Protezione Civile in Italia, una risorsa preziosa per le emergenze

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

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Protezione civile in Italia
Photo by Yousef Salhamoud on Unsplashitali

Il servizio nazionale di Protezione Civile in Italia è un sistema dedicato a tutelare i cittadini in caso di emergenze e non solo.
Partecipano enti pubblici e privati e il suo funzionamento è reso possibile da tanti volontari che ogni giorno mettono a disposizione tempo, competenze, capacità per dare una mano, sia in situazioni di crisi sia per sensibilizzare su norme e comportamenti volti a garantire la sicurezza di tutti quanti.

Cos’è e quando interviene

Con il termine Protezione Civile si indica l’insieme di azioni di istituzioni, enti, associazioni che intervengono, in maniera coordinata, in caso di calamità, catastrofi, emergenza, a livello locale e nazionale.
Scopo primario è quello di proteggere i cittadini, i beni e anche l’ambiente. Nel progetto nazionale sono molti i soggetti coinvolti, che fanno tutti capo al Dipartimento Nazionale di Protezione Civile, organo centrale che garantisce l’efficienza di tutto l’apparato. Sono responsabili dell’attività di protezione civile anche le Prefetture e i Sindaci, prima autorità sul territorio a operare con il supporto di una struttura comunale di Protezione Civile (in alcuni casi le amministrazioni si avvalgono della collaborazione di associazioni private che svolgono lo stesso ruolo).

L’operato dei volontari è ampio e riguarda ogni ambito della vita civile. Il sistema viene attivato ogni volta che un evento o una situazione possa arrecare danni lievi o gravi alle persone, alle strutture e all’ambiente. Gli ambiti di intervento sono molti:

  • Eventi naturali che possono minacciare l’uomo e le sue attività. Fanno parte di questo gruppo calamità come alluvioni, forti nevicate, grandinate, mareggiate, siccità, trombe d’aria, frane, terremoti, smottamenti, erosioni, incendi).
  • Eventi antropici provocati dalle attività umane. Ad esempio rilascio di sostanze pericolose, nubi tossiche, esplosioni, incidenti, black out, rotture di gasdotti o reti tecnologiche, avvelenamenti, malattie infettive, come la recente emergenza sanitaria.

L’attività della Protezione Civile non è solo di intervento quando queste manifestazioni avvengono. Grande il lavoro di previsione, studio, adozione di modelli di comportamento per ridurre i rischi e affrontarli in maniera coordinata quando si presentano, prevenzione, oltre che di intervento, soccorso e superamento dell’emergenza.

Nascita protezione civile in Italia
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Nascita della Protezione Civile in Italia

La storia della protezione civile in Italia è molto antica. Prima dell’Unità d’Italia ogni Stato era organizzato autonomamente per intervenire in caso di grandi emergenze. In seguito all’unificazione del Paese, lo Statuto Albertino diventa attivo in tutte le Regioni, con i limiti imposti da un testo che non teneva in considerazione l’eterogeneità del territorio nazionale.

La prima normativa destinata ad accentrare l’intervento a livello statale è il Rdl n. 1915 del 2 settembre 1919, sui temi del pronto soccorso in caso di calamità naturali, anche se con focus quasi e solo esclusivamente sui terremoti.
Nel 1925 la Legge n. 473 del 17 aprile dà al ministero dei Lavori Pubblici e al Genio Civile potere di intervenire insieme alle strutture sanitarie in caso di soccorso, introducendo nel 1926 anche disastri di altra natura e non solo tellurici.

I tragici eventi catastrofici che spingono alla creazione della Protezione Civile

Dopo tanti tentativi infruttuosi nel secondo dopoguerra di fornire una regolamentazione più ampia, l’alluvione di Firenze del 1966, la prima emergenza seguita dai media in ogni angolo del mondo, spinge sull’acceleratore per centralizzare l’organizzazione dei soccorsi. Così come il terremoto del Belice del 1968 con i suoi 236 morti mostra una situazione che non è più sostenibile in caso di crisi urgenti.

La Legge n. 996 dell’8 dicembre 1970 fa finalmente nascere la Protezione Civile, contenendo “Norme sul soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite da calamità“. Sotto la guida del ministero dell’Interno si prevede la nomina di un commissario per le emergente per coordinare i soccorsi e si creato dei centri di pronto intervento. Per la prima volta vengono riconosciuti i volontari in questo campo, che devono essere addestrati e formati per intervenire.

Terremoti in Friuli e in Campania

Siamo ancora lontani dalla macchina organizzativa che conosciamo oggi, come dimostrano i terremoti del 1976 in Friuli e del 1980 in Campania. Ma i primi passi sono fatti.
Con la legge 225 del 1992 nasce il Servizio Nazionale della Protezione Civile, che ha il compito di “tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e altri eventi calamitosi”. In seguito, con il decreto legislativo n. 112 del 1998 e con la legge Bassanini si decentrano alcune competenze, riformando tutto il settore, facendo sempre riferimento, però, alla legge del 1992.
In seguito altre leggi sono intervenute per modificare l’assetto del volontariato, come la 401 del 2001 e la 152 del 2005, dando anche la possibilità di fornire aiuto all’estero.

Quanti sono i volontari di protezione civile in Italia
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Quanti sono i volontari di Protezione Civile in Italia?

I dati del 2020 parlano di circa 5000 organizzazioni di volontari di Protezione civile sul suolo nazionale. Ma alla luce degli ultimi eventi catastrofici e della pandemia globale, il numero cresce continuamente. Sarebbero più di un milione e mezzo le persone pronte per le emergenze sul territorio nazionale.
I volontari mettono a disposizione gratuitamente il proprio tempo e le proprie competenze, seguendo corsi abilitativi per poter intervenire in diverse situazioni di emergenza. A livello locale e a livello nazionale, ma anche con missioni all’estero. Il tutto coordinato da un sistema centralizzato.

A oggi sono 7 le strutture che costituiscono il sistema della Protezione civile a livello nazionale. Forze armate, forze di polizia, corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, Croce Rossa Italiana, Servizio Sanitario Nazionale, gruppi di ricerca scientifica, associazioni di volontariato. Ognuna ha i suoi compiti specifici e agisce secondo procedure ben precise. Per garantire la sicurezza di tutti.

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