Turismo in Italia, come (e quando) sarà possibile riprendersi?

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Il turismo in Italia soffre a causa del Coronavirus.
Già prima dell’esplosione dei casi di Codogno il settore lamentava rinunce e perdite, in un clima internazionale che da marzo in poi si è fatto più teso.
Gli aerei rimangono a terra, i treni sono stati cancellati, non ci si può più spostare. E non si sa fino a quando la situazione sarà così drammatica per un settore che è tra quelli che trainano l’economia italiana.
Fino a maggio le stime parlano di 30 milioni di turisti persi. 120 miliardi andati in fumo a causa del Covid-19.
Riusciremo a riprenderci? E quando si potrà tornare a viaggiare?

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Photo by Cristina Gottardi on Unsplash

Il Coronavirus ha messo a rischio anche il settore turistico.

Sono molte le aziende chiuse. E i comparti dell’industria italiana e del settore dei servizi che sono fermi. In attesa che la situazione si stabilizzi e si possa passare alla fase successiva, per una lenta ripresa delle attività. Ma sempre con un’attenzione particolare alla sicurezza di chi lavora: perché purtroppo il virus non sparirà dall’oggi al domani.
Tra i settori a soffrire fin dalle prime battute di questa battaglia al Coronavirus c’è sicuramente il reparto dedicato ai viaggi.

Il Made in Italy soffre. Soprattutto quello legato al mondo del turismo.
I danni sono incalcolabili. E ci avviciniamo al lungo weekend di Pasqua e ad altri ponti che saranno diversi rispetto al passato. Perché dovremo comunque restare a casa, anche se ci sono deboli segnali di miglioramento nella situazione Coronavirus. Non possiamo mollare proprio ora. Anche se sarà difficile e il meteo ci metterà i bastoni tra le ruote con un sole che illuminerà le prossime giornate di reclusione forzata.
Negli ultimi anni il turismo in Italia aveva dato segnali positivi che non possiamo non tenere in considerazione in questo momento in cui, invece, il settore è decisamente in rosso.
Il turismo rappresentava il 12% del Pil. Un giro di affari di 146 miliardi.
Già a inizio anni con l’epidemia in corso in Cina molto era cambiato. I turisti cinesi rappresentavano una cifra record. Con il Coronavirus in giro e la decisione di chiudere i voli per evitare contagi fuori dal paese la situazione è decisamente cambiata. In peggio.
C’è chi parla addirittura di una stagione turistica che non decollerà mai. Anche se all’estate mancano un paio di mesi.

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Il settore turistico è in rosso.

Il settore turistico è già in rosso.
Confcommercio ha già stimato la perdita in 120 miliardi di euro.
Tra marzo e maggio l’Italia ha perso 30 milioni, tra turisti italiani e stranieri. E questi sono dati certi.
Ridotte drasticamente le presenze nelle strutture ricettive turistiche. Così come nei ristoranti, nei negozi, nei trasporti, nelle visite guidate alle città d’arte, nei musei e in tutti i monumenti italiani.
Si presume a una perdita di 90 milioni di presenze. Con previsioni future che non sono ottimistiche. Si parla di una perdita del 60% da oggi e fino alla fine dell’anno, per un volume d’affari che si aggira di solito intorno ai 200 miliardi di euro.
Fermi i viaggi in Italia. Ma fermi anche i viaggi degli italiani all’estero.

Luca Patanè, Presidente di Confturismo-Confcommercio, spiega:

Sarebbe un imperdonabile errore se il Governo non tenesse il turismo al centro delle strategie per il rilancio dell’economia italiana alla fine dell’emergenza epidemiologica in corso. Già prima di questa crisi il settore era attaccato su ogni fronte da grandi potenze economiche internazionali e quando l’epidemia sarà finita torneremo ad avere tanti turisti da tutto il mondo, ma dei loro soldi non vedremo quasi traccia, sarà tutto business di poche grandi economie straniere mondiali.

Governo e Parlamento devono intervenire subito. Ancor prima che tutto riapra. Per non perdere tempo dopo.

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Photo by Chris Holgersson on Unsplash

Come e quando si riprenderà il turismo in Italia

Turismo post Coronavirus: cosa accadrà al bel paese?
Ci sono visioni ottimistiche e altre un po’ più pessimistiche.
Preferiamo ovviamente le prime. Che ci raccontano di come il turismo in Italia cambierà. Verso un turismo di prossimità come quello degli anni Cinquanta che ci porterà a riprendere a viaggiare scoprendo però i luoghi più vicini a noi.
I Tour Operator dovranno adeguarsi e permettere agli italiani di riscoprire la loro Italia. Visto che per un po’ viaggiare fuori dai confini potrebbe essere un problema. C’è chi ipotizza che lo sarà fino alla fine dell’anno o fino addirittura al 2021.
I luoghi da visitare non ci mancano in Italia. Il turismo locale, fatto da italiani in Italia, potrebbe risollevare le sorti del settore in crisi.

Il mondo del turismo avrà sicuramente bisogno di incentivi.

E non solo di promesse. Che devono scattare subito, per permettere agli operatori del settore di adeguarsi ed essere pronti quando finalmente tutto (o quasi tutto) potrà ripartire.
Perché inevitabilmente dovremo ripensare il nostro modo di viaggiare e di vivere la vacanza. Il Coronavirus non ci lascerà come eravamo due mesi fa. Questo dovremmo averlo ormai capito tutti quanti.
Un report di World Capital, che Il Sole 24 Ore ha anticipato, ci svela che le previsioni parlano di una seconda parte del 2020 e di un 2021 che consentiranno di recuperare le perdite. Ma gli italiani dovranno spendere gli stessi soldi che hanno speso l’anno scorso all’estero per vacanze italiane.
Eventuali incentivi lato offerta ed eventuali incentivi lato domanda per tornare a viaggiare in casa potrebbero essere in tal senso molto utili.

È importante precisare che questo scenario non sarà esattamente ciò che si verificherà nel 2020-. Le presenze di stranieri in Italia potrebbero essere di più dell‘8% di quelle registrate nel 2019, e degli italiani che nel 2019 hanno viaggiato all’estero ci sarà chi anche nel 2020 si sposterà nuovamente verso Paesi esteri. Tuttavia, prendendo in esame una “situazione estrema”, è possibile valutare l’impatto positivo che il turismo nostrano potrebbe avere nella situazione di emergenza attuale.

Il turismo sarà diverso. I turisti saranno diversi.

Le intenzioni degli italiani secondo un sondaggio di Confturismo-Confcommercio, realizzato in collaborazione con Swg, vanno già in questo senso. Appena finita l’emergenza metà degli intervistati partirà per una vacanza. Per l’83% la vacanza sarà in Italia.

Adam Blake, professore di economia presso il Dipartimento del Turismo della Bournemouth University, sostiene che per forza il turismo post Coronavirus sarà diverso da prima. I turisti pretenderanno di più per quello che riguarda pulizia e sicurezza. Nelle strutture ricettive e anche sui mezzi di trasporto. E questo potrebbe comportare un aumento dei prezzi.
Viaggiare non sarà più come prima. Ma torneremo a viaggiare. E non solo con la mente e con i sogni come stiamo facendo oggi per non dimenticarci quanto è bello scoprire il mondo. Quello lontano a noi, ma anche quello più vicino.

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