è riuscito a riscoprire il vero spirito del Natale, forse potremmo riuscirci anche noi. Basta volerlo.

Articolo scritto da Patrizia Chimera
Scatti artistici a cura di Alessia Cocca

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