Bonus vacanze 2020, non per tutti. A chi spetta e come funziona

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Vacanze 2020, vacanze in Italia.
Il governo Conte ci prova a rilanciare il turismo in Italia nell’estate post Covid. Turismo che sta soffrendo molto.
E così offre agli italiani il Bonus vacanze 2020, di massimo 500 euro. A patto di rimanere nel bel paese.
A chi spetta? Come funziona per chi lo richiede e per le strutture ricettive che aderiscono all’iniziativa?
Tra ISEE, domanda online o su app, richieste online, requisiti e strutture aderenti, ecco tutto quello che dovete sapere.

bonus vacanze 2020

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Bonus vacanze 2020, come funziona.

Dal primo luglio 2020 scatta il Bonus vacanze, l’incentivo dedicato ai nuclei famigliari con reddito Isee inferiore ai 40mila euro.
L’incentivo, come previsto dal Decreto Rilancio  (art. 176 del DL n. 34 del 19 maggio 2020) , si potrà usare per vacanze in tutta Italia e potrà essere usato per pagare servizi offerti nel bel paese da imprese turistico-ricettive, alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast.
Il bonus avrà un tetto massimo di 500 euro e si potrà usare l’80% sotto forma di sconto per il pagamento dell’alloggio o del servizio turistico prenotato. Mentre il 20% sarà da usare come detrazione in fase di dichiarazione dei redditi.

Il bonus si potrà usare dal primo luglio al 31 dicembre 2020, su tutto il territorio nazionale. Per le famiglie composte da almeno 3 persone il bonus potrà essere al massimo di 500 euro, che scende a 300 in caso di famiglie composte da due membri e a 150 euro in casa di famiglia con una sola persona.
Le spese, per essere rimborsate dall’incentivo, devono essere sostenute in un’unica soluzione, in una sola struttura ricettiva. E bisogna avere una fattura, uno scontrino, una ricevuta fiscale, un documento commerciale, con sopra scritto il codice fiscale di chi usufruisce dell’agevolazione.

bonus vacanze covid-19

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Requisiti, ISEE e domanda.

Il Bonus vacanze può essere richiedo da nuclei famigliari con ISEE fino a 40mila euro.
Per chiedere l’ISEE bisogna vere la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU), che comprende dati anagrafici, reddituali e patrimoniali di ogni nucleo famigliare La validità di questo documento va dal momento della presentazione e fino al 31 dicembre seguente.
Il bonus sarà erogato in base al numero di componenti del nucleo famigliare.

La domanda potrà essere presentata solo in forma digitale. Un componente del nucleo famigliare deve essere in possesso di un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE 3.0 (Carta d’Identita Elettonica) per poter richiedere il bonus. Il bonus può essere utilizzato anche da un componente del nucleo famigliare che non è la persona che lo ha richiesto.

Come richiederlo online.

Come si richiede il bonus vacanze 2020?
Il cliente deve scaricare IO Italia, app dei servizi disponibili. Una volta installata l’applicazione sul telefonino ed entrati nell’app tramite identità digitale Spid o Carta d’Identità Elettronica, dal primo luglio al 31 dicembre si può chiedere il bonus. A patto di avere i requisiti necessari per beneficiare del bonus.
Se si è idonei, si riceve un codice univoco e un Qr-code da usare per utilizzare il bonus.

È importante avere sempre con sé, al momento dell’arrivo nella struttura scelta, l’applicazione sullo smartphone. Non c’è niente di stampato. Sarà tutto dimostrabile tramite app. Al momento del pagamento nella struttura aderente, si dovrà presentare la richiesta dell’incentivo.

bonus vacanze 2020 strutture

Photo by Karsten Würth on Unsplash

Strutture aderenti che accettano il Bonus vacanze.

Le strutture aderenti dovranno informare i propri clienti riguardo la possibilità di usufruire dell’incentivo. E devono emettere fattura o altro documento che attesti l’avvenuto pagamento del servizio erogato.
Gli albergatori non dovranno far nient’altro. Al momento del pagamento, dovranno chiedere al cliente di visualizzare la richiesta del bonus.
Il Bonus vacanze sarà rimborsato alle strutture sotto forma di credito di imposta che si potrà utilizzare “senza limiti di importo in compensazione mediante il modello F24, ovvero cedibile anche a istituti di credito. La risoluzione n. 33 del 25 giugno 2020 ha istituito il codice tributo (6915) che deve essere inserito nel modello F24 per poter sfruttare il credito.

Nel modello F24 deve essere segnato il campo “importi a credito compensati”, in caso di compensazione del credito di imposta, oppure “importi a debito versati” nel caso in cui l’agevolazione dovesse essere riversata.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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