I giochi non hanno genere: basta ai giocattoli da maschio e ai giocattoli da femmina

In evidenza

Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minuti

I giochi non hanno genere
Photo by Jackson Simmer on Unsplash

Le bambole sono da femmine. Mentre le macchinine sono da maschi. Il rosa è il colore per lei, il blu è il colore per lui. I maschi non fanno danza. Le femmine non giocano a calcio. Stereotipi duri a morire che fanno male alla crescita dei nostri figli, imbrigliati in categorie senza via d’uscita che non hanno più ragione di esistere. I giochi non hanno genere. Così come gli sport, i colori… Anche la Lego prova a sdoganare questo concetto, annunciando una piccola grande rivoluzione verso quella parità di genere che si impara fin da piccoli (e che i piccoli potrebbero insegnare ai più grandi, ancora duri ad abbandonare vecchi preconcetti e pregiudizi).

Perché i giochi non hanno genere

I giochi servono ai bambini per crescere. Giocare da soli con i propri giocattoli preferiti o condividerli con coetanei o persone più grandi è fondamentale per lo sviluppo dei più piccoli di casa. Ogni bambino dovrebbe essere lasciato libero di sperimentare attraverso il gioco, perché solo così si imparano tante cose che gli serviranno per il suo domani.
E qui entrano in gioco le suddivisioni nette tra i due sessi quando si parla di giocattoli. Una distinzione inutile e persino dannosa, perché come suggeriscono esperti di pedagogia, il nostro patrimonio genetico ha sia elementi maschili sia elementi femminili, che devono trovare un equilibrio per lo sviluppo della personalità di ogni individuo.
Grazie ai giochi i bambini sperimentano situazioni e ruoli. Giocare a far finta di essere qualcun altro è un’esperienza ottima a ogni età, soprattutto quando questo tipo di attività è condivisa con i coetanei, per potersi esercitare anche a mettersi nei panni dell’altro, mentre si cerca la propria strada nel mondo.

Purtroppo nella scelta dei giochi e nel considerarli da maschio o da femmina (cosa che avviene anche per lo sport, per gli studi – con sempre poche donne che affrontano percorsi accademici legati a materie STEM, per il lavoro) il contesto gioca un ruolo fondamentale. I bambini sono particolarmente influenzati dall’ambiente che li circonda. La classica domanda che viene fatta quando si compra un gioco per i più piccoli è: da maschio o da femmina? Stessa domanda per la carta da regalo che si usa per impacchettarli: rosa per lei e blu per lui. Si tratta però di stereotipi. Come se le bambine non potessero imparare niente dal giocare con le macchinine. O i bambini con le bambole. Spesso sono i genitori a frenare le richieste dei più piccoli, che dall’alto della loro innocenza e genuinità non vedono questa distinzione. Ma di fronte a loro ammirano solo giochi con cui divertirsi. A prescindere dal proprio genere.

mattoncini lego rosa
Photo by Ryan Quintal on Unsplash

I giochi sono per tutti e per tutte

Gli stereotipi di genere si trovano dappertutto. Sulle confezioni dei giocattoli, che indicano per chi sono indicati. Di solito i ruoli casalinghi, di accudimento o educativi sono considerati prettamente femminili, mentre quelli più avventurosi, dinamici sono considerati prettamente maschili. Ma anche sui cataloghi dei negozi specializzati o dei centri commerciali: quando arriveranno i prossimi volantini, facci caso. Senza dimenticare le pubblicità, in cui le bambine sono sempre intente a giocare con le bambole o a truccarsi e i bambini a giocare a palla o con i super eroi più famosi.
Messaggi impliciti sbagliati che non permettono ai bambini di sperimentare davvero ogni tipo di ruolo, attività utile anche per sviluppare empatia e rispetto dell’altro. Perché oggi gridiamo allo scandalo se un bambino a Babbo Natale chiede una cucina giocattolo o il set di bambolotti con culla e passeggino? O se una bambina vuole l’ultimo modello di macchina radiocomandata o un pallone per giocare a calcio? Bambini e bambine dovrebbero essere lasciati liberi di giocare, a casa come a scuola, con quello che desiderano di più. Come bisognerebbe lasciarli liberi di scegliere lo sport che ritengono migliore in quel momento.

Le case produttrici dovrebbero smetterla di categorizzare per genere i giochi. E lo stesso dovrebbero fare i negozianti. A cambiare deve essere il contesto, anche quello famigliare e scolastico.

stereotipi di genere
Photo by Vlad Hilitanu on Unsplash

La Lego dice addio alle etichette “giochi da maschi” e “giochi da femmine”

L’annuncio è uno di quelli che sta facendo il giro del mondo. L’azienda produttrice dei mattoncini colorati più famosi e più usati nel mondo (e non solo dai bambini) ha infatti deciso di abbattere gli stereotipi di genere che ancora esistono, anche nel settore dei giocattoli. La decisione è stata presa dopo aver condotto un sondaggio che ha rivelato un disagio da parte dei consumatori per quello che riguarda le etichette che assegnerebbero ai maschi delle tipologie di gioco e alle femmine altri.
La ricerca è stata condotta dal Geena Davis Institute on Gender in Media. I sondaggisti hanno scoperto che le bambine sarebbero pronte e sicure di sé a giocare con confezioni di costruzioni pensate per i maschi. Mentre, al contrario, il 71% dei bambini ha paura di essere preso in giro se dovesse essere visto utilizzare scatole con dentro giocattoli descritti come dedicati alle ragazze. E a quanto emerge dallo studio, i genitori giocherebbero un ruolo fondamentale nell’aumentare questo timore. Se da un lato le bambine sono più coraggiose e tentano di scardinare pregiudizi che riguardano anche il mondo dei giocattoli, dall’altro i bambini sono più timorosi di quello che gli altri potrebbero pensare.

E così la Lego ha deciso di dire addio per sempre alle etichette di genere dai suoi giochi e anche dalle categorie del sito. Preferendo da oggi in poi definire i propri prodotti per passione e interesse e non più per genere. Sperando che sempre più aziende facciano lo stesso.

- Pubblicità -spot_imgspot_img

Commenta

Perfavore inserisci un commento!
Nome

- Pubblicità -spot_img