Tormentoni estivi, non possiamo (e non vogliamo) farne a meno. Perché ci fanno bene

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Alessia Cocca
Fotografa, artista e persona caotica.

Tempo di lettura stimato: 2 minutiTormentoni estivi

Puntuali come un orologio svizzero, i tormentoni estivi tornano a farci compagnia. Volenti o nolenti non ne possiamo fare a meno. Ci lamentiamo spesso di questa musica che ci martella nella testa per mesi, fino alla ripresa autunnale. Ma in realtà queste canzoni non ci lasciano mai, non svaniscono nel nulla quando ritorniamo alle nostre normali attività.

Lo sai, vero, che non possiamo farne a meno? E nemmeno lo vogliamo. L’industria discografica e del divertimento non c’entrano nulla. È tutta una questione di ricordi, legami, esperienze, momenti indimenticabili. Ebbene sì, i tormentoni estivi ci fanno bene, più di quanto tu possa immaginare.

La musica crea ricordi

Musica e memoria hanno un legame molto stretto.
Ci sono canzoni che permettono ad alcuni ricordi, eventi, persone, momenti, esperienze di tornare a galla. Magari non abbiamo più pensato a tutto questo. Ma ecco che tutto torna chiaro e nitido non appena passa alla radio la canzone che in quel periodo della nostra vita abbiamo ascoltato allo sfinimento. Perché era la nostra preferita o perché era quella più gettonata e più trasmessa.
Talvolta basta anche una sola nota, una parola o sentire la voce del cantante o della band per far riaffiorare tutto. E fare un bellissimo viaggio indietro nel tempo.

Quando ascoltiamo un brano, l’esperienza non si limita a questo. Perché il nostro cervello è in grado di fare collegamenti tra la musica e quello che stiamo vivendo, fatti reali ed emozioni provate. Tutto questo diventa parte del nostro bagaglio emozionale, che la mente conserva nei famosi cassettini della memoria, pronti ad aprirsi quando meno te lo aspetti.

I tormentoni estivi creano una memoria collettiva

Se ognuno di noi ha la sua canzone o i suoi brani preferiti, legati a momenti della vita passata che non si vuole dimenticare, ecco che i tormentoni estivi diventano lo strumento ideale per creare una memoria collettiva, che non riguarda più il singolo, ma tutta la comunità. E poco importa se sono in italiano, spagnolo o inglese.

Questi successi “temporanei”, proprio come quelli più duraturi, sono in grado di unire tante persone e fare in modo che, anche in seguito, possano suscitare emozioni che sono di tutti.

Un esempio? Se ti diciamo Seven Nation Army (The White Stripes), non ti viene in mente l’euforia per la vittoria ai Mondiali del 2016 e agli Europei 2020? Una gioia collettiva, accompagnata da una sua canzone. Mentre nella prima estate della pandemia, tutti cantavamo, volenti o nolenti, Boomdabash con Alessandra Amoroso hanno creato Karaoke, una hit estiva tipicamente italiana, in cui però la maggior parte di noi si è riconosciuta, per quelle parole di speranza nel ritrovarsi finalmente dopo un periodo buio per tutti quanti.

Sono canzoni che appartengono a tutti e che creano nell’immaginario collettivo un ricordo di quel periodo in cui non si ascoltava altro che quello. Anche se magari il proprio genere musicale era tutt’altro.

tormentoni estivi

Basta al maltrattamento dei tormentoni estivi

Lo sappiamo che spesso non sono le migliori canzoni che siano state pensate. Anzi, a volte non ci piacciono proprio. Ma le ricordiamo, rimangono nella nostra testa ed è per questo che si chiamano tormentoni. Ma non vediamole come qualcosa da cancellare dalla nostra memoria. Anche perché nel cassettino più remoto ci sarà sempre uno spazio per loro. E alla prima nota ascoltata alla radio, magari 20 anni dopo, una lacrimuccia potrebbe anche scendere sul volto, riportando alla mente ricordi che pensavamo di aver rimosso per sempre. Ma che invece sono sempre lì a rammentarci chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo e con chi abbiamo percorso anche un pezzetto piccolo di strada.

Non maltrattiamo più i tormentoni estivi. Cerchiamo di guardare con occhi nuovi queste canzoni e la musica in generale, capace di far scattare emozioni anche a distanza di tanto tempo.

La musica fa bene al cuore e all’anima.
Platone

Articolo scritto da Patrizia Chimera
Scatti artistici a cura di Alessia Cocca

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