Imparare dalla pandemia: le priorità della scuola e l’educazione del futuro

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiLa scuola che vorrei… Non è di certo la scuola di oggi.
La pandemia che ha sconvolto tutto il mondo ha tirato fuori pecche, lacune, mancanze, difficoltà.
Non che prima non ci fossero, ma si nascondevano sotto il tappeto, come si fa con la polvere. Che granello dopo granello, però, è diventata una montagna, esplosa in seguito a un’emergenza sanitaria che ha costretto anche i ragazzi e le ragazze a casa da scuola.

La scuola che tutti vorremmo non è di certo quella della didattica a distanza, che lascia indietro troppi ragazzi. E non è nemmeno quello che eravamo abituati a vivere pre coronavirus. La scuola che tutti vorremmo deve per forza essere diversa. Deve essere la scuola del futuro, dove dare priorità alle cose che veramente contano per la crescita di studenti e studentesse di ogni età. Loro dovrebbero essere al centro di una programmazione a lungo termine che deve inevitabilmente iniziare oggi con una grande rivoluzione culturale.

La scuola del futuro dovrà essere esperienziale e immersiva

Le lezioni frontali come sono intese nel vecchio sistema scolastico non hanno più ragione d’esistere nel 2020.
Il mondo dell’istruzione deve cambiare rotta. A partire dagli strumenti tecnologici che ha imparato a usare in piena emergenza coronavirus, ma tornando in classe, per un contatto diretto che non deve più mancare. Uno schermo non potrà mai sostituire la presenza e la vicinanza, per quanto possa aiutare in momenti di difficoltà.

edificio scolastico
Photo by Nguyen Khanh Ly on Unsplash

La scuola deve aiutare i ragazzi a compiere un’esperienza immersiva in quelle che sono le materie di studio. Non solo per imparare nozioni, ma anche per poterle applicare al mondo reale. Non più lezioni astratte, ma concrete, per permettere a studenti e studentesse di ogni età di pensare, riflettere, ragionare, porre legittimi dubbi, cercare di trovare soluzioni. Anche sfruttando la tecnologia, che deve diventare parte integrante delle aule scolastiche.

E dovrà valorizzare le differenze di ognuno

In un interessante articolo si analizzano le tendenze del futuro dell’istruzione superiore, partendo dall’analisi dell’apprendimento nelle scuole primarie e secondarie di primo grado. Per capire la rotta da seguire.
Si dovrà dare priorità all’equità, per garantire a tutti gli stessi diritti e le stesse possibilità, qualunque sia il background o il livello dell’alunno.
Così come si dovrà dare il via all’istruzione differenziata, per permettere a tutti di avere le stesse possibilità di successo. A scuola, come nella vita. Per consentire a ogni studente di apprendere secondo il proprio ritmo appropriato, per non lasciare nessuno indietro.
Non più voti, ci si dovrà basare su competenze, curriculum e risultati ottenuti. E anche autovalutazioni.
Introdurre un approccio che consenta alla classe di esprimere le proprie capacità, i propri talenti, le proprie abilità, per un apprendimento emotivo sociale che consente a ogni individuo non solo di dimostrare le proprie attitudini, ma anche di mettersi nei panni degli altri.
Dare supporto a ognuno, essere presente, dialogare e costruire un modello di classe che sia davvero partecipativo a tutti i livelli.

sistema educativo

Foto di Chris Curry su Unsplash

Come immaginano i ragazzi la scuola del futuro?

E se lo chiedessimo agli studenti, coloro che di fatto sono i diretti interessati della questione? Sicuramente si potrebbero trovare tanti spunti interessanti per svecchiare un sistema educativo che ha dimostrato di avere molte falle. Che però non sono irrecuperabili, basta avere la volontà di compiere quel cambiamento necessario a rendere le scuole davvero il luogo deputato alla conoscenza e alla crescita individuale di ogni ragazzo.

Caro futuro, questo il nome dato a un progetto per dare voce ai pensieri di ragazzi e ragazze di Marghera, Napoli e Sassari che durante il lockdown h anno partecipato ai laboratori del progetto Futuro Prossimo, finanziato da Impresa Sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.
Essere una classe unita, nella quale le diversità sono la ricchezza e si impara dagli errori. Dove le differenze sono valorizzate e ognuno è speciale a modo proprio. Una scuola dove non ci si annoia mai e i ragazzi sono stimolati ad apprendere e a pensare, con metodi di insegnamento originali e dinamici. Nella quale il contatto fisico e visivo, che manca nella didattica a distanza, giocano un ruolo fondamentale.

Non sarebbe bellissima una scuola così?

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