Turismo sostenibile e luoghi da vedere che meritano di essere diffusi

Condividi su:
  • 9
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    9
    Shares

Italians do it better. Si è soliti dirlo, ma non sempre crediamo sia vero. Perché siamo convinti che tutte le cose migliori che vengono inventate nel mondo siano di origine straniera. E invece noi italiani abbiamo una marcia in più. Soprattutto quando si parla di cultura, di turismo, di viaggi, di storia.
Lo sapevi che il turismo diffuso è nato proprio in Italia? E che sono tanti i progetti e le idee per rendere il concetto di vacanza il più sostenibile possibile? Non solo a parole, ma anche e soprattutto nei fatti. Fatti che vogliamo raccontarti perché meritano di essere... diffusi, per l'appunto.

Vespa rossa parcheggiata in una strada italiana

Photo by Vincent Versluis on Unsplash

Italia e turismo, storia di amore e odio.

Tutto il mondo ama l'Italia. L'italiano è una delle lingue più apprezzate. Così come lo è il nostro cibo. L'accoglienza è sempre stata il nostro punto di forza, solo che a volte ce ne dimentichiamo, e lo è sempre stato anche il turismo. Il bel paese, quello decantato da grandi poeti e pittori italiani e stranieri, sembra nato per accogliere turisti. Con le sue bellezze naturali, la sua cultura, la sua storia, la sua passione per il cibo, la sua lingua, il suo calore.
Il problema, perché un problema c'è, è che noi italiani spesso diamo per scontato quello che abbiamo. E non lo valorizziamo appieno. Capita anche con il turismo, che dovrebbe essere una delle voci più importanti per lo sviluppo del nostro paese ed invece non è tra le priorità di chi ci governa. Non c'è un Ministero del Turismo. È stato accorpato a quello dei Beni Culturali. Quando invece avrebbe bisogno di tutti gli sforzi possibili e immaginabili di una persona competente e all'altezza per far rifiorire il bel paese.
Per fortuna che, quando il governo centrale è carente, ci pensano i singoli a trovare la soluzione. Con idee brillanti, utili per poter promuovere quanto di bello abbiamo in Italia.

Turismo diffuso, che cos'è?

Il turismo diffuso o, meglio, l'albergo diffuso viene definito come "un'impresa ricettiva alberghiera situata in un unico centro abitato, formata da più stabili vicini fra loro, con gestione unitaria e in grado di fornire servizi di standard alberghiero a tutti gli ospiti". In pratica, si mettono insieme più persone e più strutture che fanno parte magari del centro storico di un borgo medievale o di una città di mare, per poter creare una proposta unitaria che non solo faccia sentire a suo agio i viaggiatori, ma che sia anche in grado di valorizzare il territorio. Magari con un approccio sostenibile.

È nato dopo il terremoto.

E sapete dove è nato questo nuovo concetto di vacanza? In Carnia, nel Friuli Venezia Giulia, dopo il terremoto del 6 maggio del 1976. I friulani si rimboccarono le maniche e, per valorizzare le case che pian piano rifiorivano, si pensò bene di creare una nuova forma di esperienza per i turisti.
Una scelta ideale per i piccoli centri, magari quelli che nel corso degli anni si sono spopolati lentamente, lasciando solo gli anziani a guardia di un pezzo di storia che stava per scolorirsi. Ma che grazie alle idee imprenditoriali anche di molti giovani è tornato a rivivere. Per offrire ai viaggiatori esperienze davvero immersive nella cultura del luogo che stanno visitando. E magari anche rispettose dell'ambiente.

Città di Matera, scorcio del centro storico

Photo by Luca Micheli on Unsplash

Matera è uno degli esempi di alberghi diffusi ecosostenibili di successo.

Capitale Europea della Cultura 2019, Matera è una perla che tutti il mondo ci invidia. Il progetto Sextantio “Le Grotte della Civita” nasce proprio nel cuore dei Sassi di Matera. 18 grotte recuperate e restaurate per accogliere i turisti che rimangono affascinati dalla città senza tempo, sfondo anche di famosi film, come La Passione di Cristo di Mel Gibson. Un recupero nel pieno rispetto del patrimonio culturale locale, per creare un'accoglienza dei turisti unica al mondo.
Ma Matera è solo uno degli esempi più famosi di alberghi diffusi in Italia. L'Associazione nazionale che li raggruppa ha in programma per il prossimo 7 maggio 2019 a Termoli un raduno internazionale per raccontare al mondo un'esperienza che potrebbe diventare un modello da replicare. Perché in grado di valorizzare quello che già abbiamo, migliorandolo ed esaltandolo, strizzando anche un occhio all'ambiente.

Turismo sostenibile.

Perché è anche e soprattutto sulla sostenibilità che dobbiamo puntare per la valorizzazione di ogni angolo di questo splendido paese che si chiama Italia. Ed è proprio quello il punto di forza su cui ci dovremmo battere. Non resort a mille stelle, esperienze lontane anni luce dalla nostra tradizione. Queste cose non ci appartengono e alla lunga fanno solo male al turismo italiano. Oltre che al territorio.

Le leggi del turismo sostenibile.

La Legge di Bilancio 2019 non prevede quasi nulla in questo senso. Ed è una grave mancanza, perché sarebbe ora che Roma si desse una mossa (recentemente è stato firmato un accordo tra Cina e Italia per lo sviluppo di accordi turistici con il paese asiatico, ma ancora niente di chiaro). Per fortuna non mancano realtà locali che accolgono pienamente gli obiettivi dell'Agenda 2030 legati anche a turismo ed economia sostenibili.

Lungomare di Procida

Photo by Erwin Doorn on Unsplash

Procida, esempio virtuoso di turismo sostenibile anche per la CNN.

La tv americana CNN ha regalato all'isola di Procida un lungo reportage in cui si esaltano le strade intraprese dall'amministrazione per trasformare il turismo. E renderlo a misura di luogo, d'uomo e d'ambiente.

Poco più di 2,5 miglia quadrate, avvolte da falesie vertiginose: una piccola isola rimasta incontaminata per secoli, dove i traghetti arrivano in un porto affollato di gozzi e pescherecci, piuttosto che di yacht di lusso, e su cui affacciano edifici coloratissimi.
(CNN)

Un racconto quasi romantico di quello che è Procida. E che, in realtà, potrebbe essere applicato anche a moltissimi altri borghi marini italiani. La CNN, però, celebra Procida non solo per la sua bellezza innata e la scelta di esaltare le tradizioni locali. Ma anche per la svolta sostenibile dell'isola senza tempo. La rivoluzione elettrica, con un'esplosione dell'uso delle bici elettriche, ha risolto non pochi problemi di viabilità. Nel rispetto dell'ambiente, per preservare la natura e proporre un'esperienza di vacanza più slow.

Il caso Puglia: lusso o natura?

In Puglia Flavio Briatore voleva portare un'esperienza di lusso. I pugliesi sono insorti. Secondo loro non avrebbe dato nulla di più al territorio, lo avrebbe snaturato. L'imprenditore si è scagliato contro gli italiani che pensano solo al "turismo delle ciabatte", che non dà niente al territorio, mentre gli hotel di lusso portano soldi.
Ma con i soldi, e senza un'identità che rappresenta l'anima del territorio, si rischia di svendere la bella Italia.
Addio Twiga di Briatore a Otranto. L'imprenditore però ha ragione quando parla di mancanza di infrastrutture e di risorse destinate al turismo. Anche se la sua concezione di vacanza è distante anni luce da quella che potrebbe aiutare l'Italia a riprendersi.

Valsugana, certificazione della destinazione: primo caso in Europa.

E intanto l'azienda per il turismo Valsugana Lagorai si fa promotrice di un percorso di certificazione della destinazione seguendo i criteri GSTC delle Nazioni Unite. Stiamo parlando di un processo partecipativo che permetterà al territorio di ottenere un riconoscimento unico: potrà essere la prima destinazione certificata in Europa, con modelli che mettono al centro la comunità. E che parlano di esempi positivi di eccellenza Made in Italy.

L'obiettivo della certificazione per il turismo sostenibile non è solo quello di avere un marchio voluto dall'Organizzazione mondiale del Turismo ma soprattutto quello di insistere sulla cultura del turismo dove tutti: residenti, operatori e parte pubblica si adoperano per creare sistema e per uno sviluppo turistico come futuro per la nostra Valsugana.

Così il presidente Denis Pasqualin ha spiegato il progetto alla Green Week, il festival della Green Economy di Trento.

Photo by Massimo Virgilio on Unsplash

La Sardegna sostenibile.

La Sardegna è patria di Briatore e del suo Billionaire.
Ma nella stessa regione, Cogne e Villasimius sono accomunate da un riconoscimento importante: la certificazione 2019 Sustainable Top 100 Destination Awards. L'isola è stata premiata perché il suo mare sposa pienamente i principi di un turismo sostenibile. Là dove non arriva il governo centrale, arrivano, per fortuna, le realtà locali.

Addio resort tutti anonimi che non rispecchiano le culture locali, ma che sembrano un copia e incolla in giro per il mondo. Benvenuto nuovo turismo sostenibile, che non toglie nulla all'esperienza di viaggio, ma anzi, la arricchisce. Nel rispetto di tutto e di tutti. Con lentezza e con calma. Perché le cose belle si scoprono così, piano piano.

Altro dall'autore:


Condividi su:
  • 9
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    9
    Shares

About Author

Redazione i404
Redazione i404

i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Top