Essere mamma in Italia è impossibile. E il Coronavirus è stata l’ennesima batosta

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Siamo il paese delle culle vuote. Il paese della disparità di genere. Dove a un colloquio di assunzione può capitare la classica domanda relativa alla propria voglia di maternità. E dove tutto il peso della gestione famigliare è a carico delle quote rosa presenti in casa.
Siamo il paese dove essere mamma è faticoso, stancante, difficile. A volte una missione impossibile. Perché tra lavoro e famiglia, una donna è lasciata spesso da sola ad affrontare tutto. Nell’indifferenza di una società che non è di certo a misura di famiglia.

E oggi il Coronavirus ci dimostra ancora una volta che da quel punto di vista l’Italia non si è evoluta. Anzi, sta facendo preoccupanti passi indietro.

mamma

Photo by Sharon McCutcheon on Unsplash

Diventare mamma in Italia è difficile.

Il report di Save the Children ItaliaLe equilibriste. La maternità in Italia 2020” ci svela quanto ancora siamo indietro sulla questione parità di genere. E sulla tutela della famiglia.
Nel 2019 abbiamo avuto l’ennesimo record negativo di natalità, con solo 435mila nuovi nati. A sostenere la natalità sono le famiglie straniere: un nato su cinque ha una mamma che non è italiana.
Il tasso di fecondità è di 1,29 figli per donna. In Europa siamo terzultimi, primi solo di Spagna e Malta.
Le mamme giovani sono un  evento raro. L’età media del primo parto è intorno ai 32 anni.

C’è chi punta il dito contro le donne e le giovani coppie, responsabili, secondo alcuni, di non volere figli. Eppure l’Istat nel 2016 ha verificato che il 45% delle donne in età fertile non aveva figli, ma la percentuale di donne che non aveva intenzione di diventare mamma era meno del 5%. Le donne e le coppie sono di fatto costrette a rinviare e anche a rinunciare a progetti di allargare la famiglia a causa di problemi economici e sociali. L’infertility gap, il divario di fertilità, rappresenta la distanza tra il numero di figli desiderato e il numero di figli realmente avuti dalle donne. Nei paesi del sud Europa si rileva il maggior divario, soprattutto in Italia, Spagna e Grecia.

Credit Maria Chiara Gianolla

La famiglia italiana è cambiata. Cresce il numero di famiglie, ma si contrae il numero dei componenti. Nel 2018-2019 le famiglie sono quasi 26 milioni, ma quelle con almeno un figlio minore sono poco più di 6,3 milioni. Le madri che vivono insieme ai figli minorenni sono circa 6 milioni 224 mila. E spetta nella stragrande maggioranza dei casi a loro ogni compito che riguarda la loro gestione.
E lo fanno in assenza di politiche famigliari volte a rendere il ruolo più leggero e ad aiutare a gestire tutto. In Italia è la rete parentale e sociale a dare una mano. Nel 2018 quasi 4 nuclei famigliari su 10 hanno chiesto aiuto a parenti, soprattutto i nonni, e amici per la cura dei figli da 0 a 14 anni.

mamma

Photo by Andrae Ricketts on Unsplash

Essere mamme in Italia: una missione impossibile.

Il rapporto svela poi che non solo diventare mamma è difficile. Essere mamma è una missione quasi impossibile. Perché le disparità di genere, sul lavoro e nelle attività di caregiving a casa, sono ancora troppo pronunciate. Il gap ha ripercussioni notevoli sulla natalità e anche sull’economia di ogni paese.
Conciliare lavoro e genitorialità non è facile. A mancare, come sottolineato dall’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE), “di un sistema di servizi strutturato, ma anche un’organizzazione del lavoro poco funzonale alle esigenze delle donne con responsabilità di cura famigliari“. Tutto questo si traduce spesso o con una rinuncia alla maternità o con l’allontanamento dal mercato di lavoro.

L’Istat ha reso noto che in Italia l’11% delle madri non ha mai lavorato per dedicarsi ai figli. La media europea è del 3,7%. Nel Mezzogiorno il dato riguarda 1 madre su 5, mentre nel resto d’Italia 1 madre su 10. In alcuni casi si tratta di una libera scelta personale, ma in altri è una scelta obbligata per poter riuscire a gestire la famiglia. O perché per le donne che hanno partorito non c’è più un posto nel mondo del lavoro.
Sempre l’Istat ha rilevato ce nel 2014 sono state dedicate 5,7 miliardi di ore alla cura dei bambini, con un valore economico pari a 44,1 miliardi di euro. Il 70,8% di queste ore di caregiving è spettata alle donne.

Credit Maria Chiara Gianolla

Questo dato rivela che in Italia sono le donne soprattutto a prendersi cura della famiglia. Spesso abbandonando il lavoro o diventando delle vere equilibriste per riuscire a fare tutto. Il gender gap nel mondo del lavoro è ancora molto alto rispetto alla media europea. Il divario di genere si è ridotto da 41 a 18 punti, ma è ancora elevato rispetto alla media nell’UE pari a 10 punti.
La disparità di genere, poi, colpisce in modo diverso dal punto di vista geografico. Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia sono tra le 10 regioni europee con tassi di occupazione femminili più bassi. E il divario aumenta anche se in casa ci sono bambini piccoli, rispetto a figli più grandi.

Eppure le donne italiane sono più istruite, hanno un tasso minore di abbandono degli studi, si laureano più degli uomini. Eppure poche donne ancora raggiungono ruoli occupazionali di alto livello nelle aziende e anche nel settore accademico. Da un lato la popolazione femminile ha migliori performance a scuola. Dall’altro, invece, la situazione frena quando si entra nel mondo del lavoro.

A giocare ancora un ruolo troppo pesante sono gli stereotipi di genere, che frenano la popolazione femminile fin dalla più tenera età e alimentato il gender gap.

mamma

Photo by Phil Hearing on Unsplash

L’epidemia di Coronavirus ha peggiorato il gap.

Le nostre abitudini di vita sono state stravolte. Le scuole hanno chiuso e non riapriranno fino a settembre. Mentre le lezioni online hanno dimostrato tantissimi limiti: troppi bambini e ragazzi sono rimasti esclusi dalla didattica a distanza. Una situazione non più sostenibile.
Non solo dal punto di vista educativo, ma anche dal punto di vista della gestione famigliare.
Secondo un report pubblicato per la Festa della mamma ha svelato che le donne con figli hanno lavorato più dei papà. I genitori single sono più in difficoltà e la maggioranza è rappresentata da donne. 302mila mamme contro 47mila papà.

Soprattutto le mamme italiane hanno dovuto fare i conti con il lavoro da casa, le lezioni online, la gestione della casa e della famiglia, in assenza di altri aiuti esterni. A pesare proprio la lontananza dagli affetti cari, ma anche la limitazione di attività che avrebbero potuto migliorare il benessere personale, schiacciate dal peso di lavoro di cura dei figli minori. Senza dimenticare i problemi economici e il rischio di perdere il lavoro. Oltre ai conflitti in casa, con episodi di violenza domestica che, complice l’isolamento, potrebbero essere molti di più di quelli denunciati.

Credit Maria Chiara Gianolla

L’emergenza Coronavirus ha messo le donne in una nuova posizione di pericolo, soprattutto in questa fase di ripartenza dove sembra impossibile ritrovare l’equilibrio con le scuole chiuse e magari con i nonni non disponibili perché più a rischio.
Il rischio di un ritorno al passato con la figura femminile simbolo dell’animale del focolare, intenta a cucinare e prendersi cura dei bambini, è forte.
Senza politiche adatte, si rischia di tornare indietro. E vedere sprecati anni di lotta per raggiungere la parità di genere.

Altro dall’autore:

About Author

Redazione i404

i404 racconta com'è cambiato il mondo e dove sta andando. Quello che raccontiamo è un’opportunità.


COMMENTA CON FACEBOOK




Lascia un commento

RILEGGI LIVE - Gattuso: "Falsità sul litigio! Giocare benissimo non basta, serve cattiveria!",... - Tutto Napoli-Filippo Oggioni e il Vecchio Ristoro ottengono la stella Michelin - AostaSera-Sportmediaset - Juve-Dybala, non ci siamo: la Joya è diventata un problema - Tutto Juve-Istruttoria Antitrust su Benetton: “Abuso di dipendenza economica nel franchising” - Il Fatto Quotidiano-Stefano D'Orazio, Roby Facchinetti al Costanzo Show: "Le ultime parole, prima di morire". La più straziante delle beffe - Liberoquotidiano.it-Cosa si sa del monolite trovato nello Utah - Il Post-Covid Toscana: nuovi contagi stabili (con più tamponi). Giani: "986 nelle ultime 24 ore" - LA NAZIONE-Ibra: 'Infortunio? Niente di grave, una o due settimane. Primi mesi difficili, il Milan voleva cambiare filosofia. Sul futuro...' - Calciomercato.com-Sul fronte delle scuole riaperte il PD si spacca: “Se il rientro funziona sarà merito solo di Azzolina” - Orizzonte Scuola-Covid: Speranza, il 2 dicembre presento il piano vaccini - Sanità - Agenzia ANSA
Top