Mascherine cucite a mano. Spesa per i più bisognosi. Raccolte fondi. La solidarietà non si ferma

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Dobbiamo stare a casa. Ma non siamo soli. Siamo una comunità. Un intero paese unito a fronteggiare un nemico invisibile che contagio dopo contagio mette paura.
Abbiamo i mezzi per combatterlo. Dobbiamo aiutare i medici facendo la nostra parte.
E dimostrando che nessuno verrà lasciato indietro.
La gara di solidarietà ai tempi del Coronavirus si traduce con tante bellissime iniziative che dovrebbero renderci orgogliosi, giorno dopo giorno, di essere italiani.

Solidarietà ai tempi del Coronavirus

Photo by Georgy Rudakov on Unsplash

Raccolte fondi per aiutare gli ospedali italiani.

Gli ospedali italiani hanno bisogno d’aiuto. Non è il tempo delle polemiche per i tagli fatti negli anni alla Sanità che hanno ridotto le capacità delle strutture sanitarie nel nostro paese. Possiamo rimandarlo a dopo l’emergenza. Ora è tempo di agire. Affidandosi solo a raccolte e crowdfunding sicuri. Diffidate da tutti gli altri. Perché purtroppo le fake news corrono veloci anche tra i tanti progetti nobili di solidarietà.
Ogni Regione ha attivato una raccolta fondi tramite IBAN dedicati per sostenere la sanità locale. Ognuno è chiamato a contribuire.
E anche la Croce Rossa Italia, presente in ogni regione d’Italia, ha fatto lo stesso. Per aiutarli ad aiutarci basta poco.
Specchio dei tempi ha dato vita a una campagna per “ridare speranza”. E raccogliere soldi da destinare agli ospedali italiani.

Influencer di solidarietà.

Sono molte le celebrities e i grandi nomi dello spettacolo e dello sport che danno finalmente il buon esempio.
The Ferragnez, alias Chiara Ferragni e Fedez, hanno dato vita a una raccolta fondi per aiutare gli ospedali italiani. Che ha raggiunto cifre inimmaginabili. La coppia ha donato 100mila euro per aumentare i posti letti in terapia intensiva all’Ospedale San Raffaele di Milano.
Giorgio Armani, stilista di moda, ha donato 1 milione e 250 mila euro agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele e Istituto dei Tumori di Milano, Spallanzani di Roma. E anche per aiutare la Protezione Civile in prima linea per l’emergenza Coronavirus.
Anche altri fashion brand hanno aiutato gli ospedali come Etro, Dolce&Gabbana, Bulgari.

Anche il mondo dello sport si sta mobilitando. Dopo il tira e molla per non fermare i campionati di calcio, anche le squadre hanno deciso di stare a casa. E di aiutare come possono. La Juventus, ad esempio, ha dato vita a una raccolta fondi per aiutare gli ospedali piemontesi.
Simone Zaza, attaccante del Torino, ha donato per aiutare gli ospedali lucani, sua terra d’origine. E lo stesso hanno fatto personaggi del mondo dello spettacolo, che diventano influencer di solidarietà. Come Arisa, che su Instagram invita a fare donazioni.

Vivere in una comunità

Photo by Dan Meyers on Unsplash

Mascherine cucite a mano da donare gratis.

Mancano le mascherine e c’è chi lavora tutta la notte per cucirle e donarle gratuitamente a chi ne ha bisogno.
Irene Coppola ha lanciato l’idea su Facebook. Le sue mascherine sono in pelle d’uovo, sterilizzabili e riutilizzabili se bollite. Come ai vecchi tempi, scrive lei.
Solo le mascherine con filtro sono efficaci al 100% contro il Coronavirus. Questi modelli e quelli usa e getta, però, possono aiutare. Ne ha già fabbricate mille.

E ispirate dal suo incessante lavoro notturno per confezionare tutte le mascherine che le sono state richieste, altre persone abili con ago e filo si sono messe al lavoro. Confrontandosi sul da farsi attraverso i social, dimostrando che possono essere più che utili se usati bene.

La solidarietà corre sui social.

Sempre sui social, tra le bufale e le fake news, possiamo trovare video tutorial per creare mascherine, per lavarsi correttamente le mani, per igienizzare casa. Così come strumenti utili per poter passare il tempo a casa. Da soli o con i bambini, con video tutorial utili e preziosi.
E non mancano aiuti dai professionisti del mondo digitale che mettono a disposizione le proprie capacità per aiutare, ad esempio, gli insegnanti italiani alle prese oggi con la smart school, una vera e propria novità per il nostro paese.
Aiutiamo la scuola è un portale dove tutti i docenti possono accedere per trovare risposte alle loro domande. E per permettere ai ragazzi di non rimanere indietro con la scuola. A titolo gratuito, una community di esperti e professionisti del mondo digitale ha deciso di dare il proprio contributo per l’emergenza. Informatici, consulenti, marketers, sviluppatori e creativi con un solo obiettivo: aiutare i nostri ragazzi a continuare l’attività didattica a casa.

Ed è recente l’avvio del progetto Covid19Italia Help, “un progetto per condividere informazioni e attivarsi a supporto dell’emergenza COVID19“. Si possono fare segnalazioni, partecipare, dare il proprio contributo, accedere alle fonti istituzionali dove reperire informazioni utili, scoprire le iniziative solidali.

Ognuno dà una mano come può.

Aiutare chi ha bisogno

Photo by Neil Thomas on Unsplash

Spesa online e a domicilio gratis per chi non può uscire.

All’indomani dell’annuncio di zone rosse in Italia e dell’allargamento delle restrizioni a tutto il territorio nazionale, si sono moltiplicate sui social le foto di iniziative che provenivano anche e soprattutto dal basso. Da ognuno di noi.
In molti condomini sono apparsi annunci, poi condivisi sui social, di ragazzi e ragazze, soprattutto, che si mettevano a disposizione degli anziani vicini che non avevano possibilità di andare a fare la spesa. E che magari non hanno figli e nipoti vicini per aiutarli. Il tutto gratuitamente, solo per sentirsi utili.
Anche molti servizi di spesa online hanno deciso di offrire soprattutto alle persone anziane la possibilità di acquistare beni di prima necessità poi recapitati direttamente a domicilio. Senza costi aggiuntivi.
In molti comuni si è attivata la Protezione Civile per aiutare gli anziani e chi è obbligato a stare a casa in isolamento o in quarantena.
La spesa online si può fare ancora sui grandi ecommerce. I corriere continuano a lavorare. Sperando che possano farlo con tutte le dovute precauzioni del caso.
Anche i farmaci vengono consegnati a casa in caso di bisogno.
E ci sono anche librerie che hanno attivato il servizio di vendita a distanza. Per non far morire la cultura.

A casa lontani, ma mai soli.

E c’è chi ha ideato un sito con 101 idee per restare a casa. Perché anche se non possiamo uscire e dobbiamo stare distanti, ci sono tante cose che possiamo fare. Anche per sentirci meno soli.

L’importante è essere luce vicendevole l’uno all’altro.
Hans Fritz Scholl

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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