Perché battersi per i diritti negati alle bambine e alle ragazze è un’assicurazione per il futuro

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In Italia e nel mondo i diritti di bambine e ragazze vengono ancora negati.
Numerosi i progressi compiuti negli ultimi decenni. Ma la pandemia di Coronavirus ha peggiorato una situazione già instabile.
743 milioni di studentesse non sono andate a scuola per il lockdown. 11 milioni di queste alunne non faranno mai più ritorno in classe. Un danno per queste ragazze, un fallimento per la società.

Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze

L’11 ottobre è la Giornata mondiale delle bambine e delle ragazze, indetta dall’ONU per sensibilizzare sul tema.
Nel mondo ci sono 1,1 miliardi di bambine. Per molte di loro i diritti fondamentali sono pura utopia. A loro è dedicato anche l’obiettivo di sviluppo sostenibiile numero 5 dell’Agenda 2030.

Non solo l’11 ottobre ma tutto l’anno dovremmo ricordarci di loro: di quelle che non hanno accesso all‘istruzione, che sono vittime di discriminazione, violenza, soprusi e che non possono godere delle stesse opportunità riservate ai coetanei di sesso maschile.
Le istituzioni e la società civile dovrebbero impegnarsi nella lotta volta a migliorare le loro condizioni di vita. È una battaglia di tutti. Nessuno escluso. Per promuovere quell’emancipazione femminile oggi più che mai necessaria per garantire uguaglianza e parità di genere. E un mondo più giusto.

La Campagna Indifesa di Terre des Hommes

La nona edizione del Dossier della Campagna Indifesa di Terre des Hommes raccoglie dati su tutte le violazioni dei diritti delle bambine e delle ragazze nel mondo. Un report per sensibilizzare e promuovere l’impegno per assicurare a ogni fanciulla il diritto alla salute, all’istruzione e il diritto a vivere una vita dignitosa.
Ogni anno 12 milioni di ragazze under 18 sono costrette a sposarsi spesso con uomini molto più grandi.
Nel 2020 quasi 4.1 milioni di bambine potrebbero essere vittime di mutilazioni genitali.
Dal 2009 al 2019 abbiamo assistito a un aumento del 700% delle vittime del reato di detenzione di materiale pornografico, l’84% sono bambine e ragazze.
In crescita del 7% rispetto al 2018 e del 105% rispetto al 2009 i maltrattamenti in famiglia. La metà delle vittime è di sesso femminile.
La pandemia di Coronavirus ha aggravato una situazione già molto precaria, colpendo le fase più deboli della popolazione. 743 milioni di bambine e ragazze non sono andate a scuola durante il lungo lockdown. E 11 milioni di loro non ci andranno mai più.

Nel 2019 in Italia il report ha registrato un calo dell’1% del numero di minori vittime di reato rispetto all’anno precedente (il 60,5% sono bambine e ragazze). Mentre se si prendono in considerazione i numeri degli ultimi 10 anni la situazione non è rosea e i dati sono in aumento.
L’associazione lancia la campagna di sensibilizzazione Indifesa, al grido di #IoGiocoAllaPari contro stereotipi, violenza e discriminazioni di genere.

Obiettivo dell’iniziativa: rimuovere le barriere perché ogni ragazza e ogni ragazzo possano “giocare alla pari” in tutte le sfide della vita, partecipare attivamente alla costruzione di una società più equa, inclusiva e prospera.
Terre des Hommes

Michele Obama e Malala Yousafzai insieme in difesa dei diritti delle ragazze

Nel 2020 due grandi donne diventano portavoce di tutte le bambine e ragazze a cui è stato negato ogni sogno. Michelle Obama, ex first lady USA che ha fatto dei temi della salute e dell’istruzione i suoi punti di forza quando viveva alla Casa Bianca, e Malala Yousafzai, attivista pachistana vincitrice del Nobel per la pace per la lotta in difesa dei diritti civili e all’istruzione, hanno unito le loro forze per sensibilizzare su un tema che dovrebbe stare a cuore a tutti.

Le due donne dialogando con Priya Mondol, studentessa di 17 anni che vive a Calcutta, in India, hanno ricordato quanto l’istruzione sia fondamentale per porre le basi per il proprio avvenire.
Malala sa bene quanto lo studio sia la migliore speranza per il futuro di ogni ragazza. «Ovunque vada, parlo con ragazze incredibili e determinate a lottare per la loro istruzione e perseguire i loro sogni. Comprendono il potere dell’educazione di trasformare le loro vite, le loro famiglie, le loro comunità e i loro paesi».
Mentre Michelle Obama ricorda gli stereotipi che le donne sono costrette ad affrontare. «Se le ragazze hanno le opportunità che meritano, ne trarremo vantaggio tutti. Perché la povertà diminuisce, le economie crescono e i bambini nascono più sani. Il mondo, a detta di tutti, migliora. E ora, con la pandemia ancora in corso, dobbiamo fare tutto il possibile per assicurarci che le ragazze non vengano lasciate indietro».

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Patrizia Chimera

Giornalista pubblicista di attualità e lifestyle. Spirito zen, curiosità innata, ama sempre mettere tutto in discussione


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