Fame nel mondo, l’emergenza in 51 paesi. La battaglia non è ancora vinta

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiSiamo in piena emergenza. No, non solo sanitaria. Ma umanitaria.
Paesi in affanno dove molte, troppe persone non hanno di che sfamarsi. Bambini che muoiono di fame. Cibo che scarseggia, da un lato, e abbonda e viene sprecato, dall’altro.
La crisi climatica e la crisi scatenata dalla pandemia hanno aggravato ancora di più l’emergenza economica e sociale che si vive in ogni angolo del pianeta.

L’epidemia di coronavirus ha aggravato una situazione già instabile. Anche nei paesi considerati ricchi. Con le Onlus, la Caritas e tutte le associazioni e gli enti che si occupano di aiutare gli ultimi sulla Terra che hanno registrato un aumento di richieste di aiuto, da marzo in poi.
Come sottolineato da Papa Francesco con il giornalista Gianni Garrucciu nel libro intitolato Fame (San Paolo) è una vergogna.

È la vergogna più grande che noi abbiamo adesso. Si buttano tante tonnellate di cibo che sarebbero capaci di sfamare otto volte e più la gente che ha bisogno. E il peggio è che non c’è la coscienza di questa gente che muore di fame.

Gente che muore perché non ha accesso a fonti alimentari sicure. Nell’indifferenza totale. La fame nel mondo è una battaglia che ancora non siamo riusciti a vincere. Forse perché troppo spesso mancano volontà e consapevolezza.

fame nel mondo
Foto di V Srinivasan su Unsplash

Cos’è la fame nel mondo

Di fame nel mondo si parla ormai da tempo. Ma soluzioni definitive non sono mai state proposte per aiutare i paesi in difficoltà. Treccani ci dice che la fame è quella condizione in cui si trova un individuo quando non ha cibo sufficiente o quando si nutre di alimenti che non sono ricchi di sostanze nutrienti che possono aiutarlo a crescere, a vivere in salute e in modo attivo.
È la condizione di chi vive senza cibo, a causa di carestie, crisi climatiche, situazioni delicate, come la guerra, nei paesi in cui vive. Talvolta non è il cibo a mancare in queste zone nel mondo, ma sono gli alti prezzi del settore alimentare a non permettere alla stragrande maggioranza della popolazione di averne accesso.
Un aspetto da non sottovalutare, però, è anche la sottoalimentazione, la mancanza delle calorie e dei nutrienti necessari in ogni fase della vita per vivere. E molto spesso sopravvivere. Oltre che il mancato reperimento di cibo sicuro.

cos'è la fame nel mondo
Foto di Ninno JackJr su Unsplash

L’emergenza tocca 51 paesi nel mondo

Cesvi, organizzazione umanitaria che opera in 22 paesi nel mondo ha presentato la 15esima edizione dell’Indice globale della fame. Secondo i dati più recenti, l’emergenza è a livello moderato per quanto riguarda la situazione mondiale. Si notano lievi miglioramenti rispetto a 20 anni fa. 11 paesi, però, destano allarme, mentre altri 40 sono in gravissime condizioni.

Tre paesi del mondo registrano la situazione peggiore. Ciad, Timor Est e Madagascar. Altri 8 sono in condizioni drammatiche: Burundi, Comore, Repubblica Centrafricana, Repubblica democratica del Congo, Siria, Somalia, Sud Sudan e Yemen. Asia meridionale e l’Africa a sud del Sahara sono le regioni nel mondo dove la fame è più elevata. In questa zona del continente nero, poi, si registra il più alto tasso di mortalità infantile al mondo. Con la Somalia maggiormente a rischio.

I dati, del resto, non lasciano margine di dubbio sull’emergenza che stiamo ancora vivendo. Quasi 690 milioni di persone a livello globale sono denutrite. 144 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni soffrono di arresto della crescita. 47 milioni di deperimento. Nel 2018 5.3 milioni di bambini prima dei 5 anni sono morti in molti casi a causa della malnutrizione.
L’emergenza Covid-19, la recessione economica e la crisi climatica hanno aggravato una situazione già in bilico per milioni di persone nel mondo. Aumentando l’insicurezza alimentare e nutrizionale nei paesi più a rischio.

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Foto di Raju GPK su Unsplash

La battaglia non è ancora vinta. Ma come la stiamo combattendo?

135 milioni di persone muoiono ancora di fame nel mondo. La FAO e il WFP delle Nazioni Unite nel rapporto “Analisi di allarme rapido dei territori critici colpiti da insicurezza alimentare acuta” parlano di situazione preoccupante in particolare nell’Africa del Sahel, nel Sudan del Sud, nello Yemen e in Burkina Faso. Mentre altri 16 paesi sono a rischio di carenza alimentare acuta.
C’è bisogno di azioni concrete per contrastare la crisi climatica, modernizzare e migliorare la pesca e l’agricoltura nei paesi in via di sviluppo, per garantire a tutti l’accesso all’alimentazione. Così come è necessario garantire degli investimenti economici nei Paesi a rischio di forte insicurezza alimentare.

È necessario trovare il modo perché tutti possano beneficiare dei frutti della terra, non soltanto per evitare che si allarghi il divario tra chi più ha e chi deve accontentarsi delle briciole, ma anche e soprattutto per un’esigenza di giustizia, di equità e di rispetto verso ogni essere umano.
Papa Francesco

È indispensabile agire. E farlo subito.

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