Servirà un patentino di vaccinazione per tornare a viaggiare?

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiIn piena seconda ondata e alle porte delle vacanze di Natale, il pensiero di non poter viaggiare come una volta per le feste di fine anno mette in angoscia tanti viaggiatori. Che si chiedono in queste ore come si tornerà a viaggiare.

Servirà davvero un patentino di vaccinazione per prendere un volo o per evitare una quarantena arrivati a destinazione? Ancora nulla è certo, anche perché ancora non si sa con certezza quando inizierà la campagna vaccinale in Italia (mentre oggi, 8 dicembre, la Gran Bretagna ha dato il via ai vaccini per il personale sanitario e gli over 80).

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Foto di Element5 Digital su Unsplash

Il patentino per chi si vaccinerà per il Coronavirus

Domenico Arcuri, commissario all’emergenza, un paio di settimane fa ha annunciato che potrebbe arrivare una specie di patentino per chi si sottoporrà al vaccino anti Covid-19. Il Ministero della Salute stabilirà il contenuto del certificato di vaccinazione, che si appoggerà su una piattaforma informatica, in fase di ideazione, che consentirà di verificare la somministrazione del vaccino sulla popolazione. E per sapere chi lo ha fatto e dove.
Il registro sarà gestito dall’Aifa, l’Agenzia del farmaco, per servire anche a monitorare eventuali effetti collaterali. Con un test sierologico a distanza si potrà anche valutare se gli anticorpi si sono sviluppati.
Il patentino rilasciato potrebbe servire per spostarsi in Italia e all’estero.

L’idea di un patentino utile ad esempio per poter viaggiare liberamente senza limitazioni sarebbe una delle idee al vaglio del ministero della Salute e di Roberto Speranza. C’è chi sottolinea che potrebbe diventare un modo per aggirare il problema di rendere obbligatorio il vaccino, lasciando il libero arbitrio agli italiani sulla sua somministrazione. Ponendo però delle forti restrizioni, come quelle che riguardano i viaggi, si eviterebbe un ostacolo molto importante. Mentre i costituzionalisti italiani sottolineano che l’obbligatorietà potrebbe essere possibile solo se venisse introdotta una legge a tal proposito. Un Dpcm non potrebbe mai proporre un’imposizione di questo tipo.

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Foto di Sebastián León Prado su Unsplash

Il passaporto che certifichi la salute dei passeggeri

Un certificato che certifichi l’avvenuta vaccinazione o lo stato di salute dei passeggeri è al vaglio anche dell‘International Air Transport Association (IATA). 
Lo IATA Travel Pass funzionerebbe come passaporto riconosciuto in tutto il mondo per poter viaggiare nell’era post Covid-19, garantendo la sicurezza di tutti.
Il pass sanitario digitale vuole essere un modo per ritornare a muoversi tra nazioni. E anche all’interno dei paesi stessi. Nel dettaglio il passaporto include quattro moduli:

  • Registro globale dei requisiti sanitari, per permettere ai passeggeri di trovare informazioni sui viaggi, anche quali vaccini potrebbero servire. O a quali test ci si deve sottoporre prima di partire o al momento dell’atterraggio.
  • Registro globale dei centri di test e vaccinazione, così da andare a colpo sicuro individuando le strutture che rispettano gli standard richiesti.
  • App Lab, per condividere certificati di test e vaccinazione tra laboratori e passeggeri.
  • Contactless Travel App, per avere un passaporto digitale, ricevere certificati, controllare che siano adeguati, condividerli con compagnie aeree e autorità.

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Foto di Mesut Kaya su Unsplash

Niente vaccino? Niente aereo. Le proposte delle compagnie aeree

Anche alcune compagnie aeree stanno pensando a procedure analoghe per prenotare i prossimi voli a bordo dei loro velivoli.
La Qantas ha annunciato che prima di salire a bordo degli aerei per andare in Australia non basterebbe presentare solo il normale passaporto e il visto. Ma anche il pass sanitario, un certificato che attesti l’avvenuta vaccinazione contro il coronavirus.

Alan Joyce, ad di Qantas, in un’intervista a Channel Nine ha spiegato che tutti i viaggiatori internazionali in partenza dovranno aver fatto il vaccino per volare con la compagnia australiana. Le condizioni generali di trasporto saranno cambiate quando il vaccino sarà finalmente disponibile. Chi acquista un biglietto aereo con la Qantas dovrà esibire anche un certificato, anche tramite app, di avvenuta vaccinazione.
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il ministro australiano della Salute Greg Hunt, che ha sottolineato che per entrare nel paese la vaccinazione sarà fondamentale, in alternativa alla quarantena di due settimane.

Altre compagnie aeree, invece, sperano di tornare a viaggiare regolarmente prima della diffusione di massa del vaccino. Come Ryanair e Lufthansa. Secondo Michael O’Leary, ad della compagnia low cost irlandese, questo violerebbe la libertà di circolazione che le normative comunitarie prevedono all’interno della UE.

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