Vivere come natura comanda

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Stiamo tornando al Medioevo. Anche se potrebbe non essere poi così male. Ci sono aspetti di quei tempi bui che non vorremmo tornassero mai. Anche se la società spesso sembra voler fare una pericolosa involuzione.

Ma ci sono degli aspetti della vita nel Medioevo che potrebbero essere utili ancora oggi, in tempi in cui si parla di sostenibilità. Libri di storia, romanzi, film e anche le visite con guide esperte e coinvolgenti ci hanno insegnato che i castelli nel Medioevo erano delle strutture autosufficienti. All'interno si viveva in un mondo sicuro, protetto dalle regole del feudatario, con tutto quello che serviva a soddisfare i bisogni della popolazione. Dei villaggi autosufficienti protetti da alte mura e fossati, magari pieni di acqua, creati soprattutto per una questione di sopravvivenza. In tempi di grandi assedi, non si poteva mica uscire fuori a fare la spesa nei vicini villaggi. I castelli dovevano essere autonomi sotto ogni punto di vista. Ed è per questo che dentro c'era tutto il necessario per poter sopportare anche la più lunga delle guerre. Sperando di non essere tratti in inganno da cavalli di legno.
Ne sono passati di anni dal Medioevo. Eppure oggi si sta ritornando un po' a quel concetto di autosufficienza. E sostenibilità, ovviamente. Oggi non è più questione di resistere agli attacchi di eserciti invasori e stranieri. Ma si tratta pur sempre di sopravvivenza. Per l'umanità e per il nostro amato pianeta terra.

vivere secondo natura

Photo by Fernando @cferdo on Unsplash

Gli ecovillaggi altro non sono che moderni castelli medievali autosufficienti.

I villaggi ecosostenibili o ecovillaggi di solito nascono in ambienti rurali, di campagna, per poter avere il contesto giusto per coltivare la terra e creare strutture che possano di fatto mantenere la vita della comunità. Un ecovillaggio è un luogo dove le persone intenzionalmente decidono di vivere insieme seguendo uno stile di vita che sia a impatto zero sul pianeta terra che ci ospita. Dalla scelta dei materiali utilizzati per la realizzazione delle case alle coltivazioni rigorosamente bio, passando ovviamente per fonti energetiche che siano eco e rinnovabili.

Uno stile di vita, una filosofia, un modo di vivere, un'utopia in un mondo che fino a oggi sembrava correre in una direzione opposta. Si tratta di alternative che cercano un loro spazio in questa società, che creano connessioni solidali. Ti ricordi le comuni degli anni Sessanta? Oggi si parla molto di ecosostenibilità, ma lo sai quando è nato il primo ecovillaggio? Sì, proprio nell'epoca dei figli dei fiori, dell'amore libero, della lotta alla guerra, dei concerti in stile Woodstock.

Photo by Kelly Neil on Unsplash

Il primo ecovillaggio al mondo è nato a Summertown, nel Tennessee.

Era il 1971, stessa data per Christiana, la comune di Copenaghen. The Farm, come è stato ribattezzato, funzionava e funziona ancora. Ha superato i roboanti anni Ottanta, gli anni Novanta degli yuppie, il bug del 2000 e ancora oggi è un interessante progetto di vita.
Una vera e propria sfida, non facile da vincere, in un periodo in cui capitalismo e consumismo non sembrano voler dar spazio ad altri possibili mondi.

"La nostra sfida più grande in questo nuovo secolo è di adottare un'idea che sembra astratta - sviluppo sostenibile", come sottolineava Kofi Annan. Per passare da astratta a concreta, l'idea ha bisogno di stimoli e di forza di volontà.
C'è Rive, la Rete Italiana Villaggi Ecologici, che ha sua volta fa parte di Gen, Global ecovillagge network, che racchiude queste realtà a livello internazionale. Se credi che siano realtà sporadiche, ti sbagli di grosso.

In Italia sono diversi gli eco villaggi sostenibili dove una nuova umanità è possibile.

A Montefano, in provincia di Macerata, nelle Marche, ad esempio, c'è l'eco villaggio La Magione, nato in seguito alla decisione dell'impresa agricola di prodotti biologici Montefauno in convenzione con l'Università Politecnica delle Marche di Ancona, per creare un nuovo modo di vivere. Una sorta di esperimento sociale, imprenditoriale, umano, abitativo.
Nel Piemonte del Nord c'è Damanhur, che conta un migliaio di abitanti residenti e centri collegati in Europa, USA e Giappone e che ha anche ottenuto importanti riconoscimenti, persino dalle Nazioni Unite, per il suo modello di ecosostenibilità. Batte una valuta complementare, ha scuole proprie, un suo quotidiano, una casa editrice, una serie di attività che la rendono autonoma a livello produttivo, una edilizia biologica, sta puntando all'autosufficienza energetica. Di fede? Laica, ma spirituale. Con attenzione ed impegno sociale verso alcune associazioni di volontariato.

Sull'Appennino Pistoiese c'è il Popolo degli Elfi, insieme di 15 ecovillaggi che puntano tutto sull'autosufficienza. L'Ecovillaggio Solare, che nasce proprio dalle ceneri di una comune hippy per volontà di Jacopo Fo e Banca Etica, nel parco umbro della Libera Università di Alcatraz. Un luogo da scoprire magari in vacanza o per "abitare il futuro".
E ancora, in Abruzzo, a Pescomaggione, in provincia de L'Aquila, troviamo EVA, l'Ecovillaggio Autocostruito, nato dopo il terremoto del 6 aprile del 2009, quando alcuni abitanti hanno perso tutto, ma non la speranza di ricostruire una comunità. Facendo una colletta sono riusciti a creare delle abitazioni che oggi ospitano 12 abitanti. Un modello di rinascita che pone al centro le persone e l'ambiente.

Photo by Jasmine Waheed on Unsplash

Ecovillaggi nel mondo.

In Olanda si trova quello che è considerato il primo ecovillaggio completamente autonomo. Al 100%. Si trova ad Almere, vicino Amsterdam. Qui viene generata energia da fonti rinnovabili, si coltiva il cibo che verrà consumato dagli abitanti, si riciclano i rifiuti, le case sono costruite con lo standard Passivhaus, in grado di massimizzare l'efficienza energetica senza sprechi.
ReGen si ispira a un documento dell'Onu del 2013 che vedeva in queste realtà un'ottima soluzione per migliorare la qualità della vita su questa terra, seguendo i 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs, dell'Agenda 2030.

Non solo Italia ed Europa, anche il resto del mondo segue la scia. Ha compiuto 50 anni nel 2018 Auroville, la Città dell'Aurora di Tamil Nadu, in India, che ospita circa 2000 abitanti, che professano fedi diverse, hanno credenze politiche differenti, appartengono a diverse etnie. Un ecovillaggio per chi si sente cittadino del mondo. Senza distinzioni di alcun tipo.
Mendoza, in Argentina, invece, ospita Tunduqueral Green Village, un ecovillaggio dove la vita è non solo come natura comanda, ma anche a misura d'uomo, per poter riscoprire valori perduti. Che ritroviamo anche a nord di Brisbane, in Australia, nel Crystal Waters, fondato negli anni Ottanta. È uno degli ecovillaggi più lungimiranti per quello che riguarda il rispetto dell'ambiente.

Umanità e natura devono essere riscoperte. E diventare il nostro nuovo obiettivo comune.

"Vi è un chiaro legame tra la protezione della natura e l’edificazione di un ordine sociale giusto ed equo. Non vi può essere un rinnovamento del nostro rapporto con la natura senza un rinnovamento dell’umanità stessa" (Papa Francesco).

Gli ecovillaggi sono una risposta concreta ai cambiamenti climatici che stanno mettendo a rischio non solo il pianeta, ma la nostra stessa esistenza. Un modello che magari ha bisogno di continue sperimentazioni, di prove, di tentativi, per poter garantire a tutti una vita più serena nel rispetto delle regole di Madre Natura.

C'è chi vede in questi progetti un modo per estraniarsi dal mondo.
Quando invece si tratta di progetti perfettamente integrati per proporre nuove possibilità e nuovi approcci a un mondo che non sembra più appartenerci, che ci va un po' stretto. E anche noi umani cominciamo ad andargli stretti.

Andy Warhol diceva: "Credo che avere la terra e non rovinarla sia la più bella forma d'arte che si possa desiderare". Allora perché non diventare tutti artisti del nostro mondo?

Photo by jean wimmerlin on Unsplash

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Patrizia Chimera
Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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