“Non esiste una via per la pace, la Pace è la Via”, educare alla pace per non dover più vedere la guerra

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Alessia Cocca
Fotografa, artista e persona caotica.

Tempo di lettura stimato: 3 minutieducare alla pace

La pace deve essere il nostro pensiero costante, lo scopo di ogni nostra azione, l’intento di ogni nostra decisione. Senza pace non ci potrà essere uno sviluppo sereno per l’umanità. Ma l’essere umano fa difficoltà a vivere in armonia e i recenti fatti in Ucraina lo dimostrano, come se non fossero sufficienti le altre guerre ancora presenti nel mondo a farci capire quanto l’educazione alla pace debba essere l’anima pulsante della nostra società.

Perché se non esiste una via per la pace, dobbiamo sapere che la Pace è la Via. Da perseguire sempre, nel presente come nel futuro. Senza indugi e senza compromessi.

L’educazione alla pace parte da un aforisma di un monaco buddista

Thich Nhat Hanh era un monaco buddista, nato l’11 ottobre del 1926 nel Vietnam e venuto a mancare poco tempo fa, il 21 gennaio del 2022. Attivista per la pace, ci ha lasciato in eredità non solo molti libri sui quali riflettere, ma anche aforismi che possono aiutarci ad affrontare un tema delicato come l’educazione alla pace. E c’è soprattutto una frase del monaco buddista, che ha vissuto sulla sua pelle la guerra del Vietnam, che ci spiega alla perfezione come si può creare un mondo più pacifico e sereno dove convivere, senza guerre (che inquinano le nostre anime e il nostro pianeta), conflitti, violenze.

Non c’è via per la pace, la Pace è la Via.

Perché l’essere umano è imperfetto. Mentre la Pace è la perfezione. Un mondo senza guerra, lo riesci a immaginare? Lo cantava anche John Lennon e oggi più che mai ci risulta difficile riuscire anche solo a pensare a una Terra sulla quale gli uomini non si danno battaglia.

La pace non si ottiene con la forza

Lo ha ricordato anche Papa Francesco in un suo recente intervento sulla guerra in Ucraina. «Il mondo crede di ottenere la pace attraverso la forza, con le conquiste e con varie forme di imposizione. Questa pace, in realtà, è solo un intervallo tra le guerre».

In un’altra occasione l’appello del pontefice era rivolto al mondo intero affinché si procedesse a «far cessare una guerra di cui non si vede la fine, una guerra che ogni giorno ci pone davanti agli occhi stragi efferate e atroci crudeltà compiute contro civili inermi».

Atrocità che purtroppo il mondo conosce fin troppo bene. E che non si limitano alla guerra in Ucraina, ma a tutti gli altri conflitti dai quali persone innocenti cercano di scappare, tentando di mettersi in salvo e spesso terminando il cammino su questa terra sotto bombe cadute dall’alto a spezzare le loro vite.

Le guerre ancora in corso nel 2022 dovrebbero far vergognare ogni essere umano

Non è solo la guerra in Ucraina con vittime e sfollati in cerca di salvezza fuori da una terra martoriata dall’odio, dalla corsa sfrenata al potere assoluto, dall’indifferenza. Sono molte altre le guerre ancora in corso nel 2022 delle quali ognuno di noi dovrebbe vergognarsi. L’Internazionale, ricordando che una guerra è qualsiasi “conflitto aperto e dichiarato fra due o più stati, o in genere fra gruppi organizzati, etnici, sociali, religiosi condotto con l’impiego di mezzi militari“, elenca le battaglie oggi in corso nel mondo.

La guerra che il Messico combatte dal 2006 contro i cartelli della droga. Che nel 2022 ha ucciso 1367 persone. Il conflitto che dal 2009 si combatte in Nigeria. E che solo nei primi mesi del 2022 ha causato la morte di 1363 persone. Ma anche la guerra in Siria con poco più di 1000 morti nel 2022. E poi ci sono i conflitti nello Yemen (5.099 morti) e nella regione del Tigrai, in Etiopia (410 morti). La guerra in Birmania che da inizio anno ha causato 3846 vittime. E l’Afghanistan, con una guerra infinita che agli anni Settanta ha provocato milioni di vittime. Le guerre tra Pakistan e India per la regione del Kashmir (575 vittime nel 2021 e 25 dall’inizio dell’anno) o in Sudan (1.364 morti nel 2021, 97 nel 2022).
Senza dimenticare le violenze ancora in corso in Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Mozambico, tra Israele e Palestina.

In tutto sono 59 le guerre nel mondo. Ci definiamo esseri umani. Ma di fronte a immagini di violenza come quelle che arrivano dai teatri della guerra ci chiediamo dove sia finita la nostra umanità. Solo la pace, quella non ottenuta con la forza, potrà aiutarci a raggiungere la via perduta per ritrovare l’umanità oggi sepolta sotto cumuli di macerie di odio e indifferenza.

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