Quando un bacio vale più di mille parole. Non solo tra amanti

Il bacio di Romeo e Giulietta simbolo dell’amore eterno. Quello di Paolo e Francesca, emblema dell’amore contrastato. Fedez e Chiara Ferragni all’Arena di Verona, per raccontare l’attualità.

Già gli uomini di Neanderthal si scambiavano effusioni amorose con le labbra. È un rimando materno al premasticare il cibo per i cuccioli. Tre le parole che indicavano il bacio nell’Antica Roma: l’osculum, il bacio dell’amore filiale, il basium per le mogli, il savium per i baci erotici.
Il bacio è molto più di un apostrofo rosa tra le parole Ti amo. Che sia dato sulle labbra o sulla guancia, ma anche sulla fronte. Che sia il bacio tra amanti, tra genitori e figli, tra fratelli, tra amici. Ma anche tra individui che con quello vogliono suggellare un patto.

Romeo e Giulietta

Photo by Janayara Machado on Unsplash

Bacio tra storia, arte e letteratura.

Il bacio nell’arte.

Ogni epoca religiosa ha raccontato i baci con intensità e passione.
Da Il bacio di Francesco Hayez di Romeo e Giulietta (ripreso anche da Frank Dicksee) a quello di Gustave Klimt.
Passando per Gli amanti di Magritte, L’anniversaire di Marc Chagall, e Il bacio con la finestra di Munch. Ma anche Il Bacio di Amos Cassoli, il bacio di Picasso, la coppia di Giorgio de Chirico formata da Ettore e Andromaca. Baci meno convenzionali: The Kissing Coppers di Banksy, Kiss V di Roy Lichtenstein, L’abbraccio di due ragazze di Egon Schiele.

Il bacio nella letteratura.

La letteratura ha sempre parlato di splendidi baci.
William Shakespeare parlava del bacio tra Romeo e Giulietta. Dante Alighieri di quello tra Paolo e Francesca. In Cyrano de Bergerac veniva descritto come “un giuramento fatto più da vicino, una promessa. Più precisa, una confessione che vuoi conferma, un apostrofo rosa tra le parole «t’amo»“. Ugo Foscolo sottolineava che Jacopo dopo il bacio a Teresa diventava divino.
Tornando a tempi più antichi, Catullo diceva:

Tu dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille, e quindi cento,
quindi mille continui, e quindi cento.
E quando poi saranno mille e mille,
nasconderemo il loro vero numero,
che non getti il malocchio l’invidioso
per un numero di baci così alto.

Pablo Neruda scriveva: “Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai, ti volterai senza vedermi ma io sarò lì“. E Jacques Prévert nella sua I ragazzi che si amano:

I ragazzi che si amano si baciano in piedi
Contro le porte della notte
E i passanti che passano li segnano a dito
Ma i ragazzi che si amano
Non ci sono per nessuno

Il bacio gossip.

Oggi i baci vengono scambiati a favor di telecamere, obiettivi e smartphone. Per fare audience e like.
Baci che non sono più segreti, nascosti, che non passano più inosservati o si cerca di non raccontare al mondo. Al contrario, diventano puro esibizionismo.
I baci nei reality show tra perfetti sconosciuti, scambiati nei talk show televisivi come merce di scambio per far aumentare l’Auditel, dati per strada mentre ci si scatta allegramente dei selfie da condividere sui social. Perché è la piazza, baby. Ed è il rischio da pagare.

Il bacio

Photo by Filipe Almeida on Unsplash

Il bacio politico, nobile e religioso.

Nella Cristianità il bacio è stato simbolo di pace, al posto dell’attuale stretta di mano in chiesa.
Non solo simbolo di amore e di affetto, ma anche di fratellanza, unione, avvicinamento, comunità.

Ma il bacio è anche altro. È sintomo di intesa di affari, di politica, di accordi. Fin dai tempi dei romani, quando era consuetudine scambiarsi un bacio e prendersi la testa tra le mani per siglare patti duraturi.

Il bacio può essere religioso. Gli islamici baciano la Pietra Nera della Mecca, gli ebrei il Muro del pianto, gli hindu la terra dei templi, i cristiani la croce di Cristo o l’anello papale.
Si utilizza anche per indicare il tradimento, con il famoso bacio di Giuda a Gesù Cristo.
In tempi arcaici il baciamano era il gesto con cui i gentiluomini sfioravano delicatamente con le labbra il dorso della mano femminile.

 

 
 
 
 
 
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Il bacio può essere politico. Nel Medioevo i capi delle fazioni si baciavano in bocca. Oggi il baciarsi le mani è un simbolo mafioso. Mentre il bacio tra capi religiosi torna a essere sinonimo di alleanza.
Celebre, il bacio tra fra Leonid Breznev ed Erich Honecker del 1979, all’epoca rispettivamente presidente dell’Unione Sovietica e della Germania dell’Est. Immagine fra le più simboliche, dipinta dall’artista russo Dmitry Vrubel sulla parte est del Muro di Berlino (poi copiata in una discussa campagna di Oliviero Toscani realizzata con il fotomontaggio di un bacio tra papa Benedetto XVI e l’imam del Cairo Mohamed Ahmed el-Tayeb. Lo stesso Toscani che aveva fatto baciare un prete ed una suora).
Baci che fanno scalpore, scandalo, ma anche informazione ed educazione.
Come i timidi baci gay apparsi al cinema ed in televisione, con serie tv o programmi stile reality per sdoganare, facendo entrare in empatia con gli omosessuali prima ed i transgender poi.

Perché un bacio lancia un messaggio.
Non solo a chi lo riceve. Ma anche a chi si trova dall’altra parte a godere dello spettacolo.

Immagine da Pinterest

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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