Generazione Alpha: bambini non ancora nati, potenziali consumatori già nel grembo materno

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Appena nati o ancora nel grembo materno e già potenziali consumatori.
È la Generazione Alpha, quella dei nati dopo il 2010 o che ancora devono venire al mondo. E per i quali brand e aziende creano già prodotti, aspettative, esigenze su misura da soddisfare.

Ancora devono fare il primo vagito, ma sono già possibili acquirenti, possibili clienti da fidelizzare. Tramite i loro genitori, prima. E poi focalizzandosi sui diretti interessati che fin dalla più tenera età diventano i consumatori perfetti da convincere.

Generazione Alpha

Photo by Jomjakkapat Parrueng on Unsplas

Chi sono i bambini della Generazione Alpha.

Alla Generazione Alpha appartengono i bambini nati dopo il 2010. Anno in cui sono stati lanciati Instagram e l’iPad.
Sono i primi veri nativi digitali. Non hanno mai conosciuto un mondo senza tecnologia.
Solitamente sono i figli dei Millenials o della generazione immediatamente precedente.
Hanno pochi mesi e fino a 9 anni di età. In Italia sono poco meno di 5 milioni.
Sanno usare il tablet prima della penna.
Sono bombardati di informazioni, messaggi, video, immagini, parole.
È una generazione veloce, che apprende rapidamente, che sa già come muoversi in un mondo tecnologico e connesso. Ancor prima di imparare a camminare o a parlare, in alcuni casi.

Creativi, liberi, iper tecnologici, per loro la tecnologia è parte integrante della vita.
Parlano con Alexa, che racconta le favole della buonanotte. Videochiamano i nonni che abitano a distanza. Scaricano app per studiare e non solo per giocare. I loro miti sono gli Youtuber.
Sanno esprimersi con diversi mezzi, non hanno paura di imparare a usare nuove tecnologie, sono sempre connessi.
Hanno bisogni ed esigenze che i loro genitori e ancora meno i loro nonni si sognavano.
Di solito sono figli di genitori consapevoli del potenziale che il mondo hi tech ha nelle loro vite. Ma che a volte non li comprendono, proprio per questo divario tra chi è nato con la tecnologia nel Dna e chi ha dovuto imparare a conviverci.

Neonati nativi digitali

Photo by Alex Hockett on Unsplash

Sono i consumatori del futuro.

E orientano fin da piccolini i genitori nelle scelte di acquisto. Per il mondo del marketing sono gli influencer perfetti per le famiglie. Una generazione su cui puntare.
I loro bisogni vengono creati su misura e cuciti addosso già a partire dal momento in cui si trovano nel grembo materno.
La Generazione Alpha non può ancora fare acquisti da sola. Anche se spesso hanno già la paghetta. Ma possono influenzare profondamente genitori e nonni. Non sono ancora consumatori veri e propri. Ma influencer del consumo.
Dai brand sono visti come abili “manipolatori” delle scelte di consumo in ogni casa. Nel 65% delle famiglie (81% negli USA) proprio i bambini con età compresa tra i 4 e i 9 anni sono coloro che decidono al momento degli acquisti, con le loro abitudini. Per quello che riguarda giochi, intrattenimento, ma anche l’alimentazione. E ci sono genitori che chiedono consigli a loro quando devono affrontare acquisti di tipo tecnologico.

La loro customer experience passa attraverso la tecnologia. Non solo più la pubblicità che vedono in televisione e che li spinge a chiedere di avere quello che vedono. Ma operazioni di marketing sempre più integrate nella tecnologia che usano ogni giorno. A partire dai video che guardano ogni giorno su YouTube.
Nel futuro gli esperti immaginano un’integrazione sempre maggiore di intelligenza artificiale, realtà aumentata, realtà virtuale che spingerà le giovani generazioni (e soprattutto chi verrà dopo gli Alpha) ha esperienze di acquisto interconnesse che influenzeranno tutta la famiglia. Anche chi nativo digitale non è e dovrà rincorrere i più piccoli cercando di comprendere meccanismi e modalità di fruizione.

Bambina appena nata

Photo by Gabby Orcutt on Unsplash

I brand devono essere consapevoli dei messaggi che veicolano.

Se per i brand si tratta di opportunità senza precedenti, la responsabilità che ne deriva è altissima. Perché parliamo pur sempre di bambini. Che non possono e non devono essere semplicemente bombardati di messaggi consumistici. Ma guidati in scelte consapevoli, sempre più necessarie per la vita futura sul pianeta.

Le previsioni sul futuro della Gen Alpha parlano di una generazione più attenta a seguire stili di vita sani, per se stessi e per l’ambiente.
Sono più attenti alla natura, a non inquinare terra e acqua, sanno quali potranno essere le conseguenze degli effetti del cambiamento climatico. E lo sanno sin dai primi anni di vita.
Saranno la generazione più green. E anche quella che riuscirà probabilmente a sconfiggere le differenze di genere, andando oltre a classificazioni che ormai non hanno più ragione di esistere. Aperti, inclusivi, pronti al dialogo e a riconoscere l’unicità di ogni persona, al di là di sesso, etnia, religione, abilità.
Sarà la generazione più istruita di sempre.

Brand e aziende devono essere consapevoli di tutto questo.
E responsabili di azioni che non potranno essere solo più volte al profitto o frutto di beceri tentativi di greenwashing.
La Generazione Alpha potrebbe proprio essere la generazione che cambierà le carte in tavola.
Il futuro è nelle loro mani, nelle mani di quei bambini che oggi hanno al massimo 9 anni.
E che entro il 2025 (data in cui inizierà la generazione successiva) saranno circa 2 miliardi nel mondo: ogni anno, secondo le stime, nascerebbero 2,5 milioni di bambini della Generazione Alpha.
Ignorarli sarà impossibile.

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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