Meno studenti universitari in Italia: dopo gli anni difficili del Covid, diminuiscono le iscrizioni

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

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studenti universitari in Italia
Foto di Wokandapix da Pixabay

I dati sono ancora parziali. Probabilmente a luglio conosceremo il vero quadro della situazione dei nuovi studenti universitari in Italia. Ma da quello che emerge da una prima analisi delle iscrizioni al primo anno dell’anagrafe presso il ministero dell’Università, i ragazzi italiani immatricolati negli atenei del bel paese sono diminuiti del 3%.

Se nel 2020, primo anno della grande pandemia che ancora non permette di vedere una via d’uscita, avevamo assistito a un incremento del 5% delle nuove immatricolazioni a un corso di laurea rispetto al 2019, nel 2021 si fa marcia indietro.
Unica nota positiva finora rilevata è l’aumento di iscrizioni di studentesse alle facoltà STEM.

Diminuiscono i nuovi studenti universitari in Italia

Come sottolineato, i dati del 2021 sono ancora parziali, ma gli esperti individuano un trend da non sottovalutare nel nostro paese. Mancherebbero infatti 10mila nuove matricole, con un calo al momento del 3% rispetto all’anno precedente.

Nel 2020, nonostante tutto il caos provocato dal coronavirus e dalle lezioni a distanza, i nuovi iscritti a un corso di laurea sono stati 330.898, su 463mila diplomati alla Maturità. Il 5% in più rispetto al 2019 (313.141 matricole). A inizio gennaio 2021 le Università parlavano già di 317.282 matricole, dati non troppo distanti da quelli poi risultati definitivi.
A un anno di distanza, però, le iscrizioni risultano essere solamente 306.763 su 469 mila studenti che a luglio si sono diplomati, secondo quanto emerso da un’elaborazione dei dati fatta dall’Ufficio di statistica del ministero e che a luglio saranno definitivi.

laurea
Photo by RUT MIIT on Unsplash

L’Italia è il fanalino di coda in Europa per iscritti all’Università

Maria Cristina Messa, Ministro dell’università e della ricerca, spiega che questi dati parziali «fotografano una sostanziale tenuta delle immatricolazioni in relazione anche al fattore straordinario della pandemia», anche se siamo ancora ultimi per numero di iscritti e laureti nel vecchio continente.
Il problema è maggiore nelle Isole, con una diminuzione del 7%, e nel centro Italia, con un calo del 4%.
Dal 2014 avevamo assistito a un trend in lento aumento per quello che riguarda le nuove immatricolazioni. Ma le iscrizioni per l’anno accademico 2021/2022 potrebbero fermare questo tentativo di colmare il gap con gli altri paesi europei. Secondo il ministro servono riforme e interventi per garantire il diritto allo studio di tutti e per rendere più accessibili le facoltà a tutti gli studenti.

«Questi dati possono essere utili come base per valutare, nei prossimi anni, gli effetti degli investimenti che stiamo facendo, in particolare grazie al Pnrr, che consentiranno di dare nuova forza al diritto allo studio, con l’aumento di borse e residenze universitarie, oltre che grazie alla riforma del percorso universitario, sempre più interdisciplinare, e ad un nuovo modello di orientamento, più attento al benessere psicologico degli studenti, che li accompagni durante la carriera scolastica, accademica e lavorativa».

studenti universitari
Photo by Mikael Kristenson on Unsplash

Cresce il numero di studentesse nelle facoltà STEM

Una buona notizia però emerge da questi dati parziali. Le immatricolazioni di studentesse nelle facoltà STEM sono in crescita rispetto al passato. Se matematica e fisica perdono il 5% delle iscrizioni, crescono ingegneria, con un incremento del 4,81% tra gli studenti e il 3,37% tra le studentesse, e informatica, con un incremento totale del 5,33% di studenti complessivi e un boom di più 16,36% di ragazze iscritte.

Le studentesse sono però ancora un sesto dei colleghi maschi. Ancora poche, ma qualcosa si sta muovendo, soprattutto se si guardano i dati dei corsi di laurea in informatica. Un segnale fondamentale da non sottovalutare e sul quale puntare. Anche in vista di possibili riforme necessarie a tutto il comparto affinché il diritto allo studio sia garantito sempre e in ogni condizione.

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