Mandela è stato un precursore. La sua eredità, in 17 goals

Tempo di lettura stimato: 6 minuti

Il giorno del suo 93° compleanno, il 18 luglio 2011, Nelson Mandela, ha chiesto di destinare 67 minuti a buone azioni.
67 come gli anni da lui dedicati alla lotta all’apartheid.
67 perché, disse in un’intervista ad un giornalista, “Se trascorrete con una persona più di un’ora, dopo avrete voglia di offrirgli la vostra giornata“.
67 minuti da dedicare a piccole azioni volte a migliorare il mondo, quello piccolo che ci circonda, come quello più esteso in cui viviamo, da adottare per festeggiare la giornata a lui dedicata dall’ONU.
Buona pratica, che ovviamente non sarebbe male avere in generale nell’approccio agli altri ed alla vita.

Mandela è uno dei grandi della nostra umanità.

Una di quelle figure che hanno lasciato un segno nella storia, portando cambiamento nel suo contemporaneo, lasciando un’eredità che ha impattato sul futuro. Su Nelson Rolihlahla Mandela, o Madiba come era il suo nomignolo, sono state spese milioni di parole, decine di libri e diversi film: tra gli altri, consigliamo Invictus, per la regia di Clint Eastwood, il cui titolo si ispira alla poesia che era stata per lui fonte di ispirazione durante gli anni della prigionia.

Invictus / indomabile
Più in là, questo luogo di rabbia e lacrime
incombe, ma l’orrore dell’ombra,
e la minaccia degli anni
non mi trova, e non mi troverà, spaventato.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la pergamena,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.
(William Ernest Henley)

Ma come tutti i grandi, Mandela è stato un precursore. Uno che anticipa i tempi, scuotendo le coscienze, mettendoci di fronte ai drammi dell’esistenza ed alla semplicità delle soluzioni. Che partono sempre dall’uomo.
Mandela lavorò incessantemente ed instancabilmente per la pace e la dignità umana, per una società migliore. Con forza, tenacia, coraggio e pazienza. Incarnando i valori delle Nazioni Unite, lottando per il cambiamento.

Photo by Igor Eberling on Unsplash

Cosa c’entra Mandela con i 17 obiettivi dell’Agenda 2030.

Abbiamo voluto provare a verificare il Mandela pensiero abbinato a quei 17 obiettivi che l’Onu ha fissato con l’Agenda 2030 per apportare un profondo cambiamento utile a migliorare la vita di tutti.
Per comprendere ancora meglio la modernità di un uomo, mai fermo sulle conquiste raggiunte, la cui eredità tutt’oggi ispira, che è stato un’indomabile leggenda e, come letteralmente significa il suo nome Rolihlahla, colui che provoca guai.

Mandela ci ha insegnato il potere dell’azione, ma anche delle idee. Ma con la sua vita ha dimostrato anche che non bastano, a prescindere da quanto siano giuste. Devono costituire un percorso indicato all’interno di leggi ed istituzioni.

Obiettivo 1, no poverty, povertà zero.

Un grande pensiero di Nelson Mandela: “La povertà non è naturale. È creata dall’uomo e può essere sradicata dalle azioni degli esseri umani”.
Ed ancora “Superare la povertà non è un gesto di carità. È un atto di giustiziaÈ la tutela di un diritto umano fondamentale, il diritto alla dignità e a una vita decente.A volte spetta a una generazione essere grande.
Voi potete essere una grande generazione. Fate della povertà una storia passata” (Nelson Mandela, Discorso all’ONU 2005).

Il giornalista de La Repubblica De Seta, in un articolo del 12 gennaio 2003, faceva riflettere sul fatto che: “l’aiuto dei Paesi più ricchi ai più poveri è diminuito dallo 0,35 del PIL del 1990 allo 0,22 del 2000. Dunque hanno ragione da vendere leader come il Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan o il Premio Nobel Nelson Mandela a denunciare l’assenza di uno straccio di politica internazionale in favore dei dannati della terra.

Rinchiudersi nei propri confini, come ci renderà possibile superare unirci per contrastare le problematiche ambientali?

Obiettivo 2, zero hunger, fame zero.

La fame è una questione di giustizia sociale, non economica. Il nostro approccio al cibo e alla sua distribuzione riflette i nostri valori morali fondamentali. Ci sono paesi relativamente poveri dove quasi tutti hanno un’alimentazione adeguata e paesi ricchi in cui vi è una diffusa malnutrizione. I sistemi economici di questi paesi sono differenti. Coloro che hanno avuto successo, sono riusciti perché hanno fatto della lotta contro la fame una prioritàha dichiarato Mandela nel 2004 durante una riunione di alti funzionari del WFP, World food Programme.

Nel 2018, l’allora direttore generale della FAO, José Graziano da Silva, al Summit per la Pace dedicato a Nelson MandelaSenza pace non ci sarà sicurezza alimentare e senza sicurezza alimentare non ci sarà pace. Liberare il mondo dalla fame e dalla miseria è fondamentale per costruire una pace duratura“.

Nello stesso anno, 2.000 studenti di Alexandra, sobborgo povero di Johannesburg, nell’ambito della campagna HungerFree hanno dato vita a un ritratto vivente di Mandela, l’uomo che diceva che la sua missione era “liberare sia gli oppressi che l’oppressore” con la scritta “Freedom from hunger“.

Obiettivo 3, good health and well being, salute e benessere.

Il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon, nell’anno della scomparsa di Nelson Mandela, 2013, ricordando che il mondo intero pregava per l’ex presidente sudafricano, “uno dei giganti del ventesimo secolo“, aggiungevadiamo prova della stessa convinzione e della stessa motivazione lavorando al benessere e a un avvenire migliore per tutti gli africani”.

Obiettivo 4, quality education, istruzione di qualità.

L’istruzione è il grande motore dello sviluppo personale. È attraverso l’istruzione che la figlia di un contadino può diventare medico, che il figlio di un minatore può diventare dirigente della miniera, che il figlio di un bracciante può diventare presidente di una grande nazione” (Nelson Mandela).

Obiettivo 5, gender equality, uguaglianza di genere.

Mandela era l’uomo che amava le donne, tanto da ammaliarle, circondarsene, da tradirle e da sposarsi tre volte: con Evelyn Ntoko Mase ha divorziato dopo quattordici anni di matrimonio e quattro figli, poi con Winnie Madikizela, che lo aveva sostenuto negli anni di carcerazione, da cui ebbe altri due figli e con cui divorziò, e a ottant’anni Mandela con Graça Machel.
Mio padre era poligamo, aveva 4 mogli. Per me erano tutte madri e i loro figli, miei fratelli. Quando ero giovane non pensavo fosse un errore avere tante donne. Forse è per questo che ho amato le donne, perché imitavo mio padre” (Mandela).

Mandela non fu un santo, ma non per questo non fu un uomo giusto. Le figure femminili che hanno lottato al suo fianco hanno cambiato il mondo con lui.
Però Mandela parlava di pari opportunità. Quando divenne presidente del Sudafrica, nel suo Governo di Unità Nazionale (GNU) c’erano tre donne. Poche, considerando i 27 ministri in totale, ma era pur sempre il 1994 ed era uno dei regimi più brutali ed oppressivi della storia. Le donne erano in assoluta minoranza e quelle nere poi subivano ingiustizie multiple.
Mandela si è battuto per la parità di genere con forza. “La libertà non può essere conseguita se le donne non sono emancipate da tutte le forme di oppressione”. Non solo parole per lui. Nel 1995 il parlamento sudafricano ratificò, senza riserve, la Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW).

Photo by Ashim D’Silva on Unsplash

Obiettivo 6, clean water and sanitation, acqua pulita e igiene.

“No water, no future.
L’accesso all’acqua è un obiettivo comune ed è centrale negli affari sociali, economici e politici. Dovrebbe essere un settore guida di cooperazione per lo sviluppo del mondo. Senza acqua non c’è futuro. L’acqua è democrazia(Mandela).

Obiettivo 7, affordable and clean energy, energia pulita ed accessibile.

Il compito più difficile nella vita è quello di cambiare sé stessi”, affermava Nelson Mandela.
Robben Island, dove fu tenuto prigioniero, è l’isola del Sudafrica alimentata con energia solare stabile e sostenibile. Nel 2016 il paese di Mandela ha inaugurato il primo aeroporto a energia solare del continente. L’impianto solare è stato avviato nel George Airport.

Obiettivo 8, decent work and economic growth, lavoro dignitoso e crescita economica.

Nel 1955 l’African national congress di Nelson Mandela firmò, assieme ai suoi alleati, la Freedom Charter, un documento che parlava di uguaglianza di fronte alla legge, libertà di espressione e di voto e tra i suoi punti includeva anche principi di tipo economico, come la restituzione della terra ai contadini e la condivisione delle risorse del Paese con tutti i cittadini.

Obiettivo 9, industry, innovation and infrastructure, industria, innovazione e infrastrutture.

Alla sua morte Barack Obama ha ricordato la stima e l’impegno americanonella crescita economica, negli investimenti e commercio, nel rafforzamento delle istituzioni democratiche, e negli investimenti nella prossima generazione di leader africani“.

Obiettivo 10, reduced inequalities, ridurre le disuguaglianze di e fra le nazioni.

Fino a quando povertà, ingiustizia e palesi disuguaglianze esisteranno nel mondo, nessuno di noi potrà davvero riposare” Nelson Mandela.

Obiettivo 11, sustainable cities and communities, sulle città e comunità sostenibili e Obiettivo 12, responsible consumption and production, consumo e produzione responsabile.

Probabilmente Mandela non ha mai parlato esplicitamente di concetti che sono direttamente riferiti ai termini sostenibile e responsabile, ma tutta la sua vita è stata tesa ad ideali di giustizia ed equità ed il suo pensiero ha ispirato azioni che proprio sulla sostenibilità hanno trovato la loro forma e forza. Progetti di aziende ed associazioni che si realizzano per il Mandela Day, ma non solo.
Nel 2018 il tema era “Be the LegacyEnel Green Power, per citare un nome, si è adoperata per progetti di educazione sostenibile in Sudafrica, per la creazione di valore condivo.

Obiettivo 13, climate action, lotta contro il cambiamento climatico.

Per Mary Robinson, presidente di Elders, un gruppo indipendente di leader globali fondato da Nelson Mandela che lavora per i diritti umani, negare l’esistenza del cambiamento climatico non è solo da ignoranti, ma è da “perfidi e malvagi”.
In Africa ho visto effetti devastanti, causati dall’impossibilità di prevedere l’arrivo della stagione delle piogge, su poveri agricoltori, sui villaggi e sulle comunità” (Mary Robinson).
Ricordiamo le parole dell’invictus Mandela, che sulla lotta ai cambiamenti climatici e sulla necessità di azioni urgenti possono ispirarci risolutezza: “sembra sempre impossibile, finché non è fatto”.

Foto di Liesel Muhl da Pixabay

Obiettivo 14, life below water, vita sott’acqua e Obiettivo 15, life on land, vita sulla terra.

Mandela nacque a Mvezo, un piccolo villaggio di pescatori sulle sponde del fiume Mbashe nell’est del Sudafrica. Ai tempi dell’apartheid, il Sud Africa era una terra ricchissima di risorse, appannaggio di pochi e non certamente della popolazione nera. Mandela lottava per l’equità. Con la già citata Freedom Charter, approvata dal suo partito, fissò principi economici come la restituzione della terra ai contadini e la condivisione delle risorse del Paese con tutti i cittadini.

Alla sua morte, l’Organizzazione mondiale degli agricoltori gli ha mandato un messaggio: “Buon viaggio Madiba, l’ultimo tra gli ultimi, ma il primo a difendere il suo popolo e la sua gente. Un simbolo non solo per gli agricoltori africani, ma per quelli di ogni Paese, impegnati a produrre quel cibo che alimenta la popolazione mondiale, preoccupandosi di assicurare un futuro al Pianeta ed alle generazioni future attraverso un coscienzioso utilizzo delle risorse naturali”.

Obiettivo 16, peace and justice stronginstitutions, pace, giustizia e istituzioni forti.

In un mondo afflitto da conflitti e divisioni, la pace è un fondamento su cui edificare il futuro. I parchi della pace sono i pilastri di questo processo” (Mandela).

Obiettivo 17, partnership for the goals, cioè le partnership per gli obiettivi.

Dobbiamo ristabilire e riaffermare la dignità del popolo d’Africa e del mondo in via di sviluppo. Dobbiamo porre l’eliminazione della povertà in cima alle priorità mondiali. Dobbiamo sapere con una convinzione nuova che tutti condividiamo la stessa umanità e che la nostra diversità nel mondo è la forza del nostro futuro insieme” (Nelson Mandela).

Mandela Day, 18 luglio.

Compi un’azione, ispira il cambiamento. Fai di ogni giorno un Mandela Day.
Ma cosa si può fare nel pratico con quei 67 minuti?
Si può aderire ad una delle azioni suggerite o proporne di nuove, per rendere il mondo un posto migliore

Ciò che conta nella vita non è il semplice fatto che abbiamo vissuto. È la differenza che abbiamo fatto nella vita degli altri a determinare il significato della vita che conduciamo.
(Nelson Mandela)

Altro dall’autore:

About Author

Monia Donati

Direttore responsabile. Giornalista, esperta in comunicazione e marketing, curiosa del mondo.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

Top