Frecce Tricolori, tour per abbracciare l’Italia: tra emozioni, assembramenti, inquinamento e costi

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Redazione i404
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Tempo di lettura stimato: 3 minutiLe Frecce Tricolori hanno iniziato il tour per abbracciare l’Italia, ricordare le vittime del Coronavirus e sostenere chi lotta contro la pandemia.
Uno spettacolo che divide. Tra chi guarda emozionato con gli occhi puntati al cielo quelle strisce colorate dei colori della bandiera italiana e chi pensa all’inquinamento e ai costi dello show. Senza dimenticare nel 2020 il problema assembramenti.

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Foto di Sergio Gridelli da Pixabay

Cosa sono le Frecce Tricolori.

Le Frecce Tricolori o 313° Gruppo Addestramento Acrobatico è la Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN) dell’Aeronautica Militare Italiana.
Nata nel 1961, la pattuglia è stata creata pere avere un gruppo permanente di addestramento all’acrobazia aerea collettiva dei piloti.
La sede operativa delle Frecce Tricolori è l’aeroporto di Rivolto, in provincia di Udine. Sono 10 gli aerei utilizzati. Dal 1982 si usano gli Aermacchi MB.339 A/PAN MLU. Nove viaggiano in formazione e uno, invece, è solista.
Le Frecce Tricolori sono la pattuglia acrobatica più numerosa al mondo e può vantare un programma di acrobazie che l’hanno resa la più apprezzata a livello internazionale.

Per molti rappresentano l’orgoglio italiano da esportare nel mondo, la miglior rappresentazione del Made in Italy, un simbolo di unità nazionale. Perché ogni volta che passano in cielo tutti gli italiani si ritrovano riuniti a guardarle. Ma le Frecce Tricolori oggi erano davvero quello di cui avevamo bisogno in vista della Festa del 2 giugno?

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Foto di Cristina Furlan da Pixabay

Italia, 2020: l’abbraccio delle Frecce Tricolore.

Quest’anno in vista della Festa della Repubblica del 2 giugno niente parata ai Fori Imperiali. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sarà all’Altare della Patria per deporre una corona di alloro (come già fatto in occasione della Festa della Liberazione). Ma nessun’altra manifestazione come negli anni passati, per evitare assembramenti e spostamenti (che tra Regioni sono ancora vietati almeno fino al 3 giugno).
Se salta la parata a Roma, ecco che saranno le Frecce Tricolori a raccontare questa particolare Festa della Repubblica. La Pattuglia Acrobatica Nazionale è partita in questi giorni per sorvolare tutte le regioni italiane e passare sui cieli di alcune delle città simbolo della lotta al Coronavirus. Un tour itinerante per abbracciare simbolicamente tutta l’Italia e portare i colori della bandiera su e giù per la penisola, come simbolo di solidarietà, unità nazionale e anche di ripresa dopo il lungo lockdown.

La Pattuglia Acrobatica Nazionale è decollata lunedì 25 maggio da Rivolto. E in 5 giorni arriverà a sorvolare tutti i capoluogi di Regione.
Tra le città scelte per mostrare la bandiera italiana in cielo anche Codogno, luogo simbolo dove è scattata la prima zona rossa dell’emergenza sanitaria. Il 2 giugno il giro d’Italia finirà a Roma, per celebrare la Festa della Repubblica.
Qui il programma dettagliato:

  • 25 maggio Trento, Codogno, Milano, Torino e Aosta;
  • 26 maggio Genova, Firenze, Perugia e L’Aquila,
  • 27 maggio Cagliari e Palermo;
  • 28 maggio Catanzaro, Bari, Potenza, Napoli e Campobasso;
  • 29 maggio Loreto (dove sorge il santuario della Madonna protettrice dell’Arma Azzurra), Ancona, Bologna, Venezia e Trieste.

Altare della Patria
Foto di Elijah Lovkoff da Pixabay

Uno spettacolo emozionante. Non privo di polemiche.

In questi giorni gli occhi degli italiani sono puntati al cielo. Per vedere e rivedere lo spettacolo delle Frecce Tricolori.
Ma non mancano le polemiche. Sia per quello che riguarda l’aspetto ambientale di uno spettacolo di questo tipo, sia per quello che riguarda i costi sostenuti per ogni singola esibizione.
Fridays for future Como si interroga sull’impatto che il tour italiano delle Frecce Tricolore potrebbe avere in termini ambientali. In un momento storico in cui, complice il lockdown, smog e inquinamento erano scesi anche in Italia (ma gli esseri umani sono già tornati a inquinare nella Fase 2).

Il fumo delle Frecce Tricolori oggi non deve preoccupare. È un mix di olio di vaselina e pigmenti che non è inquinante e non è tossico. Anche se in passato, negli Anni Cinquanta, il nebbiogeno, a base di cloridrina solforosa e acido solforico, era la base di alcuni fumi utilizzati in determinate manovre. Ma era irritante, ed è stato accantonato.
È da considerare, invece, il consumo di carburante (si ipotizzano spese per migliaia di euro) che inquina l’aria, come ogni aereo.
C’è chi però accusa lo show nazionale di causare inquinamento acustico che non è monitorabile. Senza dimenticare che possono spaventare, con il loro rumore e il loro fumo, eventuali animali presenti.
E di essere un costo troppo elevato in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando.
Senza tralasciare in questo momento storico il problema assembramenti. Nel primo weekend di riapertura dita puntate sulla “movida“, con accuse ai giovani. Ma nessun problema per le immagini di assembramenti di persone scese in strada per vedere lo spettacolo delle Frecce Tricolori?

Non c’era un’alternativa sostenibile?

Si poteva pensare a qualcos’altro per parlare di unità nazionale, come ad esempio un simbolico giro d’Italia in bicicletta, lo stesso mezzo protagonista dell’Ecobonus previsto dall’ultimo Decreto di Giuseppe Conte. Non avrebbe dato un segnale ancora più forte a un paese che ha bisogno di ripartire, ripensando però vecchi modelli e abitudini che potrebbero non essere più sostenibili in un mondo alle prese con il Coronavirus e i cambiamenti climatici?
Davvero le Frecce Tricolori sapranno farci ritrovare quel senso di unità che sembriamo aver perduto in questo periodo di crisi sanitaria ed economica? O che forse non abbiamo più da tempo?

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