Le finestre sono il nostro sguardo sul mondo. Che non ci è mai sembrato tanto bello

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

Finché esisteranno finestre, l’essere umano più umile della terra avrà la sua parte di libertà.
(Amélie Nothomb)

Si dice che solo quando si perde qualcosa si capisce quanto fosse importante e bella. Lo è soprattutto per la libertà. Un virus ci ha privato della nostra libertà. Le restrizioni imposte per frenare i contagi ci sembrano ostacoli insormontabili per continuare a vivere la vita come più desideriamo. E il mondo là fuori, visto attraverso le finestre, non ci è mai sembrato tanto bello. Non ci è mai mancato così tanto come oggi.

La nostra vita filtrata da finestre aperte o socchiuse non ci è mai sembrata così importante. E degna di essere vissuta.
Ce ne ricorderemo ancora quando finalmente potremo uscire?

Il mondo visto da una finestra

Foto @Alessia Cocca

Le finestre sono la nostra porta sempre aperta sul mondo.

Una porta che spesso non possiamo valicare. E che in questo momento di emergenza ci viene chiesto di tenere chiusa. Ma nessuno può vietarci di volare con la fantasia e l’immaginazione oltre quelle finestre che teniamo aperte per far entrare il sole e le voci dei vicini che magari cantano in strada, nei tanti flash mob organizzati per sentirsi un po’ meno soli in questo periodo di quarantena forzata.

Le finestre sono “gli occhi delle nostre case“. E mai come oggi ci accorgiamo di quanto siano fondamentali per non rinchiuderci nelle nostre abitazioni e nelle nostre esistenze. Ci aiutano ad aprirci al mondo. A un mondo che non è più quello di prima. E che non sarà mai più quello di prima. Ma che possiamo sbirciare da dietro le tende tirate che permettono ai raggi del sole di illuminare anche le giornate più buie. A ricordarci che il mondo è là fuori. Non si è mosso. E ci sta aspettando.

Le finestre spalancate, la leggerezza, l’equilibrio sottile. Non pensare a niente e allo stesso tempo avere tutto il cielo negli occhi.
(Fabrizio Caramagna)

Una finestra, mille orizzonti.

La stessa finestra può aprire mille orizzonti diversi. Pur mostrandoci lo stesso panorama, in realtà ci apre a modi differenti, che appaiono in modo diverso a secondo di chi li guarda. La veduta è sempre la medesima, non ci sono differenze di sostanza. Eppure ecco che io posso vedere e ammirare qualcosa che la persona che è vicina a me non può vedere e ammirare allo stesso modo.

Perché non è tanto quello che si vede. Ma come lo si vede. Con quale spirito. E questo stop forzato ci spinge a chiederci ancora una volta come vogliamo vedere il mondo. Con quali occhi. Perché è tutto nelle nostre mani. Il cambiamento è possibile. Possiamo davvero diventare la versione migliore di noi stessi. E creare la migliore umanità possibile. Ma dobbiamo volerlo. E lavorarci. A partire dal nostro sguardo sul mondo.

Anche se la finestra è la stessa, non tutti quelli che vi si affacciano vedono le stesse cose: la veduta dipende dallo sguardo.
Alda Merini

Una finestra ci separa.

Che poi, in fin dei conti, è proprio quella finestra che ci separa dal mondo. E dai nostri affetti più cari. Quei famosi congiunti che dal 4 maggio possiamo rivedere. A patto che abitino nella nostra stessa regione. Quegli affetti stabili, quei rapporti di amicizia o di parentela che teniamo stretti, quelle persone che non solo occupano un posto speciale nel nostro cuore e nella nostra vita. Ma che ci permettono di continuare a sperare che quando tutto questo sarà finito potremo tornare ad abbracciarci. E a dirci quanto ci vogliamo bene.

Una realtà filtrata da un vetro necessario per tenere fuori il contagio, ma non per tenere lontani i nostri affetti. Un vetro che può anche fare la differenza e riaccendere la speranza

O far piangere un nonno costretto a non uscire che solo così può conoscere la sua nipotina. Perché l’amore può splendere anche attraverso un vetro.

Guarderò attraverso la finestra dei tuoi occhi per vedere te.
(Frida Kahlo)

Una finestra ci unisce.

Le finestre spalancate per far entrare l’aria. Per permettere ai raggi del sole di irradiare ogni cosa lungo il loro cammino. E per respirare quell’aria che non ci è mai sembrata così fresca e vitale. Ma le finestre spalancate sono anche il nostro intento di non dimenticare chi è là fuori. Distanziamento fisico, non sociale. Perché l’essere umano è un animale sociale e lo sarà sempre. Anche se dobbiamo stare distanti un metro, un metro e mezzo, due metri. E anche se una mascherina non fa trasparire i nostri sorrisi.

Le finestre aperte ci permettono di aprirci al mondo e alle altre persone. Se una finestra chiusa rappresenta la volontà di tenere tutto fuori da casa nostra, una volta aperta l’intento cambia. Ed è l’esatto opposto: far entrare l’umanità in casa nostra. Quasi a volerla invitare a scoprire chi siamo e cosa possiamo donare agli altri. Senza filtri. E senza ostacoli.

Le finestre aperte d’estate sanno di condivisione. Di accoglienza. Di curiosità.
Il mondo non è più estraneo ed entra dentro con tutto il suo fiato.
E le tende sventolano di leggerezza e felicità.
(Fabrizio Caramagna)

Perché per quanto possa essere piccola, umile e modesta una casa, una finestra è in grado di renderla praticamente infinita. Ed è da quelle finestre aperte che dobbiamo ripartire. Non richiudiamole. Apriamoci al mondo. E agli altri. Cambiamo le nostre abitudini, ma non cambiamo la nostra umanità. E la nostra naturale e innata curiosità e apertura mentale. Sarà la nostra natura a salvarci. Non dimentichiamolo.

La mia casa è piccola ma le sue finestre si aprono su un mondo infinito.
(Confucio)

Scatti artistici a cura di Alessia Cocca.

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Alessia Cocca

Fotografa, artista e persona caotica.


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