Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatti i ricordi

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Ricordare. Non dimenticare. Preservare la memoria. Individuale e collettiva. Per creare la propria identità. E costruire il futuro senza rinnegare il passato.
Siamo fatti della stessa sostanza dei ricordi. Fondamentali per l’essere umano. E per l’umanità intera. A patto di non rinnegarli, sotterrarli, cercare di cambiarli.

ricordi

Foto @Alessia Cocca

Il valore della memoria e del ricordo.

I ricordi hanno un valore indiscutibile. Per ogni persona e per l’umanità intera.
Coltivare il ricordo, non sprecare gli insegnamenti del passato, serbare gelosamente le pagine della storia più importanti è fondamentali. Per costruire un’identità individuale e collettiva e prepararsi a vivere un’esistenza dove quello che è stato non viene rinnegato. Ma diventa bene prezioso.
I ricordi sono circondati da un alone di magia. Ci sono memorie che ci fanno battere forte il cuore ed emozionare. Ed altre che, invece, ci danno una sensazione di tristezza e malinconia, riportando alla memoria eventi che nel bene o nel male hanno segnato la nostra vita.

Allontanarsi dal passato può essere pericoloso. Cercare di annullarlo o cambiarlo ancora di più. I ricordi ci appartengono e sono la sostanza delle nostre esistenze. Non bisogna rimpiangere il tempo che è stato. Ma imparare a conoscerne il valore profondo.
Apprendere dai propri errori, aprendosi al futuro e vivendo ogni attimo ben consci che quello che è stato non tornerà mai più. Ma farà sempre parte del nostro essere più profondo. E sarà un’eredità preziosa da custodire con cura e attenzione.

Il tempo scorre. Coltivare i ricordi ci consente di vivere pienamente un’esistenza non fatta di rimpianti o di nostalgia, ma di consapevolezza. L’umanità ha un gran bisogno di consapevolezza.

Vieni che ti faccio vedere come si crea una tempesta passando la mano sopra antiche fotografie impolverate.
(Fabrizio Caramagna)

La crisi della società dei ricordi.

A essere in crisi, oggi, è la stessa società dei ricordi. Si tende a dimenticare, a dare per scontato il passato, a non soffermarsi a cogliere gli insegnamenti che invece possono arrivare dagli eventi che hanno fatto parte della nostra storia. È come voler rinnegare quello che eravamo. Un passo falso pericoloso per ogni essere umano e per la società nel suo complesso. Perché non si può cancellare o cambiare nulla. Al massimo si può cercare di analizzare, capire, approfondire. Non disfarsi di quello che è stato.

Memoria VS oblio, un tema sempre più dibattuto, in ambito filosofico, letterario, culturale, anche artistico. Con il rischio di creare una società precaria per quello che riguarda i ricordi.
Il passato non deve essere mitizzato, ma deve essere ricordato per quello che è avvenuto, nelle modalità in cui si è compiuto, conservando le emozioni, positive e negative, che sono state sperimentate durante gli eventi che hanno segnato la nostra esistenza. E non deve essere fatto cadere nel dimenticatoio. Come insegnano i fatti storici che hanno caratterizzato la storia umana più recente. Basti pensare ad Auschwitz e all’Olocausto.
Oggi c’è chi cerca di negare quello che è stato. Nel bene o nel male. Riaprendo ferite che nell’umanità non si sono mai rimarginate. E nemmeno nel singolo individuo. Obbligati oggi più che mai a conservare quanto di più importante abbiamo. Senza memoria, la società è destinata a fallire. Così come il concetto stesso di comunità.

I ricordi battono dentro di me come un secondo cuore.
(John Banville)

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Foto @Alessia Cocca

L’importanza dimenticata del ricordo.

I ricordi sono importanti. Il loro valore non ha prezzo, è inestimabile. E ce ne rendiamo conto quando la vita ci pone di fronte a sfide che sembrano insuperabili. Gli anziani e chi soffre di malattie degenerative sanno bene quanto siano preziosi i ricordi. La memoria che lentamente svanisce, come cenere portata via dal vento, crea inevitabilmente un senso di sconforto profondo, di inadeguatezza, di difficoltà.
Abbandonarsi ai ricordi è il più bel dono che possiamo farci. E che possiamo fare alle generazioni future. Perché se individualmente raccontare da dove veniamo, le nostre radici, il nostro passato può aiutarci a capire chi siamo diventati e cosa lasceremo in eredità a figli e nipoti in quanto a insegnamenti di vita, anche dal punto di vista della collettività tutto questo riveste un ruolo fondamentale. Per creare una memoria dell’umanità pronta ad aiutare le generazioni future ad affrontare le sfide più forti che saranno chiamate a superare.

E senza memoria e senza ricordi, il tempo è solo un susseguirsi di secondi, minuti, ore, giorni, settimane, mesi, anni. E niente più.

Noi siamo la nostra memoria,
noi siamo questo museo chimerico di forme incostanti,
questo mucchio di specchi rotti.
(Jorge Louis Borges)

Articolo scritto da Patrizia Chimera Scatti artistici a cura di Alessia Cocca.

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Alessia Cocca

Fotografa, artista e persona caotica.


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