L’8 marzo non è la Festa della donna

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiLa Festa della donna non esiste. Esiste la Giornata internazionale delle donne, che si celebra l’8 marzo.
Non un riduttivo giorno di festa, ma un momento di riflessione, di approfondimento, di consapevolezza, per comprendere quali diritti l’universo femminile ha conquistato nel corso della storia e quanta strada c’è ancora da compiere.
Non chiamatela semplicemente festa.

Origini della festa della donna, tra mito e realtà

Sulle reali origini della celebrazione si fa spesso confusione. Dal secondo dopoguerra in poi, infatti, sono nate teorie prive di fondamento sulla nascita dell’8 marzo. C’è chi ipotizza sia tutto nato per ricordare la morte di centinaia di operaie nel rogo di una fabbrica di camicie nel 1908 a New York, azienda che però risulterebbe inesistente. Forse il fatto viene confuso con un reale incendio che ha avuto luogo nella Grande Mela il 25 marzo 1911, alla Triangle, nel quale persero la vita 146 lavoratori (123 donne e 23 uomini).

Altre teorie ricordano una manifestazione sindacale di operaie tessili nel 1857, sempre a New York, e la dura repressione della polizia. Si tratta di ricostruzioni che sono però non veritiere, dal momento che le origini storiche della celebrazione hanno una connotazione più politica e maggiormente legata alla rivendicazione di diritti che fino ad allora erano sempre stati negati alle donne.

Giornata internazionale dei diritti della donna
Foto di Katherine Hanlon su Unsplash

Quando è nato l’8 marzo

Tutto ha avuto inizio al VII Congresso della II Internazionale socialista che si è svolto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto del 1907. In quell’occasione si parlò, tra gli altri argomenti, di questione femminile e voto alle donne. I partiti socialisti si impegnarono a lottare per il suffragio universale delle donne.

L’anno seguente negli Stati Uniti d’America Corinne Brown decise di invitare alla consueta conferenza domenicale del Partito socialista di Chicago tutte le donne, in quello che venne definito il Woman’s Day, il giorno della donna. Fu la sede per parlare di sfruttamento, discriminazioni sessuali e diritto di voto. Da allora si decise di dedicare l’ultima domenica del mese di febbraio all’organizzazione di manifestazione in favore del suffragio universale femminile, a partire dal 1909. La delegazione americana propose poi alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste del 1910 di istituire una giornata per rivendicare i diritti delle donne.

Negli USA continuarono a celebrarla l’ultima domenica del mese di febbraio, mentre altri paesi europei scelsero altre date. Si giunse all’8 marzo per un evento che ha avuto luogo a San Pietroburgo nel 1917, quando le donne marciarono per chiedere la fine della guerra, dando il via alla Rivoluzione russa.

Festa della donna e mimosa in Italia

In Italia si parla di questa giornata a partire dal 1922, per iniziativa del Partito comunista d’Italia.
L’Unione Donne, nata nel 1944, decise di celebrare l’8 marzo del 1945 la prima giornata della donna nelle zone dell’Italia libera. L’8 marzo del 1946 venne estesa in tutta Italia e in questa occasione è nato anche il simbolo della celebrazione, la mimosa, che fiorisce proprio tra febbraio e marzo, su idea di Teresa Noce, di Rita Montagnana e di Teresa Mattei.

mimose 8 marzo
Foto di Raimond Klavins su Unsplash

Cosa si festeggia l’8 marzo

L’8 marzo di ogni anno si celebra la Giornata internazionale dei diritti della donna, anche se comunemente la chiamiamo Festa della donna o Festa delle donne, credendo che si tratti di un momento per celebrare la figura femminile, la sua bellezza, la sua unicità. Invece è una questione di diritti e di parità di genere.

L’8 marzo di ogni anno (e non solo quel giorno) siamo tutti invitati, donne e uomini, a riflettere sulle importanti conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, ma anche a non dimenticare le discriminazioni e le violenze che purtroppo molte donne devono ancora subire. E ai diritti che vengono sistematicamente calpestati, negati, tolti.

Perché non festeggiare la Festa della donna

Perché in realtà dovremmo celebrare la Giornata internazionale dei diritti della donna. Ricordandoci della strada percorsa e di quella che c’è da fare. Senza mai dare per scontati diritti che sono stati conquistati a fatica e che ancora oggi in ogni angolo nel mondo, anche nei paesi democratici, sono spesso messi in discussione.

Non chiamatela semplicemente festa, perché non lo è se ancora oggi ragazze e donne sono costrette a subire abusi solo perché quando sono nate sulla loro culla c’era un fiocco rosa.

Per tutte le violenze consumate su di Lei
per tutte le umiliazioni che ha subito
per il suo corpo che avete sfruttato
per la sua intelligenza che avete calpestato
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata
per la libertà che le avete negato
per la bocca che le avete tappato
per le ali che le avete tagliato
per tutto questo:
in piedi, Signori, davanti ad una Donna.
(William Shakespeare)

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