Le scuole italiane sono fragili. Come lo sono le nuove generazioni

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Le scuole italiane cadono a pezzi. Metaforicamente e letteralmente. Anni di tagli, di sprechi, di noncuranza, di menefreghismo, di pressapochismo hanno ridotto in frantumi il sistema scolastico.
I nostri figli frequentano ogni giorno edifici che nella maggior parte dei casi non sono sicuri. Ma la fragilità non riguarda solo la struttura fisica. Anche il sistema ha falle e problematiche di fronte alle quali non si possono più tenere gli occhi chiusi.

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Photo by Morgan Basham on Unsplash

La (poca) sicurezza delle scuole italiane.

In occasione dell’inizio delle scuole per l’anno scolastico 2019-2020, il quadro reso noto da Legambiente tramite l’indagine “Ecosistema scuola“, che si basa sui dati del Miur, non è dei più rosei per quello che riguarda sicurezza e qualità di edilizia e servizi.
Il 40% degli edifici scolastici ha bisogno di manutenzione straordinaria urgente. Solo il 19% ha verificato lo stato di salute dei solai. Più del 60% delle scuole non ha un certificato di agibilità. Al Sud e nelle Isole la situazione peggiore per la manutenzione urgente nelle scuole. Riguarda rispettivamente il 44,8% e il 70,9%, contro il 28,8% del Nord e il 41,9% del Centro.
Fragilità strutturale, con edifici scolastici che andrebbero ripensati per garantire la sicurezza, ma anche fragilità nei servizi resi ai ragazzi e alle famiglie. Il 74% delle scuole è sprovvisto di mensa. Il 56,7% non dispone di un servizio di trasporto per i disabili.

Mancano i controlli e le verifiche.

L’Osservatorio Civico sulla sicurezza della scuola, poi, ci dà dati ancora più allarmanti sulla fragilità del sistema scuola italiano. Nell’anno scolastico 2018-2019 si è verificato un crollo ogni tre giorni di scuola. Sono stati 70 i crolli, il peggior dato degli ultimi anni. Solo 1 scuola su 4 ha il certificato di agibilità statica.1 su 3 quello di prevenzione incendi e dell’agibilità igienico sanitaria,. Solo la metà possiede il certificato del collaudo statico.
Interventi ordinari e straordinari di manutenzione, controlli di soffitti e solai, messa in sicurezza degli edifici: queste le priorità. Non far rimettere il grembiule a scuola ai ragazzi.
Il governo ha l’obbligo di trovare fondi, che in realtà per l’edilizia scolastica esistono. Ma sono bloccati a causa della troppa burocrazia che paralizza un paese che non è più in grado di crescere. E di garantire i servizi base ai suoi cittadini, fin dalla più tenera età.
Cittadinanzattiva ricorda che sarebbe bene prestare molta attenzione anche alle zone del Centro colpite dal terremoto: a L’Aquila la ricostruzione delle scuole si è fermata. E nelle aree a rischio sismico su 4000 interventi di verifica richiesti dagli enti locali per quello che concerne la vulnerabilità sismica, solo 1700 sono state eseguite.

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Fragilità delle scuole, fragilità delle nuove generazioni.

Le nostre scuole sono fragili. E lo sono, di riflesso, anche le nuove generazioni, come racconta in un video emozionale il regista veneto Michele Pastrello, che parte da una citazione di Piero Calamandrei, uno dei padri della Costituzione:

L’uomo non può essere libero se non gli si garantisce un’educazione sufficiente per prender coscienza di sé, per alzar la testa dalla terra e per intravedere, in un filo di luce che scende dall’alto in questa sua tenebra, fini più alti.

Fini più alti è un video che racconta la fragilità della scuola pubblica italiana, accessibile a tutti, obbligatoria fino ai 16 anni per garantire l’istruzione e l’educazione. E per accompagnare i bambini e i ragazzi nel viaggio verso l’età adulta. La scuola è però un bene fragile, che ha bisogno di essere curato e coltivato giorno dopo giorno, perché delicato e messo sempre più a dura prova da tagli, speculazioni, promesse elettorali mai mantenute.
Dare educazione e cultura alle nuove generazioni, agli adulti del domani, sempre più fragili e delicati, come lo è la nostra scuola, dovrebbe essere la priorità di ognuno di noi.

Pretendere che le scuole dove i nostri figli trascorrono gran parte delle giornate siano sicure e pretendere che sia garantito ai nostri ragazzi un futuro: questo l’obiettivo comune che dovrebbe guidarci tutti quanti. Nessuno escluso.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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