I prodotti che usiamo per pulire casa inquinano come le auto. E stirare è uno spreco di risorse

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A nessuno piace fare le pulizie domestiche. Ma tutti vorremmo vivere in una casa pulita. La stessa attenzione, a volte maniacale, che mettiamo nel fare le faccende di casa, la mettiamo anche per tenere linda la casa dell’umanità?
Proprio mentre laviamo i pavimenti, lucidiamo i mobili, facciamo lavatrici e lavastoviglie inquiniamo. Ogni nostra azione ha delle conseguenze. Lo ha ricordato anche Papa Francesco su Twitter:

La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia.

Pulizie domestiche, cartello di pericolo

Photo by Oliver Hale on Unsplash

I detersivi inquinano?

La risposta è sì. Ovviamente.
Una ricerca pubblicata su Nature informa che i detersivi usati per le pulizie casalinghe possono essere più inquinanti delle auto che sfrecciano sulle strade del mondo. Saponi, profumi, vernici possono essere particolarmente dannosi per l’ambiente. Arrivando a inquinare come un’auto vecchia.
I ricercatori della Colorado Boulder hanno fatto analisi nella zona di Los Angeles. Dove l’inquinamento da auto è decisamente alto. Hanno scoperto che tutti quei prodotti chimici domestici composti da derivati del petrolio (quelli che la maggior parte di noi usa ogni giorno) hanno un impatto maggiore. E questo si spiega facilmente. Non solo li usiamo in maniera massiccia e sconsiderata. Ma, mentre per i mezzi di trasporto si cercano alternative ecologiche con incentivi che possono aiutarci ad attuare comportamenti virtuosi, lo stesso impegno e presenza di “incoraggiamento non si verifica per i prodotti usati per l’igiene.

Greenpeace sottolinea che dal 1930 sono state prodotte 400 milioni di tonnellate di sostanze chimiche. Unep, il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, che 15-20 sono i prodotti chimici che, in media, una famiglia europea usa per pulire. E che la spesa in questo settore è aumentata del 25% dal 1990 al 2005. Solo in Europa Occidentale e Centrale.

Numeri che dovrebbero portarci a pensare che dobbiamo davvero cambiare qualcosa nelle nostre abitudini.

Ragazzo immerso nell'acqua e schiuma

Photo by Hisu lee on Unsplash

Inquinamento da pulizie domestiche.

Ma quanto inquinano le più comuni pulizie di casa?
Partiamo dal presupposto che gli agenti inquinanti possono essere rilasciati in casa (e fuori casa) da ogni nostra azione domestica. Un convegno dell’American Association for Advancement of Science svela che “le attività domestiche di routine generano livelli significativi di sostanze chimiche volatili e particellari all’interno della casa media, portando a livelli di qualità dell’aria interna pari a quelli di una grande città inquinata“.

Gli esperti pongono l’accento sull‘inquinamento idrico. Il 35-75% dei detersivi per il bucato, ad esempio, contengono sali di fosfato, pericolosi per le nostre acque. Molti prodotti, poi, potrebbero contenere sostanze chimiche che possono influenzare la salute idrica. Oltre che contenere sostanze cancerogene e non completamente biodegradabili.
I danni sono per la nostra salute, per la salute degli animali marini, per quella del pianeta stesso. Ma non solo i detersivi sono da incriminare.

Utilizzare lavatrici e lavastoviglie non a pieno carico annulla la loro efficienza che ci permette di risparmiare risorse idriche che sarebbero maggiori se lavassimo piatti e abiti a mano. Così come usare temperature troppo alte è un inutile spreco di energia.
Usare prodotti chimici per pulire ogni superficie di casa può arrecare danni alle falde acquifere. E inquinare l’aria che respiriamo. Anche in casa. Alcuni prodotti possono rilasciare composti organici volatili potenzialmente nocivi. Che causano allergie e asma.
Anche stirare le camicie o t-shirt, o jeans, può essere non sostenibile. I ferri da stiro consumano molta energia. Diminuire il consumo di elettricità consumata equivale anche a diminuire le emissioni di gas serra nell’aria. In Colombia è partita anche una campagna no stiro: si stima che se non si stirano i vestiti per un anno in una casa sarebbe come piantare sette alberi o eliminare dalla strada sette auto.

Piccolo pianeta con statua di donna al centro

Foto di Dirk Rabe da Pixabay

Pulire casa in modo ecologico è la soluzione?

Ovviamente non possiamo lasciare casa sporca. Così come non dovremmo lasciare sporco il pianeta.
In ogni abitazione ci sono già detergenti eco friendly che potremmo usare ogni giorno: aceto, olio di oliva, sale, fondi di caffè, limone, bicarbonato di sodio. I classici rimedi delle nonne, così definiti perché una volta erano disponibili in tutte le case. Si usava, ad esempio, la lisciva per lavare i panni, un composto di acqua e cenere.

In commercio ci sono anche tanti prodotti ecologici per la pulizia. Ma sono davvero così bio come promettono di essere?
Altroconsumo invita ad andare cauti e a leggere sempre bene le etichette. Perché gli ingredienti bio possono essere uno specchietto per le allodole. Nascondendo dietro a nomi che richiamano un modo naturale di prendersi cura della casa, additivi e sostanze che di ecologico hanno ben poco.
Da test effettuati dell’associazione di consumatori (2018) solo tre detersivi su dodici analizzati non contengono sostanze dannose per il pianeta, quindi che sono biodegradabili, che non si accumulano nell’ambiente o che non rendono tossiche le nostre acque. Senza dimenticare l’inquinamento da imballaggio: quello non lo teniamo mai in considerazione.

E allora cosa fare? Pensare, ragionare, modificare abitudini, informarsi e fare acquisti consapevoli. E non sprecare risorse e prodotti. Perché se fa male al pianeta, fa male anche a noi che lo abitiamo.

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Redazione i404

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