Scuole aperte in estate: 2 istituti su 3 aderiscono, ma 8 ragazzi su 10 dicono no

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

scuola in estate
Photo by Johan Mouchet on Unsplash

Scuole aperte in estate, tra pro e contro. I presidi hanno avuto la facoltà di scegliere se accogliere i ragazzi nei mesi estivi, magari per recuperare il tempo perduto tra lockdown e quarantene varie. A patto di avere docenti a disposizione per il Piano Scuola Estate 2021 del Ministero dell’Istruzione.

Nessuno è obbligato. Nemmeno gli studenti. Che a quanto pare sono poco entusiasti di rimanere sui banchi di scuola anche durante la stagione estiva.

Come funzionano le scuole aperte in estate in Italia

Il Piano Scuola Estate 2021 prevede risorse economiche da affidare a ogni scuola che ha scelto di partecipare al progetto e che dovranno essere usate nel tradizionale periodo di sospensione delle attività didattiche o per progetti di più ampio respiro a partire dall’estate. Lo scopo è proporre ai ragazzi attività di potenziamento delle competenze disciplinari e relazionali, per combattere la povertà educativa, messa in particolare evidenza dalla didattica a distanza avviata in piena pandemia.
Le scuole, così come i docenti e i ragazzi non sono obbligati ad aderire. Tutto si svolge su base volontaria. Si tratta, infatti, di attività extrascolastiche e non ordinarie, quindi nessuno è costretto a partecipare. Per questo motivo il Ministero con una nota aveva invitato gli istituti a informarsi prima sulle adesioni di personale docente e ATA, per verificare la fattibilità dei progetti presentati, che dovranno essere approvati. Così come sarebbe stato opportuno intervistare anche gli studenti, per prevedere una soglia minima di alunni partecipanti.

Le attività finanziate dal PON non si svolgeranno esclusivamente in estate, ma entro il termine dell’anno scolastico 2021-22. Si parla di progetti per il potenziamento linguistico, per rinforzare le competenze di base, soprattutto italiano e materie STEM, e le competenze digitali, senza dimenticare i temi di educazione civica.

scuole aperte
Photo by kyo azuma on Unsplash

Quante scuole hanno aderito?

Per il Piano Scuola Estate 2021 del Ministero dell’Istruzione 2 scuole su 3 hanno deciso di candidarsi. In tutto sono 5.888 gli istituti che hanno risposto all’Avviso PON da 320 milioni, proponendo un progetto per i mesi estivi. 5.162 istituti scolastici statali (su 8.054, anno scolastico 2020/21), 667 scuole paritarie e 59 Centri di Istruzione per gli adulti (su 129 CPIA).
Prima la Campania con 881 candidature, seconda la Lombardia con 757, terza la Sicilia con 626, per il PON Apprendimento e Socialità con scadenza il 23 maggio. Si tratta di una delle tre proposte di finanziamento per aprire le scuole in estate.

Le richieste di finanziamento superano i 407 milioni di euro.
Ora si attendono le graduatorie, mentre il ministro Bianchi sottolinea l’importanza di questo progetto. «Da parte delle scuole c’è stata una partecipazione davvero importante. C’è voglia di ripartire e c’è voglia di farlo mettendo al centro le ragazze e i ragazzi. Stiamo lavorando intensamente per una scuola post-pandemia, più accogliente, inclusiva, affettuosa. Lavoriamo per un nuovo inizio. E ringrazio tutte le scuole, il personale, per l’impegno che stanno mettendo anche in questo nuovo capitolo».

piano scuola estate
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Gli studenti preferiscono godersi il meritato riposo

Un recente sondaggio di Skuola.net aveva indagato il parere degli studenti sulla riapertura delle scuole in estate. 3 su 4 non credono sia una buona idea continuare anche nei mesi estivi un anno scolastico già molto duro e difficile. 8 studenti su 10, con dati che arrivano all’85% dal Sud (zona a cui in particolare si rivolge il piano del Ministero), vorrebbero trascorrere l’estate in altro modo.
Anche i genitori sarebbero d’accordo sul chiudere le scuole e godersi l’estate. 7 genitori su 10 sarebbero infatti contrari all’apertura estiva. E anche gli insegnanti, con 6 docenti su 10 non proprio in linea con la scelta del Ministero.

I dati non sono recentissimi, bisognerà capire cosa accadrà quando le graduatorie saranno rese note. E come verranno organizzate le lezioni a scuola. Se si intenderà recuperare il tempo perduto o si proporranno altre attività per favorire magari la socialità perduta con la didattica a distanza. Se il 25% dei ragazzi intervistati preferirebbe concentrarsi sulle materie di studio in vista del prossimo anno, il 21% vorrebbe che si affrontassero tematiche psicologiche, per parlare di come ognuno di loro ha vissuto la pandemia. 1 su 5 chiede laboratori culturali, il 18% sport e il 15% semplicemente stare insieme ai compagni. Forse è proprio questo quello di cui hanno bisogno realmente.

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