Danneggiare l’ambiente significa tradire chi siamo. Riscoprire la connessione con la natura significa rinascere

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Alessia Cocca
Fotografa, artista e persona caotica.

Tempo di lettura stimato: 3 minutiNatura e umanità

La pandemia ci ha spinto a riscoprire la natura. E non è stato un male. Costretti in casa per lungo tempo, non appena le porte delle nostre abitazioni si sono riaperte siamo corsi a rivivere l’ambiente circostante. Ma l’umanità non ha ancora imparato che bisogna portare rispetto al pianeta che ci ospita. Anche Sergio Mattarella in un’intervista spiega che danneggiare l’ambiente significa tradire chi siamo, come italiani e come europei. Riscoprire, invece, la connessione con la natura ci può aiutare a compiere quella svolta che la Terra richiede. E che noi come umanità non possiamo più rimandare.

Danneggiare l’ambiente è un tradimento, parola di Sergio Mattarella

Il Presidente della Repubblica, in un’intervista rilasciata a Vanity Fair, in cui si parla della rinascita culturale dell’Italia per il 75esimo anniversario della Repubblica, non usa certo mezzi termini, come è sua abitudine. Ogni forma di danneggiamento della natura altro non è che un tradimento all’identità italiana ed europea.
«Gli insulti al paesaggio e alla natura, il loro abbandono, oltre a rappresentare un affronto all’intelligenza, sono un attacco alla nostra identità, elemento costitutivo fondamentale di quella cultura europea cui l’Unione fa riferimento».

Nella sua lunga intervista il Capo dello Stato spiega che l’Italia è una penisola del tesoro. Abbiamo musei, reti di librerie, teatri, auditorium, accademie, istituti, sale cinematografiche, gallerie d’arte, festival culturali. Una ricchezza unica che rappresenta l’identità italiana, che deve essere vissuta con consapevolezza per il suo valore storico, estetico, economico. Mattarella ricorda le parole del Presidente Ciampi che nel 2003 suggeriva che l’economia stessa si dovesse ispirare alla cultura, intesa come sigillo della sua italianità.

A questo dobbiamo aggiungere non solo la promozione e la tutela del patrimonio artistico, ma anche di quello naturale, di cui il bel paese abbonda. Ogni insulto alla natura, ogni abbandono dell’ambiente, ogni oltraggio al paesaggio rappresentano un «attacco alla nostra identità, elemento costitutivo fondamentale di quella cultura europea cui l’Unione fa riferimento, partendo dal trattato di Lisbona, fin dal suo preambolo, citando le ‘eredità culturali, religiose, e umanistiche dell’Europa’, e impegnandosi a vigilare ‘sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo’».

Italiani alla ricerca di una riconnessione con la natura

Nuove abitudini stanno “contagiando” gli italiani, alla riscoperta di quei paesaggi di prossimità che prima della pandemia magari avevano sempre ignorato. Infatti, l’emergenza sanitaria ci ha imposto restrizioni che hanno messo a dura prova la nostra tenuta di nervi. Nell’ambiente naturale abbiamo potuto ritrovare quella connessione con il nostro io più profondo in grado di allontanare stress, ansia, preoccupazioni, paure. Perché è questo che la natura fa quando la riscopriamo come parte integrante delle nostre vite. Non uno sfondo sul quale tessere le nostre esistenze. Ma un’alleata, da proteggere e rispettare, ogni giorno.

Un rapporto non facile tra uomo e natura

Da sempre l’essere umano è affascinato dalla natura. Ma il suo tentativo di spiegarla, di capirla, di indagarla lo ha portato a sfruttarla senza fare caso alle conseguenze. Quando l’interpretazione migliore è a portata di mano. Del resto, siamo tutti parte di un grande insieme, un habitat di esseri viventi, un ecosistema interconnesso nel quale basta il passo falso di uno per compromettere l’esistenza di tutti gli altri. Ma ce ne stiamo rendendo conto solo adesso. Forse un po’ tardi.

Goethe scriveva: «Viviamo in mezzo a lei, le siamo stranieri». Ma forse solo perché non ci siamo mai presi un attimo di tempo per comprenderla veramente, per viverla appieno, per capirla senza cercare di avere sempre il sopravvento, di silenziarla, di ignorare i suoi segnali. E il periodo che stiamo attraversando da un anno a questa parte, invece, ci impone di rallentare, per poterla finalmente ascoltare, per udire il suo grido di dolore. Al quale non possiamo rispondere che con interventi volti ad aiutarla a sopravvivere.

Danneggiare l’ambiente, danneggia noi stessi

Gli esseri umani in fin dei conti sono molto egoisti. E partendo da questo presupposto non si comprende perché continuino con i loro comportamenti a danneggiare l’ambiente, essendo consapevoli che ogni danno fatto a madre Terra è un danno fatto a se stessi.
Dovremmo tornare a guardare la natura con gli occhi di un bambino. Per trovarne fonte di gioia e di felicità.