Siamo un paese a vocazione turistica. Ma lo diamo per scontato

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Il bel paese. Come Dante e Petrarca amavano chiamare quell’Italia che ancora non era nata, ma era già bellissima.
Nel 1876 un abate italiano, Antonio Stoppani, scrisse “Il Bel Paese. Conversazioni sulle bellezze naturali, la geologia e la geografia fisica d’Italia“. Prendendo a prestito il nome proprio dai versi di Petrarca.
Un successo all’epoca.

Oggi quante volte ci ricordiamo di essere il bel paese? Poche volte. Aspettiamo che siano gli altri a confermarci una delle mete turistiche più amate. Ma noi ci dimentichiamo delle bellezze che lo stivale ha da offrire ai turisti.
Siamo un paese a forte vocazione turistica. Ma lo dimentichiamo. E non facciamo abbastanza per proteggere le nostre eccellenze. Che sarebbero tante.

turismo in Italia

Stato di salute del turismo in Italia.

Il turismo non sta malissimo in Italia. Anche se alcune politiche locali, regionali e nazionali fanno di tutto per rendere dura la vita agli addetti ai lavori.
L’Italia è fortunata, perché può vivere di rendita. Dal punto di vista geografico, storico, culturale, enogastronomico l’offerta è decisamente ampia. Il bel paese è percepito all’estero come una meta perfetta per coniugare più vacanze insieme. E per godersi davvero un periodo di relax curando il corpo e lo spirito riempiendosi di bellezza. Perché l’Italia è bella. Anzi, è bellissima. E dovrebbe essere nostro compito essere guardiani, angeli custodi, protettori di tanta bellezza.

Trademark Italia ha elaborato i dati del turismo in Italia con riferimento al 2019. Le vacanze dei turisti italiani e dei turisti stranieri insieme contribuiscono a formare un reddito per circa 104mila milioni di euro. Se si considera anche l’indosso si sale a 232mila milioni di euro. Una cifra pari al 13,2% del PIL (Prodotto Interno Lordo).
Il settore dà lavoro a 3 milioni 500mila addetti. Il 14,9% della forza lavoro del nostro paese. L’80% di questi lavora nelle aziende ricettive. Aziende che contano complessivamente più di 5 milioni di posti letto.

Chi viene nel bel paese?

Nel 2018 l’Italia è stato il quarto paese più visitato in tutto il mondo.
Tanti sono i turisti interni. Italiani che scelgono di andare alla scoperta del loro paese. Perché a volte non serve andare lontano per rimanere senza parole e incantati da tanta bellezza. E tanti sono anche gli arrivi da ogni angolo del mondo. 3,5 turisti su 10, infatti, sono stranieri. E vengono soprattutto da Germania, Francia, Stati Uniti, Cina.
La recente epidemia di Coronavirus potrebbe mettere a dura prova il settore del turismo. Assoturismo e Federalberghi lanciano l’allarme. Secondo Bernabo Bocca, presidente dell’associazione che raggruppa gli albergatori italiani, chiede al governo di agire. Perché sono già state registrate molte cancellazioni di viaggi dalla Cina.
A febbraio 2019 gli arrivi dal paese asiatico sono stati 500mila. Per il 2020 le stime erano maggiori, complice anche il Capodanno Cinese e la Settimana della Moda di Milano. La preoccupazione, oggi, è che l’epidemia che allarma tutto il mondo possa mettere a rischio il settore. Anche se in Italia la situazione è assolutamente sotto controllo.
Ai tempi della SARS l’epidemia bloccò il turismo internazionale per un anno. Danni che non possiamo permetterci.

Torre di Pisa

Photo by Alex Vasey on Unsplash

Cosa facciamo per difendere le bellezze dell’Italia?

Poco. Se pensiamo che non esiste un ministro che si occupi solo ed esclusivamente del turismo. Come invece dovrebbe esserci in un paese a forte vocazione turistica come il nostro. Oggi è accorpato al Ministero dei beni e delle attività culturali. Sempre meglio di quando è stato accorpato al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Almeno turismo e cultura vanno a braccetto.
Se a livello nazionale spesso mancano politiche volte a difendere il patrimonio turistico che fin qui abbiamo custodito, a livello locale non c’è collaborazione, , non c’è comunicazione, non c’è comunione di intenti. Ognuno lavora per sé. Non arrivando a creare un sistema tale per rendere l’offerta turistica diffusa sul territorio e quindi più forte.

In Italia non si sfruttano nemmeno le nuove tecnologie, che potrebbero aiutare a promuovere e a valorizzare tutto quello che abbiamo da offrire. La presenza online oggi è fondamentale. Ma deve essere ragionata e pensata ad hoc per mettersi in mostra. Non affidata a dilettanti o a scelte improvvisate che, invece, non fanno altro che affossare l’immagine del nostro paese.

Se politicamente parlando spesso mancano volontà e fondi, ci sono per fortuna associazioni che operano per salvaguardare la bellezza italiana. Come il FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che in primavera e in autunno apre le porte a dimore, monumenti, pezzi di storia dimenticati. Nella speranza di poterli portare a rivedere la luce. O Enit, (Agenzia Nazionale del Turismo) che in occasione della BIT di FieraMilanoCity (l’evento nazionale dedicato al turismo) festeggia 100 anni con il libro evento Promuovere la bellezza, del ricercatore Manuel Barrese. Un volume che non solo permette di fare un bel viaggio nelle bellezze italiche, ma che darà anche vita a un archivio storico digitale in collaborazione con Open Library. Per parlare di turismo italiano di ieri, di oggi e, si spera, anche di domani.

Made in Italy

Photo by davide ragusa on Unsplash

Premiare le eccellenze. E dare visibilità alla bellezza.

Premiando le eccellenze del nostro paese, chi crede nel settore e investe non solo soldi, ma anche tempo e passione, si può non solo fornire un supporto agli addetti ai lavori. Ma anche visibilità alla bellezza che il nostro paese ha da offrire al mondo intero. E che spesso il mondo intero ci invidia e tenta di copiare.
Proprio nei giorni in cui si teme che l’epidemia di Coronavirus possa mettere in ginocchio il turismo anche in Italia, Milano ospita lunedì 10 febbraio 2020 all’Hotel Principe di Savoia il Premio Excellent 2020, riconoscimento ideato da Mario Mancni, giunto alla XXV edizione. Un Oscar dedicato a chi opera nel turismo e nell’ospitalità. Ma anche nel mondo della cultura e della politica, per premiare chi ha dato contributi importanti a valorizzare e a promuovere il brand Italia a livello globale. Premi speciali, ad esempio, verranno assegnati al Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, al giornalista Vittorio Feltri, al regista Giuseppe Tornatore.
Quest’anno grande attenzione all’ecosostenibilità in ambito alberghiero. Perché tutti dobbiamo dare il nostro contributo a rendere il mondo un posto migliore.

Perché fare rete, diventare un brand riconosciuto a livello internazionale, cooperare per il successo del sistema paese (anzi, sistema bel paese) è oggi fondamentale più che mai per affrontare la sfida a cui siamo chiamati.
L’Italia continua a vivere di rendita. Ma se non agisce in fretta rischia di perdere le bellezze che l’hanno resa celebre nei grandi versi di poeti immortali. E rischia di finire come semplice ricordo di un tempo che fu e non sarà più. Sarebbe una grave perdita. Per l’Italia e per il mondo intero.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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