Perché l’inclusione scolastica in Italia deve essere la priorità di tutti

In evidenza

Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

inclusione scolastica
Photo by note thanun on Unsplash

L’inclusione scolastica in Italia è fondamentale per garantire il diritto all’istruzione di tutti i ragazzi.
La definizione di inclusione scolastica spesso non è così chiara e si tende a confondere quella che è una priorità che in tutti gli istituti accademici, di ogni ordine e grado, dovrebbe essere assicurata. Per accogliere ogni studente e fare in modo che si senta parte del sistema classe.

Esiste anche una legge in Italia che prevede una serie di regole che purtroppo spesso, a causa di tagli, scarsa preparazione, disattenzione, non vengono seguite. E a farne le conseguenze, come sempre, sono i nostri bambini e i nostri ragazzi che frequentano una scuola che sulla carta ambisce a essere inclusiva. Ma nei fatti non lo è ancora del tutto.

Definizione di inclusione scolastica, per non sbagliare più

Cosa significa “inclusione scolastica”? La storia dell’inclusione scolastica è lunga. Un tempo non si usava questo termine. Si preferiva usare la parola integrazione, che da qualche tempo è diventata però obsoleta in tal senso. Perché la definizione di inclusione scolastica è migliore per rappresentare il processo attraverso cui la scuola si trasforma in un ambiente che garantisce a tutti gli studenti, nessuno escluso, di vedere soddisfatti i propri bisogni, in particolare chi ha bisogni educativi speciali o ha difficoltà in alcuni campi di apprendimento.

L’inclusione scolastica garantisce a tutti gli alunni, di ogni età, di avere pari opportunità nell’accesso all’istruzione. Anche attraverso programmi pensati appositamente per non lasciare nessuno indietro. In particolare gli studenti che soffrono di disturbi dell’apprendimento, che arrivano da un ambiente famigliare e sociale disagiato e difficile o alunni con disabilità motorie e cognitive. A tutti i bambini e a tutti gli adolescenti che varcano la soglia di un istituto scolastico deve essere garantito il diritto all’istruzione. Ed è compito di dirigenti e insegnanti metterli in condizione di avere gli strumenti idonei e il supporto migliore per poter sviluppare i propri talenti e le proprie potenzialità.

inclusione scolastica in Italia
Photo by CDC on Unsplash

Storia dell’inclusione scolastica in Italia

Il percorso dell’inclusione scolastica in Italia è stato molto lungo e travagliato.
Si parte nel 1849 con la riforma che sancisce l’istruzione obbligatoria ai minori, senza però parlare degli studenti con disabilità, di fatto esclusi da questo diritto fino alla legge del 1923, che istituisce scuole apposite per ciechi e sordi. Nel 1928 il Testo Unico delle leggi sull’istruzione elementare aggiunte la possibilità di formare classi differenziali per altri allievi con disturbi della psiche.

Si passa poi direttamente agli anni Settanta, con la Legge n. 118/1971 che sancisce l’obbligatorietà della scuola anche agli alunni con disabilità, non escludendoli, ma garantendo loro di partecipare alle lezioni insieme ai loro compagni.
La Legge 517 del 1977 e poi le leggi 104/1992, 170/2010 e la Direttiva ministeriale di dicembre 2012 introducono di fatto l’inclusione scolastica di tutti i minori, per garantire l’accesso all’istruzione e consentire a ogni studenti di sentirsi parte della comunità scolastica, senza più escludere o separare in istituti o classi differenziali alcuni ragazzi.

L’ultima normativa in Italia sull’inclusione scolastica è il D.lgs. n. 66/2017, modificato dal D.lgs n. 96/2019, al quale poi è seguito il 29 dicembre 2020 il D.I. n. 182, per delineare linee guida per il rispetto dell’inclusione da parte di tutti i soggetti coinvolti, con progetti e laboratori ad hoc per garantire a tutti di seguire le lezioni in modo sereno e costruttivo.

Come favorire l'inclusione scolastica
Photo by LinkedIn Sales Solutions on Unsplash

Come favorire l’inclusione scolastica

Dirigenti e docenti devono favorire l’inclusione scolastica. Garantendo a ogni studente l’accesso alle lezioni e all’apprendimento, valorizzandone anche skills e attitudini. Il Centro Studi Erickson offre una serie di spunti da prendere in considerazione per incentivare la coesione in classe e, di conseguenza, migliorare le condizioni di apprendimento di ogni studente.

  1. I compagni di classe sono la risorsa più preziosa per poter attivare i processi inclusivi. Dal primo all’ultimo giorno bisogna lavorare sulla collaborazione e sulla cooperazione, valorizzando il lavoro in coppia o in piccoli gruppi. L’apprendimento non è un processo solitario, ma fatto di relazioni, di dialogo, di incontro.
  2. I docenti dovrebbero adattare le lezioni, gli spazi e anche il modo di comunicare per venire incontro a tutti i livelli di abilità e a ogni stile cognitivo presente in aula.
  3. Molto utile potenziare le strategie logico-visive, facendo ricorso a mappe mentali e mappe concettuali, che sono un grande aiuto per tutti gli studenti.
  4. Gli insegnanti dovrebbero aiutare i ragazzi ad affrontare l’apprendimento attraverso processi cognitivi come l’attenzione, la pianificazione, la memorizzazione, il problem solving, così da migliorare e sviluppare le abilità di ognuno.
  5. Ogni alunno ha i suoi tempi e il suo metodo di studio e questo deve essere tenuto in considerazione, per poter aiutare ogni alunno a trovare la via più efficace, non standardizzando le proposte, ma personalizzandole.
  6. Le emozioni sono fondamentali. La psiche anche a scuola gioca un ruolo fondamentale. Compito degli educatori è quello di aiutare ogni alunno a migliorare l’autostima, ad avere un’immagine positiva di sé, a gestire le proprie emozioni e sviluppare consapevolezza.
  7. La valutazione deve avere un valore formativo. Non è questione di dare voti. Bisogna aiutare i ragazzi a migliorare, a capire, a trovare il metodo di studio migliore. La valutazione deve esser e un momento formativo e motivante, non una punizione.

Cos’è la cosa più importante che uno impara a scuola? L’autostima, l’appoggio e l’amicizia.
(Terry Tempest Williams)

- Pubblicità -spot_imgspot_img

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome