Le lauree che ti fanno guadagnare di più. A patto di trovare lavoro

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

laureati
Photo by Suad Kamardeen on Unsplash

Lo stipendio dei laureati è più alto se il titolo di studio viene preso in determinati settori, che equivalgono alle occupazioni più ricercate e meglio pagate al momento. A patto di trovarlo in tempi brevi un impiego in linea con il percorso accademico che si è svolto.

AlmaLaurea ha condotto un sondaggio che potrebbe tornare utile a tutti coloro che in questi giorni sono indecisi sulla strada universitaria da prendere.

Laurea in tasca, facoltà scientifiche VS umanistiche

L’ultimo rapporto di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati ci svela che a 5 anni dalla laurea, conseguita intorno ai 27,8 anni di media, i laureati in lettere fanno fatica a trovare lavoro, ma lo stipendio è migliore.
Gli informatici trovano lavorano prima e guadagnano meglio di chi si laurea in lettere. Ma a stare peggio forse sono i laureati in psicologia, professione che non dovrebbe conoscere crisi, ma che invece attraverso un momento non proprio brillante.
Chi finisce il percorso di studi in una facoltà umanistica infatti prende in media 1.335 euro netti al mese contro 1.167 euro di chi invece è laureato in psicologia.

Basso il tasso di occupazione dei laureati in Giurisprudenza, che a 5 anni dalla laurea si attesta intorno al 79.7%. Gli stipendi sono 1.468 euro al mese, in linea con gli architetti, che però hanno un tasso di lavoro più alto (89.8%).

A guadagnare di più, però, sono gli informatici, con un tasso di occupazione pari al 97,1% e stipendi da 1.833 euro. A seguire tra le lauree “più redditizie” troviamo quelle discusse dagli ingegneri industriali e dell’informazione (tasso di occupazione pari al 96,4% e 1.825 euro di stipendio netto medio mensile).

ragazza laureata

Photo by MD Duran on Unsplash

Subito dopo la laurea in informatica e ingegneria industriale, abbiamo quella in economia. A 5 anni dal titolo di studio ha un tasso di occupazione del 91.5% e stipendi pari a 1.626 euro al mese.
Va meglio agli studenti di medicina e infermeria. Il tasso di occupazione a 5 anni dal titolo è pari al 93.4% e lo stipendio medio è di 1.788 euro. Nel campo della salute sono soprattutto le donne a prevalere, anche se la disparità salariale è ancora un gap da superare.

Disparità tra ragazze e ragazzi

Secondo i dati di AlmaLaurea, un ragazzo laureato in Economia guadagna di più di una ragazza che ha conseguito il titolo in ingegneria industriale o dell’informazione, che invece in media dovrebbe pagare di più (1.746 euro contro rispettivamente 1.716 euro e 1.623 euro). Mentre in ambito medico, dove le donne sono di più rispetto agli uomini, gli stipendi hanno un divario notevole: 1.677 euro contro 2.018. E ancora: un laureato in lettere guadagna più di una ragazza che ha preso un titolo in Giurisprudenza o in Architettura (1.407 euro contro rispettivamente 1.394 euro e 1.364 euro).
A conferma che la disparità di genere tra i banchi di scuola e nel mondo del lavoro non è una favoletta, ma purtroppo una dura realtà contro la quale ogni studentessa e ogni lavoratrice si scontra ogni giorno.

Photo by Seyi Ariyo on Unsplash

Svantaggiati anche gli studenti del Sud o di famiglie a basso reddito

Non solo le donne sono svantaggiate, ma anche chi è originario delle Regioni meridionali del paese o proviene da famiglie con redditi più bassi. La pandemia ha colpito in particolare questi soggetti.
La situazione peggiora per il sesso femminile, visto che gli uomini hanno una probabilità più alta del 17.8% di trovare lavoro a un anno della laurea. O per chi risiede al Sud. Al Nord, infatti, gli studenti hanno il 30,8% di probabilità in più. Per quello che riguarda le famiglie di provenienza, tra i laureati ci sono tantissimi giovani che dal punto di vista socio-culturale ed economico partono già più avvantaggiati.
Senza dimenticare che oggi il numero di laureati è il secondo più basso di tutta Europa, dietro solo alla Romania, che però ha dati in aumento. Ivano Dionigi, presidente di AlmaLaurea, sottolinea che probabilmente tra qualche anno saremo noi gli ultimi.
«L’ascensore sociale si è bloccato, e non da quest’anno. Siamo un paese ad alto tasso ereditario, con punte medievali. Emerge la necessità dell’orientamento e del diritto allo studio, che vuol dire vitto, alloggio, docenti qualificati», conclude il presidente di AlmaLaurea.

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