A cosa serve la geografia? A scoprire il mondo e imparare il rispetto per altre culture

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minutiL’importanza dello studio della geografia a scuola è spesso molto sottovalutato. In Italia si impara poco e male. Perché le ore dedicate alla materia alla scuola primaria e alla scuola secondaria di primo grado sono risicate. Mentre alle superiori ridotte proprio all’osso.
Eppure dovrebbe essere fondamentale nella crescita di ogni ragazzo conoscere il mondo.

Sai perché si studia la geografia a scuola o, meglio, perché si dovrebbe studiare di più? Perché ci consente di aprirci al mondo, conoscere nuove culture e imparare il rispetto per gli altri.

A cosa serve la geografia

Non sempre la geografia è una materia amata da bambini e da ragazzi. Forse perché troppo nozionistica e didascalica o forse perché gli insegnanti non sempre sanno come far appassionare i loro studenti.
Imparare a memoria i nomi di fiumi, montagne, laghi, conoscere il numero di abitante capitale per capitare, senza ampliare il discorso e far comprendere perché la materia potrebbe servire ai più giovani, al di là di interrogazioni e compiti in classe, è inutile anche agli occhi degli adulti.
Compito degli insegnanti e dei divulgatori dovrebbe essere quello di appassionare i giovani, con un racconto, uno storytelling della geografia. Non solo informazioni da imprimere nella mente, ma anche strumenti per comprendere tutto quello che riguarda la geografia.

Foto di Ghinzo da Pixabay

Giacomo Corna Pellegrini, geografo italiano tra i più importanti, nel 2004 spiegava che la geografia «rappresenta un’essenziale conoscenza dell’ambiente esterno, cui nessun uomo può rinunciare. Tutto ciò che circonda l’uomo, vicino a lui o comunque sulla Terra, fa parte della sua vita: conoscerlo, capirne il senso, le origini e le possibilità d’incidenza sulle vicende d’ogni giorno è esperienza preziosa per vivere meglio».
Questo il motivo per cui dovremmo amare la geografia.

La storia non è che la geografia nel tempo, così come la geografia non è che la storia nello spazio.
(Elisée Reclus)

Come andrebbe affrontata a scuola?

Per poter apprezzare la materia l’approccio deve cambiare. A partire da come la materia viene presentata ai ragazzi, per farli appassionare coinvolgendo i loro sensi in un percorso che li porterà a esplorare ogni angolo del pianeta.

  • La geografia non deve essere una serie di nozioni e di elenchi da imparare a memoria. Deve essere lezione dopo lezione una scoperta di quanto è diverso e bello il mondo. Un pianeta tutto da studiare per comprenderlo.
  • La geografia deve essere una materia volta a far comprendere i fenomeni che hanno portato alla formazione della Terra come la conosciamo oggi. Per capire da dove arriviamo e dove stiamo andando.
  • La geografia deve incuriosire. Sapere a memoria i fiumi del mondo non serve a niente se non siamo curiosi di seguirne il percorso, vedere come l’acqua che scorre modifica i paesaggi e comprendere come l’uomo deve essere grado al corso d’acqua per le attività che può fare.
  • La geografia deve farci viaggiare sulla mappa. E con la fantasia, per cercare il bello del mondo, scoprire nuove culture e imparare che le diversità ci arricchiscono.
  • La geografia è tutta intorno a noi. Basta uscire o guardare fuori dalla finestra per vederla.
  • La geografia ci fa capire che siamo tutti cittadini del mondo. E dobbiamo rispettarci come simili, anche se siamo tanto diversi. Ma è proprio quello che ci rende ricchi.

La carta geografica, insomma, anche se statica, presuppone un’idea narrativa, è concepita in funzione d’un itinerario, è un’Odissea.
(Italo Calvino)

mi piace la geografia
Foto di Sasin Tipchai da Pixabay

La geografia ci aiuta a viaggiare

Prima con la mente, conoscendo angoli remoti del mondo. E poi realmente, andando alla scoperta di quei luoghi studiati nei libri di scuola e che magari ci hanno particolarmente incuriosito.

Studiare geografia a scuola è fondamentale. Ma ce ne rendiamo conto solo da adulti.

Da ragazzo sognavo sugli atlanti. Vi immaginavo viaggi e avventure… Questa è forse la ragione per cui da adulto ho deciso di visitare tutti i luoghi il cui nome aveva un tempo colpito la mia immaginazione, come Samarcanda o Tumbuctou, il fortino di Alamo o il Rio delle Amazzoni, e mi mancano ancora solo Mompracem e Casablanca.
(Umberto Eco)

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