Assorbenti gratis a scuola contro la period poverty. No, in Italia la tampon tax è ancora al 22%

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In Italia la tampon tax, l’IVA su assorbenti e tamponi, è al 22%. Si scende al 5 per soluzioni compostabili e biodegradabili.
Nel frattempo prima la Scozia e poi la Nuova Zelanda hanno deciso di dare assorbenti gratis alle studentesse. Così non saranno più costrette a stare a casa nei giorni delle mestruazioni perché non hanno le possibilità per acquistarli.

period poverty

Photo by Mathilda Khoo on Unsplash

Cos’è la period poverty.

Con il termine period povertypovertà da mestruazioni si intende la condizione di molte ragazze e molte donne che non possono permettersi di comprare assorbenti e tamponi per poter affrontare il periodo del ciclo mestruale. Per questo motivo non vanno a scuola, non vanno al lavoro, non escono di casa.
Le mestruazioni provocano così disuguaglianze e disparità tra uomini e donne. In molti paesi del mondo la period poverty ha raggiunto livelli inimmaginabili.

La tassazione legata a questo settore rende inaccessibile questi prodotti a una fetta della popolazione molto ampia. Costano troppo, sono considerati un bene di lusso, quando invece sono un bene di prima necessità. Fondamentale nella vita di ogni donna dal primo all’ultimo ciclo.
Una condizione che non riguarda solo i paesi più poveri del mondo. Anche il ricco Occidente deve fare i conti con questa problematica. Le donne indigenti e povere in Italia sono 2 milioni e 227mila, non dimentichiamole.

assorbenti femminili

Photo by Annika Gordon on Unsplash

Assorbenti gratis in Scozia e Nuova Zelanda.

Dal 20 luglio in Nuova Zelanda 15 scuole della regione nord di Waikato daranno tamponi e assorbenti gratis alle studentesse. Una fase di prova nella previsione di estendere il progetto in tutto il paese dal 2021.
95mila ragazze tra i 9 e i 18 anni non vanno a scuola nei giorni del ciclo perché non possono permettersi di acquistare prodotti sanitari. Dandoli gratuitamente si dà la possibilità alle studentesse di non perdere giorni di scuola a causa delle mestruazioni. Mestruazioni che, come sottolineato dalla ministra per le donne Julie Anne Genter, “sono un dato di fatto nella vita di metà della popolazione. L’accesso ai prodotti sanitari è una necessità, non un lusso“.

Prima della Nuova Zelanda era stata la Scozia ad approvare una proposta di legge per fornire assorbenti e prodotti sanitari gratuitamente a chi ne ha bisogno. Così da combattere period poverty e discriminazione di genere.
Il Period products (free provision) Scotland bill proposto dalla parlamentare laburista Monica Lennon è stato approvato a febbraio dal Parlamento Scozzese. Ed è stato il primo al mondo. Senza alcun voto contrario. 112 sì e un solo astenuto.
Gli assorbenti saranno distribuiti gratuitamente in ogni luogo pubblico.

tampon tax

Photo by Gabrielle Rocha Rios on Unsplash

Tampon Tax, in Italia Iva al 22% o al 5%.

Se le mestruazioni sono ancora un tabù e un problema per molte donne, non solo a scuola ma anche al lavoro, in Italia non ce la passiamo tanto meglio.
Non siamo ancora diventati un paese “civile” come Nuova Zelanda e Scozia. In Italia gli assorbenti vengono ancora venduti con l’IVA al 22%, a meno di non scegliere i prodotti sanitari biodegradabili e compostabili, per i quali l’IVA scende al 5%. Una vera e propria tassa: contro la Tampon Tax si sono scagliate molte associazioni in difesa dei diritti delle donne, perché questa tassazione non è assolutamente giusta ed equa. Si vanno a colpire le fasce più deboli della popolazione, che non possono permettersi di pagare un costo così alto. Come se si parlasse di beni di lusso. Quando invece le donne non ne possono fare ameno.

E in Europa siamo tra i peggiori: siamo al sesto posto per aliquote più alte dopo Ungheria, Danimarca, Croazia, Svezia, Finlandia. In Spagna l’IVA è al 4%, mentre in Irlanda è stata abolita. Francia, Olanda, Belgio e Gran Bretagna l’hanno ridotta. Ma non basta.
Per annullare discriminazioni e disparità si dovrebbe fornire gratuitamente questi dispositivi a chi ne ha bisogno. Perché una donna non può considerare il ciclo un lusso. E non deve più essere costretta a rimanere a casa perché ha le mestruazioni.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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