Tratta di esseri umani, in Italia 2.000 vittime ignorate

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30 luglio, Giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani.
Il fenomeno è purtroppo ancora presente, in tutto il mondo.
Anche in Italia. Nel 2019 più di 2.000 le vittime. E 161 erano minori. Quante sono però le storie che purtroppo non emergono?
Persone dimenticate, non considerate, vittime due volte di una società che tende a non considerare gli ultimi della Terra, gli invisibili.

Giornata Mondiale contro la tratta di esseri umani.

Il 30 luglio è la Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani. Uomini, donne e bambini vittime della privazione dei diritti fondamentali di ogni essere umano. Persone private della loro dignità, sfruttate, costrette ai lavori forzati e allo sfruttamento sessuale.
La giornata è stata indetta solo recentemente, nel 2013 con la Risoluzione A/RES/68/192 dell’Assemblea Generale dell’ONU. Scopo della giornata è sensibilizzare la comunità internazionale sulle condizioni di vita delle vittime. E per promuovere azioni volte a difendere i loro diritti dimenticati.
La tratta di persone è un crimine aberrante, che purtroppo esiste ancora in tutto il mondo. Paesi industrializzati compresi.

Nel 2003 la Convenzione delle Nazioni Unite contro crimine transnazionale organizzato è entrata in vigore insieme al Protocollo aggiuntivo per prevenire, sopprimere e punire la tratta di persone, specialmente donne e bambini. Un documento che si impegna a prevenire e lottare contro questa piaga, a proteggere le vittime e permettere la cooperazione tra paesi.
Tre anni dopo è stato adottato anche il Piano d’azione globale per combattere la tratta di persone, al fine di incentivare lo sviluppo e rafforzare la sicurezza a livello globale.

Esseri umani diritti

Photo by Ahmed Hasan on Unsplash

La tratta degli esseri umani in Italia e nel mondo.

La tratta di esseri umani nel mondo potrebbe coinvolgere fino a 40 milioni di persone. Secondo un recente rapporto sul traffico di esseri umani, 1 su 4 sarebbe minorenne (10 milioni) e 1 su 20 avrebbe meno di 8 anni, mentre il 71% del totale sarebbe formato da donne e bambine.
Ogni anno milioni di persone diventano schiave, vittime dei trafficanti di vite umane, private di ogni fondamentale diritto. Spesso questa forma di schiavitù è provocata da povertà, violenze famigliari, emarginazione, mancato accesso all’istruzione, ma anche conflitti, crisi umanitarie e crisi climatiche, che spingono le persone a lasciare le proprie case per sopravvivere e sperare in un futuro migliore. Finendo però nelle mani di persone prive di scrupoli che li sfruttano.

Secondo quanto riportato da Save the Children alla vigilia della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani, in Italia 2033 persone sono in carico al sistema anti-tratta. L’86% è formato da donne e ragazze. 16 i minori, il 7,9% del totale. Il 95% dei minori è rappresentato da bambine e ragazze. Senza considerare il sommerso.
Il rapporto “Piccoli schiavi invisibili” ci mostra che anche in Italia lo sfruttamento di uomini, donne e minori non è un fenomeno ancora sconfitto.
L’emergenza Coronavirus, secondo quanto riportato dalla Onlus, avrebbe ancora di più aggravato la situazione. Isolando le vittime, rendendole più vulnerabili e impedendo a volontari e autorità di intervenire per tendere loro una mano e farli uscire da un tunnel dal quale spesso non è facile uscire da soli.

Le forme più comuni di sfruttamento.

Lo stesso rapporto svela quali sono le forme più comuni di sfruttamento. Quello sessuale, che vede protagoniste soprattutto donne e ragazze, rappresenta l’84.55%. Con il lockdown si sono moltiplicati i crimini compiuti via web. E si sono  ridotte le possibilità per le vittime di chiedere aiuto.
Ma si parla anche di lavoro minorile, con 243 casi accertati nel 2019. La maggior parte nel settore terziario (210), in particolare alloggio e ristorazione (142) o commercio (36).

Il rapporto svela dati che sono solo la punta dell’iceberg. Quello che vediamo e scopriamo. Ma quante storie di sfruttamento continuano a consumarsi lontano dai nostri occhi e dalla nostra considerazione?

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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