Se sei donna in Italia sempre pietre in faccia riceverai

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Una giornalista italiana che da anni svolge con professionalità il suo mestiere derisa da un “tg” satirico per il suo aspetto fisico.
Un’attrice e conduttrice italiana presa di mira per le sue prime esperienze nel mondo dello spettacolo e non per la sua bravura di oggi.
Una ministra della salute straniera presa in giro per il suo aspetto fisico.

In Italia se sei donna riceverai sempre pietre in faccia. E nessuno ti giudicherà per quello che sai fare. Si fermeranno tutti al tuo aspetto fisico. O ad aspetti della tua vita che nulla hanno a che vedere con il tuo presente. Body shaming e discriminazione sono di casa nel nostro paese.

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Photo by Ian Keefe on Unsplash

Giovanna Botteri, Striscia la Notizia e Michelle Hunziker.

Sta facendo discutere il caso Giovanna Botteri, una bravissima giornalista che da anni svolge con professionalità il suo lavoro.
Un giorno, però, Striscia la Notizia decide di deriderla e darla in pasto agli haters.
La giornalista e corrispondente per il Tg1 è diventata la protagonista di un video del 24 aprile 2020, in cui Michelle Hunziker parlava del suo aspetto fisico. Prendendola di mira perché, a differenza di altre giornaliste televisive, non curerebbe troppo il suo look: abiti, capelli, trucco.

A ogni collegamento dalla Cina la corrispondente sfoggiava il medesimo abito nero.

Ma non finisce qui. Perché sempre la signora Trussardi fa notare come in uno degli ultimi collegamenti sia apparsa con capelli splendenti. Mostrando la giornalista in una vasca da bagno cartoon. Quasi a voler dire che “finalmente si è data una sistemata“.
Ben presto quel video ha fatto il giro dei social. Diventando il prediletto da haters e leoni da tastiera che ci sono andati giù anche pesantemente.

Tutto il mondo del giornalismo ha espresso solidarietà a Giovanna Botteri. E lo stesso hanno fatto i sindacati Cpo Cnog, Fnsi e Usigraqi e Giulia Giornaliste. Sottolineando che l’attacco insensato di Striscia la notizia altro non è che body shaming.

In inglese si chiama body shaming, ma la potenza negativa di questa pratica si esprime bene anche usando l’italiano. Derisione, fino ad arrivare a vere e proprie offese, per come si appare, per come è il corpo, per come ci si veste. Nemmeno a dirlo è una pratica ormai diffusissima nei social network. Colpite sono soprattutto le donne, che sono il gruppo sociale più odiato in rete. Una forma di attacco subdolo perché attraverso la risata che vorrebbe suscitare, ridicolizza, ferisce. In questo ultimo periodo ne è stata oggetto la collega Giovanna Botteri, corrispondente Rai da Pechino. La si giudica, deride, offende per come si veste. Per i suoi capelli. L’abbiamo contattata per esprimerle la nostra solidarietà. Lei non ha voluto, non vuole farne un caso personale. Ma ci invita tutte e tutti ad una sacrosanta battaglia culturale. Lo fa con queste parole, usate nella nostra corrispondenza dì questi giorni.

La risposta di Giovanna Botteri è epica.

Mi piacerebbe che l’intera vicenda, prescindendo completamente da me, potesse essere un momento di discussione vera, permettimi, anche aggressiva, sul rapporto con l’immagine che le giornaliste, quelle televisive soprattutto, hanno. O dovrebbero avere secondo non si sa bene chi…
Qui a Pechino sono sintonizzata sulla Bbc, considerata una delle migliori e più affidabili televisioni del mondo. Le sue giornaliste sono giovani e vecchie, bianche, marroni, gialle e nere. Belle e brutte, magre o ciccione. Con le rughe, culi, nasi orecchie grossi. Ce n’è una che fa le previsioni senza una parte del braccio. E nessuno fiata, nessuno dice niente, a casa ascoltano semplicemente quello che dicono. Perché è l’unica cosa che conta, importa, e ci si aspetta da una giornalista. A me piacerebbe che noi tutte spingessimo verso un obiettivo, minimo, come questo. Per scardinare modelli stupidi, anacronistici, che non hanno più ragione di esistere. Non vorrei che un intervento sulla mia vicenda finisse per dare credibilità e serietà ad attacchi stupidi e inconsistenti che non la meritano. Invece sarei felice se fosse una scusa per discutere e far discutere su cose importanti per noi, e soprattutto per le generazioni future di donne.

Mentre Michelle Hunziker si arrampica sui vetri.

Subito Michelle Hunziker ha preso le distanze da quanti accusavano lei e il programma di Antonio Ricci di fare del body shaming. Con scuse che però non hanno convinto nessuno.

Ciao ragazzi, ho visto che si è alzato un polverone incredibile di una fake news. Dicono che noi abbiamo offeso pesantemente una giornalista che si chiama Giovanna Botteri. Cosa assolutamente non vera perché noi di Striscia abbiamo mandato in onda un servizio a favore di questa giornalista.

Anche Antonio Ricci ha parlato di “un servizio a favore di Giovanna Botteri, ma molti commentatori da bar che esprimono opinioni per sentito dire scrivono che ce la siamo presa con lei. Diciamo subito che per non cadere nell’errore sarebbe bastato ascoltare il rientro in studio di Gerry Scotti: ‘Brava, brava Giovanna, vai avanti così nel tuo importante lavoro e non badare a chi sta a guardare il capello’”.

Scuse che non convincono. Perché se tutti hanno capito il contrario, forse il servizio partiva proprio da un messaggio sbagliato. E c’è chi accusa la conduttrice svizzera di aver dato in pasto una donna ai facili commenti dispregiativi sui social. Proprio lei che insieme a Giulia Bongiorno ha dato vita a un’associazione, la Onlus Doppia Difesa, che dovrebbe difendere le donne da ogni tipo di violenza. Sì, anche quella verbale e psicologica, la più subdola e invisibile, ma che fa comunque male.

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Photo by Pim Chu on Unsplash

Ambra Angiolini e il concerto del primo maggio.

Il concerto del primo maggio, Festa dei Lavoratori, non si è fermato. Niente pubblico, ma i cantanti che hanno aderito al progetto hanno comunque dato sostegno e vicinanza ai tanti italiani alle prese tra cassa integrazione, bonus che non arrivano, precarietà, paura di un futuro lavorativo che si fa sempre più difficile. A condurre e a unire le diverse performance Ambra Angiolini, bravissima attrice e conduttrice, che ha dimostrato di avere stoffa da vendere.
Peccato che in Italia questo non conti nulla. E tutti a puntare il dito contro un’altra professionista. Ricordandola solo per i suoi esordi televisivi. In quel programma, Non è la Rai di Gianni Boncompagni, che ha lanciato anche altre bravissime attrici, come Claudia Gerini. Ma chissà perché di lei non si parla solo ed esclusivamente collegandola a quell’esperienza lavorativa in giovanissima età.

Ambra Angiolini ha aperto il concertone del primo maggio con un monologo da brividi. Ma sui social l’odio si è espresso in pochissimi istanti, verso una donna dalla bravura eccezionale, che per alcuni però rimane relegata in una figura del passato che non la abbandonerà mai.
Commenti sessisti, battutine, accuse di ogni genere. Verso una donna la cui unica colpa è aver iniziato a lavorare nel mondo dello spettacolo nel programma Non è la Rai. Come se tutto quello che ha fatto in seguito non valesse nulla.

Perché se sei donna in Italia fare carriera non è facile. Perché ancora esiste una cultura dove l’apparenza è tutto. E dove le donne devono sempre dimostrare di essere migliori, più capaci, più preparate. Ma anche quando lo dimostrano, gli haters troveranno sempre qualcosa per cui criticarti, affossarti, darti in pasto ai commenti più beceri. Solo per il fatto di essere nata donna.

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Photo by I.am_nah on Unsplash

Body shaming verso il ministro belga Maggie De Block.

Ma l’odio tutto italiano verso le donne, verso il loro corpo, verso la loro professionalità, svalica anche i confini del nostro paese.
Ed ecco che poco tempo fa, un giornale online italiano ha parlato di una ministra belga facendo riferimento al suo fisico. Al suo peso. Perché l’immagine è tutto e poco importa se tu sei a capo di un Ministero di un importante paese europeo. Tutti si fermeranno a controllare il tuo peso sulla bilancia.

Coronavirus, Belgio cambia conteggio dei morti, decide Maggie, ministro da 140 kg.

Questo il titolo apparso su Affari italiani in riferimento al ministro della salute belga Maggie De Block e alle sue decisioni legate all’emergenza Coronavirus. Cosa c’entra il suo peso?
Non una novità per la stampa italiana. Vi ricordate quando Teresa Bellanova è stata eletta ministro dell’Agricoltura in Italia? Nessuno commentava iil suo curriculum o parlava di lei, giustamente, per quello che sapeva fare, per le dichiarazioni, per le sue idee. Tutti fermi a commentare il look scelto per le prime foto da ministro.
A Daniele Capezzone che parlava di look da Carnevale o Halloween, lei ha risposto così.

Basta body shaming. Sì a una nuova cultura basata su messaggi positivi. Nessuno deve più essere preso di mira per il suo fisico. Ognuno dovrebbe essere orgoglioso di chi è, fisicamente e mentalmente.

Sono orgogliosa del mio corpo e dovreste esserlo anche voi del vostro. Siate semplicemente voi stessi. Questa è roba da campioni.
Lady Gaga

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Redazione i404

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