L’insostenibile leggerezza del Natale

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Natale arriva quando meno te lo aspetti.
E probabilmente quando non sei preparato ad affrontare tutto quello che la festa più bella che ci sia comporta.
Una festa fatta di colori, luci, convivialità, regali, ritrovarsi insieme. Che ci obbliga anno dopo anno a riti che non sempre ci trovano pronti a viverli.
Il Natale non è sostenibile per l’ambiente. Ed è difficile renderlo tale.
E il Natale non è sostenibile per le nostre emozioni. Intrappolati come siamo in un loop di felicità a tutti i costi che non sempre ci rappresenta. Perché siamo esseri umani. Non robot a cui schiacci il bottone della festa per rendere tutto perfetto.

L'insostenibile leggerezza del NataleFuga dal Natale.

C’è un romanzo di John Grisham, da cui poi è stato tratto un film, che spiega alla perfezione quanto il Natale è insostenibile per ognuno di noi.
Non si tratta di essere dei Grinch. Ma di fare i conti ogni anno con tradizioni da ripetere ossessivamente. Anche quando non ne avremmo voglia.
Fuga dal Natale è il racconto di una famiglia che per la prima volta decide di non festeggiare il Natale secondo i canoni classici. La figlia è lontana per una missione umanitaria. Per i genitori festeggiare senza di lei non avrebbe senso. E poi l’anno precedente hanno speso così tanti dollari che con la stessa cifra questa volta si possono permettere una crociera di coppia ai Caraibi.
E allora niente addobbi, niente feste con i vicini, niente pranzi con i parenti, niente regali, nemmeno il pupazzo Frosty sul tetto.

L'insostenibile leggerezza del Natale

Ma il Natale arriva a presentare il suo conto. Perché non si può scappare dalla festa più invadente di tutto l’anno.
La figlia torna all’improvviso e i genitori devono organizzare tutto in pochi giorni. E scopriranno cos’è il vero senso del Natale.

L'insostenibile leggerezza del Natale

Natale presenta sempre il suo conto.

Un conto salato per l’ambiente. Tra alberi finti di plastica che finiscono poi nell’immondizia. O alberi veri estirpati dal loro habitat. Tra sprechi alimentari, rifiuti indifferenziabili o che ci impiegano troppo tempo a disperdersi nell’ambiente, consumismo e regali di cui non ci facciamo nulla. E che magari finiscono presto anche loro tra i rifiuti.

Un conto salato per chi non lo vive come Babbo Natale comanda.
Per chi magari non sta affrontando un periodo felice della vita. E deve comunque mostrare con luci, addobbi e sorrisi tirati di essere felice e gioioso. Perché a Natale si è così.
Quando arriva ti obbliga a fare il punto sulla tua vita. E a pensare come sarà il futuro. Anche se non ne hai voglia. Perché magari fa male. O perché senti delle mancanze e dei vuoti, di affetti e persone care, ma anche di sentimenti ed emozioni, che durante le feste di fine anno sembrano amplificarsi. Sembrano sbatterti in faccia tutto quello che la vita ti ha negato. E non ti darà mai più.

Fermarsi, respirare, non fingere.

Perché a Natale non si può fingere. E non si dovrebbe fingere.
Riprendersi il tempo di riflettere. Di capire. E di agire secondo quello che il cuore comanda. E non secondo quello che gli altri si aspettano da noi.
Fare un’analisi dettagliata di quello che è stato e di quello che potrà essere. Senza usare maschere, travestimenti, ma presentandosi con le proprie emozioni reali in mano.

Perché in fin dei conti cos’è Natale se non condivisione? Ma deve essere una condivisione totale. Delle cose belle che le feste portano con se, ma anche di quelle meno belle.
Gioia e tristezza sono due facce della stessa medaglia. Emozioni da vivere, da condividere, da esprimere. Non da nascondere quando tutto il mondo pretende che sui nostri volti sia dipinta solo la gioia.

Solamente così sarà un vero Natale per tutti.
Un nuovo punto di partenza. O un punto di arrivo da cui ripartire più carichi di prima.
Senza costrizioni. E “Anche a te e famiglia” non sentiti. Senza sorrisi falsi che nascondono più di quello che le parole riescono a dire.
Un Natale autentico di rinascita. Individuale e collettiva. Della propria esistenza e dei rapporti creati.
Solo così l’insostenibile leggerezza del Natale potrà diventare tollerabile.

insostenibile leggerezza del Natale

Articolo scritto da Patrizia Chimera. Scatti artistici a cura di Alessia Cocca.

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Alessia Cocca

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