Essere mancini in un mondo che gira al contrario

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Anche i mancini hanno la giornata a loro dedicata. Il 13 agosto tutto il mondo si ferma a riflettere sulla quotidianità che le persone che usano come principale la mano sinistra, in una società che invece usa maggiormente la destra, devono affrontare.

Quali i disagi? E quali le opportunità? Lo abbiamo chiesto a chi ogni giorno deve fare i conti con un mondo che gira al contrario.

13 agosto, Giornata internazionale dei mancini.

L’International Lefthanders Day è un evento mondiale istituito dal club Lefthanders International nel 1992. Obiettivo è diffondere consapevolezza sulla vita dei mancini, sia nel bene sia nel male. Perché la quotidianità può non essere facile per chi usa come mano principale la sinistra.
La giornata è anche l’occasione per diffondere la conoscenza di strumenti pensati ad hoc per i mancini. In particolare quelli progettati per i bambini.

mancini

Photo by Giulia May on Unsplash

I mancini famosi della storia.

Tanti grandi personaggi tra i più illustri che la storia ci abbia donato sono mancini.
I mancini rappresentano circa il 15% della popolazione mondiale. E nel corso della storia sono stati tanti nomi celebri testimonial del mancinismo.
Il mancino più famoso è stato Albert Einstein. Che però scriveva con la destra. Molti mancini, infatti, erano costretti a imparare a usare la mano non predominante a scuola. Per fortuna oggi le cose sono cambiate e quella che veniva considerata la mano del diavolo può essere tranquillamente usata per fare ogni cosa.
Oltre a lui conosciamo mancini celebri come Barack Obama, Napoleone, Lady Gaga, Paul McCartney, Charlie Chaplin, Bill Gates, Steve Jobs, Kurt Cobain, Mark Zuckerberg, Van Gogh, Maradona, Neil Armstrong.
Chi è mancino avrebbe maggiore predisposizione per l’arte e la manualità, parlerebbe meglio in pubblico, potrebbe diventare un asso dello sport. E secondo alcune ricerche i mancini sono anche più intelligenti della media.

Ma quali sono le difficoltà che queste persone potrebbero incontrare ogni giorno? E quali le opportunità? Noi lo abbiamo chiesto ad alcuni amici, lettori, colleghi. E le risposte a volte ci hanno proprio stupito.

mano mancina

Photo by Mink Mingle on Unsplash

Addio mano del diavolo.

La mano sinistra era considerata la mano del diavolo. Chi la usava per scrivere, mangiare e fare altre attività quotidiane un tempo veniva costretto a usare la destra. Andando contro la propria stessa natura. Per fortuna abbiamo superato quelle credenze medievali e oggi essere mancino non è più un problema. O quasi.

Elena Braghin, giornalista e copywriter freelance, ci racconta che oggi molti dispositivi e strumenti possono essere settati per l’uso dei mancini. Come ad esempio il mouse. Mentre a tavola non ci sono problemi: “Siamo pari con i destrorsi! Perché devo sì prendere il cucchiaio dalla destra (con la mano sinistra), ma forchetta e coltello sono nella posizione giusta“. 1 a 1 palla al centro, insomma.

In generale possono dare fastidio tutti gli strumenti che hanno un’impugnatura ergonomica, perché solitamente è ideata per la mano destra. L’aspetto più carino è che le persone (per credenza popolare) considerano subito i mancini dei creativi e la cosa non mi dispiace affatto.

Quando la mano sinistra non si poteva usare.

Lisa è una casalinga che vive a Torino. Classe 1957, racconta che a scuola l’hanno costretta sempre a usare la mano destra. Mentre sua mamma, lungimirante, le faceva tranquillamente usare a casa la mano sinistra. E oggi è in grado di usarle entrambe: per lei una grande opportunità. Anche perché può usare oggetti come forbici, pelaverdure, ma anche bancomat e carte di credito con più facilità, visto che sono strumenti pensati per chi è destrimane. Senza ricorrere ad oggetti pensati appositamente per i mancini.
Enrico, commerciale per una ditta che vende prodotti alimentari all’ingrosso, ci ha anche raccontato di aver ceduto agli strumenti per mancini. Come ad esempio le forbici, perché altrimenti era impensabile usarli.

Anche Raffaela Lazzerin, illustratrice e web designer, ci ha raccontato della mano del diavolo. Classe 1962, in prima elementare l’uso della stilografica a inchiostro con stantuffo è stato un incubo. Usava molta carta assorbente, per asciugare le scritte, perché con il polso trascinava l’inchiostro umido. E i quaderni erano impresentabili. Fu obbligata a scrivere con la destra. Ma lei in seconda elementare l’ha spuntata, riiuscendo a scrivere con la sinistra. Ed evitando di sporcarsi grazie all’avvento di nuove penne.
Quando era piccola la nonna e la zia sarte hanno provato a insegnarle il loro lavoro. Ma come tagliare la stoffa con forbici enormi e pesanti pensate per destrorsi? Mentre il dramma quando è venuto il momento di prendere la patente. Perché il cambio deve essere per forza a destra? Non possiamo fare come in Inghilterra?

La diversa percezione di mancini e destrimani.

Barbara Boaglio, invece, è consulente marketing relazionale e ci racconta una bellissima storia. La nonna le ha regalato un pentolino per scaldare il latte con due beccucci. Così cucinare sarebbe stato più facile.

Ci sono delle volte in cui essere mancini si nota di più. Anni fa ho fatto un trasloco. Ho molti libri e molti fumetti. Un’amica venne ad aiutarmi a mettere a posto. Io i fumetti e lei i libri. Mi sono accorta che li abbiamo messi in un ordine che era l’esatto contrario, per la lettura dei titoli. Quando invece vado a prendere il caffè, le tazzine sono sempre dal lato sbagliato. Un’amica mi ha detto che in realtà sono fortunata: i destri mettono le labbra per bere là dove le mettono tutti, mentre i mancini, essendo pochi, le mettono dove pochi le hanno appoggiate. Anni fa, infine, ho organizzato un’aula corsi per 70 persone, posizionando delle sedie con la ribaltina. Al fornitore ho chiesto se esistesse la ribaltina per i mancini. 

Effettivamente il 15% della popolazione è mancina. E ci sarebbe proprio bisogno di sedie con ribaltina per mancini. Che ha ottenuto. Ma in 30 anni di esperienza nessuno ci aveva pensato.

Essere mancini a scuola.

Flavia è una giovanissima studentessa che a scuola ha difficoltà con alcuni accessori pensati per chi usa la mano destra. Ad esempio i righelli. Ma anche la matita. All’inizio quando si scriveva si sporcava di continuo. E sbagliare era facile. Anche perché non si ha il polso della situazione: non sa quello che sta scrivendo e ha problemi a individuare eventuali errori di scrittura. Al contrario di alcuni compagni, deve controllare di continuo.

Fare tatuaggi con la mano sinistra.

Andrea, invece, è un tatuatore professionista. Quando era a scuola, alle elementari dalle suore, ha avuto molti problemi. Sempre per la solita storia della mano del diavolo. Lo hanno obbligato a usare la destra. Ma dopo 4 mesi che provava a usare la destra il padre si accorse che aveva problemi a camminare. Si sono subito accorti che costringere un bambino a usare un altro emisfero gli dava dei disturbi seri. Per fortuna sono riusciti a convincere le maestre a non sforzarlo più.
Anche perché Andrea è un creativo e ha potuto così esprimersi con i suoi disegni. Tanto che da grande è diventato tatuatore. E questa cosa non passa inosservata. Al lavoro non è facilissimo perché tutte le macchine sono per destri. Bisogna sforzarsi e imparare a utilizzare gli strumenti. 

Ma chi lo ha detto poi che sono i mancini a usare la mano sbagliata? E se fossero i destrimani a “girare al contrario”? Dipende sempre dai punti di vista, non vi pare?

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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