Ricordi perché il primo maggio è la festa dei lavoratori?

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L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. Lo dice la Costituzione. Lavoro deve fare rima con dignità. Anche se sempre più spesso fa rima con sfruttamento, stipendi da fame, precariato.
E lo sanno bene i più giovani, che faticano a trovare lavoro. E a farsi, di conseguenza, una vita. Ma anche i più grandi, quegli over 50 per i quali non sembra più esserci posto nel mondo del lavoro. E nemmeno in quello dei pensionati. E sono costretti a vivere in una sorta di limbo.

Il primo maggio è la Festa dei lavoratori.

Ha ancora senso parlare di festa dei lavoratori?

E soprattutto, cosa è diventata? Solo una "scusa" per non andare al lavoro e magari partecipare a un concertone o per organizzare una gita fuori porta? Cosa è rimasto della vera Festa dei lavoratori?

Lavoratore anziano con barba bianca

Photo by Nicolas Hoizey on Unsplas

Perché il primo maggio è la Festa dei Lavoratori?

La Festa del lavoro o dei lavoratori si celebra in molti paesi del mondo in ricordo delle battaglie operaie. In particolare è nata per ricordare la lotta dei lavoratori per chiedere un orario di lavoro quotidiano di massimo 8 ore. Che in Italia è diventato legge con il RDL 692/1923.
Nel 1867 la prima legge che regolava l'orario quotidiano di lavoro è stata approvata nell'Illinois. E poi in tutta Europa si sono diffuse richieste analoghe, con manifestazioni e scioperi volti a ottenere un sacrosanto diritto, che oggi a noi sembra banale, ma che all'epoca non lo era.

La data è stata scelta per ricordare gli incidenti del 1886 a Chicago, in quella che è passata alla storia come rivolta di Haymarket. Durante uno sciopero, di fronte alla fabbrica McCormick, che produceva macchine agricole, la polizia sparò uccidendo due manifestanti.
Il 4 maggio venne organizzata una protesta nella piazza che ospitava il mercato delle macchine agricole. Il lancio di una bomba uccise sei poliziotti. La polizia rispose sparando sulla folla.
Il numero delle vittime non venne mai rivelato. E non si sa nemmeno da chi è partite la bomba. Seguirono denunce, arresti e anche impiccagioni di 5 persone, tra sindacalisti e anarchici.

Il presidente Grover Cleveland decise allora di istituire il primo maggio come giorno per ricordare questi episodi di violenza.
Ma avendo paura di fomentare così l'avanzata socialista, negli USA e in Canada si decide di istituire il Labour Day, da festeggiare il primo lunedì di settembre.

Veicolo in fiamme durante una protesta di piazza

Photo by Florian Olivo on Unsplash

Il primo maggio in Italia.

La Festa dei lavoratori in Italia è stata istituita nel 1890. Un anno dopo l'ufficializzazione dei socialisti alla Seconda Internazionale di Parigi. La rivista La Rivendicazione di Forlì nell'articolo "Per primo maggio" del 26 aprile 1890 descrive così la celebrazione:

Il primo maggio è come parola magica che corre di bocca in bocca, che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d'ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento.

E in queste parole è racchiuso il vero significato della Festa dei Lavoratori. Che fin dalle prime edizioni è sempre stata sinonimo di proteste di piazza delle classi operaie e non solo, per rivendicare i diritti sul luogo di lavoro.

Il fascismo cerca di appropriarsi di questa festa, togliendo ogni connotazione che non sia legata alla legge del Duce. Solo dopo la seconda guerra mondiale si potrà tornare al suo significato originale. Che oggi stiamo lentamente perdendo.
Da giornata di lotta, iniziata nel sangue e continuata con scioperi e manifestazioni, per rivendicazioni che ancora oggi ci toccano da vicino, a giornata di festa, di pace, di condivisione. Con i concerti del primo maggio. Istituiti per la prima volta nel 1990 dai sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, in collaborazione con il comune di Roma, e poi estesi anche ad altre città italiane. Ci si vuole avvicinare ai giovani, con manifestazioni ricche di musica che, però, rischiano di distrarre, di non rimanere sul punto, di non chiedersi perché il primo maggio è un giorno festivo.

Ragazza a un concerto di musica

Photo by David Calderón on Unsplash

Nel 2019 ha senso la festa dei lavoratori?

Forse dovremmo chiamarla Festa dei precari. Festa dei giovani che cercano un lavoro stabile o che dia loro dignità e si ritrovano a dover subire soprusi e ordini senza senso.
Il primo maggio di chi va in giro in bici a consegnare cibo a domicilio. Senza alcuna tutela.
O di chi deve consegnare in un lasso di tempo ridicolo pacchi ordinati in giornata.
Ma anche dei laureati che lavorano con turni massacranti in call center, portando a casa uno stipendio da fame.
Oppure degli esodati, che non riescono a trovare un lavoro, non possono andare in pensione e sono stati beffati anche da Quota 100.
Ma anche dei 5 milioni di italiani che hanno deciso di espatriare in cerca di un futuro migliore. Che qui in Italia pare essere un miraggio.

Valla a spiegare la Festa dei lavoratori, con tanto di concerti, ai 2,8 milioni di disoccupati e ai 13,4 milioni di inattivi che vivono nel nostro paese. Spiegala a chi cerca di sbarcare il lunario con lavoretti non retribuiti a dovere. O magari fatti in nero. Lavori che non prevedono malattia, ferie pagate, permessi. Figuriamoci la maternità!

Photo by Monika Kozub on Unsplash

La società è cambiata. Il lavoro è cambiato.

E non sempre il cambiamento è in meglio. Delle lotte dei lavoratori, dei proclami dei sindacati, delle rivendicazioni delle classe operaie cosa è rimasto? Niente. È rimasto un giorno rosso sul calendario, un concerto, un pic nic con gli amici.
E mentre la politica fa fatica a dare risposte ai lavoratori, ci si chiede perché festeggiare un giorno per un lavoro che è sempre meno dignitoso, sempre meno meritocratico, sempre meno presente.

Meglio metterla in canzone. Almeno per un giorno. Dal 2 maggio, tutti di nuovo con il capo chino. A lamentarsi sui social. Dimenticandoci completamente di chi è morto anche per i nostri diritti. Che oggi calpestiamo. Nessuno escluso.

Ricordare ai ragazzi e ai giovani, ma anche a chi non lo è più anagraficamente, cosa è stato il primo maggio è fondamentale e urgente. Soprattutto in un'Italia che ha dimenticato cosa vuol dire avere dei diritti. Sul posto di lavoro e fuori.

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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