Essere papà ai tempi del Coronavirus, com’è cambiata la figura paterna?

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 3 minutiCom’è cambiata la figura paterna nella storia?
Sicuramente oggi non è com’era ieri. La pandemia da coronavirus ha costretto anche le famiglie a ripensare modelli di comportamento e abitudini portati avanti fino a poco tempo prima.

I papà si sono ritrovati spesso a lavorare a casa, insieme ai ragazzi in didattica a distanza. Riscoprendo un ruolo fondamentale per la loro crescita. La figura paterna nel tempo si è evoluta. E la Covid-19 ha accelerato ulteriori cambiamenti nel rapporto tra padri e figli.

La figura paterna è cambiata nel corso della storia

Quando si pensa alla cura dei bambini, in Italia si fa ancora riferimento alla sola figura materna. Il nostro paese da questo punto di vista è ancora fortemente ancorato a un passato patriarcale che oggi non ha più ragione d’esistere. Un’indagine Istat del 2016 ha svelato che le donne si prendono cura della casa più del doppio di quanto facciano gli uomini. Mentre questi ultimi si dedicano al lavoro retribuito maggiormente rispetto alle compagne. E anche quando entrambi lavorano, la donna deve essere una funambola dell’organizzazione per riuscire a fare tutto, non ricevendo il giusto aiuto perché le aspettative della società non lo prevedono.

La pandemia da coronavirus ha messo in evidenza quanto ancora sia tutto sulle spalle della figura femminile, con mamme che hanno dovuto lasciare spesso il lavoro per poter seguire i figli. Nel corso della storia la figura paterna è cambiata profondamente. Dagli anni Sessanta in poi e in particolare negli anni Ottanta abbiamo assistito a una rivoluzione, lenta ma inesorabile, per un necessario rimodellamento dei ruoli dei genitori in casa. Che non devono più essere differenziati per genere.

festa del papà
Foto di Tim Mossholder su Unsplash

La famiglia deve essere una squadra in cui ognuno dà il suo contributo, basandosi su rispetto e aiuto reciproco e su quella famigerata divisione dei compiti che non deve più essere un’utopia, ma una realtà plasmata sulle esigenze di ogni nucleo famigliare.
La famiglia si evolve e l’uomo scopre una nuova paternità. Un processo che va avanti da decenni e che ancora deve completarsi per raggiungere anche in casa la reale parità. Processo che la pandemia ha leggermente accelerato.

Le restrizioni hanno avvicinato i padri ai figli

Lo evidenzia una ricerca della Canadian Men’s Health Foundation, che ha chiesto a 1.019 papà canadesi a maggio 2020 cosa avevano provato durante il grande lockdown dei mesi precedenti, quando erano rimasti a casa con i figli.
Il sondaggio ha rivelato che il 60% degli uomini intervistati ha ammesso di sentirsi più vicino alla prole di quanto non lo fosse prima. Mentre il 52% ha ritrovato la consapevolezza dell’importanza della figura paterna e il 49% prometteva di diventare un padre più presente nel futuro.

Anche altre ricerche hanno svelato questo desiderio da parte di papà che hanno potuto riscoprire a causa della pandemia quanto è fondamentale rimanere accanto ai bambini e ai ragazzi. Ovviamente le restrizioni hanno aumentato le possibilità di confronto in famiglia, a volte esasperandole per la particolarità dell’evento. Ma tutto questo ha portato ad aumentare il livello di attenzione dei genitori nei confronti dei bisogni dei ragazzi. E viceversa.

figura paterna
Foto di Heike Mintel su Unsplash

I papà vogliono continuare a stare a casa

E godersi un po’ la crescita dei loro figli. Questo è quello che emerge da un altro studio che ha evidenziato come molti padri hanno mostrato il desiderio di continuare su questa strada.
Il Global Dad Survey di Suit Tie Stroller, sondaggio condotto su 321 uomini di 25 paesi differenti, ha scoperto che il 60% dei papà vorrebbe proseguire con il lavoro flessibile, contro solo il 3% di chi non vede l’ora di tornare alle vecchie abitudini.
Secondo quanto emerso molti papà hanno avuto la possibilità di trascorrere più tempo con i figli. Ma non si è trattata solo di quantità, quanto piuttosto di qualità, tanto che l’85% degli intervistati ha sperimentato un legame molto più stretto con i bambini e il 65% era intenzionato a cambiare in futuro. Inoltre gli uomini sono rimasti coinvolti maggiormente nelle attività domestiche.

Il cambiamento è in atto. Sapremo coglierlo o sarà solo un’altra occasione sprecata tra vecchi stereotipi e pregiudizi che ci ancorano al passato?

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