Disoccupazione in Italia: i posti di lavoro persi dalle donne

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Patrizia Chimera
Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

occupazione femminile in Italia
Photo by Laura Davidson on Unsplash

I dati su occupazione e disoccupazione in Italia preoccupano. Soprattutto se letti dal punto di vista femminile. L’Istat ha reso noto l’andamento di disoccupazione e occupazione nel nostro paese, a più di un anno dallo scoppio della grande pandemia. Tanti i posti di lavoro persi, molti dalle donne. E c’è chi si chiede se saranno mai recuperati, se le donne rimaste a casa torneranno ad avere un lavoro.

Dati Istat sul lavoro: occupazione in aumento per gli uomini

L’Istituto Nazionale di Statistica ha pubblicato i dati sull’occupazione in Italia che si riferiscono al mese di ottobre. Rispetto a settembre, occupati e disoccupati sono cresciuti, ma sono diminuiti gli inattivi, le persone che non lavorano e non cercano un lavoro.
I dati su base mensile indicano che a ottobre i 36mila occupati in più sarebbero tutti di sesso maschile. Il Post sottolinea che però bisogna leggere questi numeri alla luce del fatto che si tratta di un semplice campione statistico e che sono espressi in migliaia. Probabilmente il numero di donne che hanno trovato lavoro a ottobre non è zero, ma può essere compreso tra -500 e 500. Il dato reale indica che rispetto a settembre le donne occupate un mese dopo sono più o meno le stesse.

donne lavoratrici
Photo by Tim Gouw on Unsplash

A ottobre il tasso di disoccupazione è salito al 9,4%, con un aumento di 0.2 punti percentuali. Tra i giovani è sceso oal 28,2%, invece. Aumentano le persone in cerca di lavoro, con un incremento del 2,2%, soprattutto tra chi ha più di 24 anni.
Rispetto a ottobre dell’anno scorso, invece, il numero di occupati e salito dell’1,7%, con un incremento di 390mila unità (200mila in meno rispetto a inizio pandemia). Scendono le persone in cerca di lavoro e le inattive.

Anche su base annua, il gap tra lavoratori uomini e lavoratrici donne è evidente. Più dei 2/3 dei nuovi posti di lavoro sono oggi occupati da uomini (271mila contro 118mila). Per gli uomini l’occupazione è aumentata di 2,1 punti, per le donne di 1,2 punti. Tra i disoccupati, numeri in calo in entrambe le parti, con un divario sempre molto evidente (117mila per i lavoratori, 22mila per le lavoratrici).

disoccupazione in Italia
Photo by Jeffrey Wegrzyn on Unsplash

Per il presidente dell’Istat non c’è più il futuro di una volta

Gian Carlo Blangiardo, in un’intervista a La Stampa, proprio sui dati relativi all’occupazione in Italia, sottolinea che, come dice «spesso parlando degli andamenti demografici: “Non c’è più il futuro di una volta”. E questa condizione di incertezza potrebbe vincolare i consumi anche con la nuova Irpef, i bonus e le detrazioni che metterà in campo il governo».
In merito al recupero più lento dell’occupazione femminile, che procede con un’altra marcia rispetto a quella maschile, c’è una domanda da porsi, soprattutto in seguito alla pandemia che, anche a livello sociale e non solo sanitario, potrebbe lasciare effetti permanenti difficili da valutare e quantificare oggi: «Quante donne passate all’inattività anche per gestire i carichi familiari rientreranno nel mercato del lavoro?».

Analizzando i dati, il presidente Istat sostiene: «Il proseguimento della fase di ripresa dovrebbe portare a un progressivo recupero dell’occupazione femminile». Bisognerà, dunque, attendere i dati futuri che l’ente rilascerà, per comprendere se il gap potrà essere recuperato, tornando ai livelli pre pandemia. O magari a numeri ancora migliori.

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